giovedì 19 maggio 2016

Giuseppe Antoci: ‘E’ la mafia che deve avere paura’

Il presidente del Parco dei Nebrodi non si fa intimidire dalla mafia, anzi va all’attacco e dichiara: ‘li colpiremo con legnate ancora più forti’ 

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Da quando nel 2013 è stato nominato da Rosario Crocetta presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci ha subito diversi avvertimenti dalle famiglie mafiose che agiscono tra le province di Messina, Enna e Catania. Tra questi una lettera di minacce di morte: ‘Finirai Scannatu tu e Crocetta’. Era il dicembre del 2014. Ora l’agguato sulle strade dell’entroterra messinese, tra Cesarò e San Fratello.
Ma Giuseppe Antoci non si lascia intimidire e va all’attacco: ‘Da oggi – ha dichiarato -  parte la fase due: è la mafia che deve avere paura, li colpiremo con legnate ancora più forti. Io non mi fermo, continuerò a fare soltanto il mio lavoro e il mio dovere. Ho riposato e dopo la fase uno, parte la fase due: andare avanti senza fermarsi con maggiore determinazione’.
‘Quello che emerge – ha detto il procuratore di Messina Guido Lo Forte - è che la mafia sta rialzando la testa, la terza mafia della provincia di Messina quella dei Nebrodi, una delle organizzazioni criminali tra le più antiche e pericolose. Dopo che i clan di Barcellona Pozzo di Gotto e di Messina sono stati colpiti in maniera forte anche dalle operazioni antimafia, i Batanesi e i Tortoriciani stanno cercando di recuperare terreno e spazi’.
‘Con l’agguato ad Antoci la mafia ha alzato il tiro, lo Stato deve reagire in modo adeguato. Propongo – ha dichiarato in una conferenza stampa il presidente della regione Sicilia, Rosario Crocetta - l’invio dell’esercito nei comuni del Parco dei Nebrodi e perquisizioni a tappeto nelle campagne come ai tempi del sequestro Moro e dei Vespri siciliani’. Ed ancora: ‘Senza un’adeguata reazione da parte dello Stato passerebbe il messaggio di un via libera alla nuova stagione stragista’. ‘Non basta – conclude Crocetta – rafforzare la scorta ad Antoci e ai sindaci più esposti nell’area dei Nebrodi perché quello che è accaduto è un atto di guerra di altissimo livello, che non si registrava più da anni in Sicilia. Bisogna agire subito. Lo Stato deve intervenire con perquisizioni a tappeto che non diano tregua alle famiglie mafiose’.


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