martedì 31 marzo 2026

Il cane dal pelo bianco

Di tanto in tanto viene a cercarlo un cagnolino, un bassotto di colore grigio ma dal passo veloce. Il ‘nanerottolo’ resta poco, poi va via, chissà perché

di Giovanni Pulvino

Il cane dal pelo bianco - Torremuzza, 20 marzo 2026 - (Foto di Giovanni Pulvino)

È di pelo bianco, un po' malandato, è un cane randagio in cerca di cibo e di protezione. La sua ambizione è avere un padrone, far parte di una ‘famiglia’. Vuole abbandonare le sue malinconie e la sua solitudine. 

Appartiene al Borgo. Fa parte del paesaggio come la Torre, la spiaggia, lo scoglio, i ponti delle ferrovia ed i pochi torremuzzari che sono rimasti. Ti viene accanto, ti annusa, ti guarda e sembra pensare: ‘sarà Lui il mio padrone?’ Poi, deluso passa oltre. 

La ricerca non è durata a lungo, tanti umani trovano negli animali l'affetto di cui hanno bisogno. 

E non c’è nulla di strano che si sia affezionato al primo che gli ha dato qualche pezzo di pane o i resti del pranzo o della cena. I cani non capiscono chi hanno d fronte, sono fedeli a prescindere.

Ora, non fa altro che seguirlo. Sale e scende per via San Giuseppe. Sta sempre un passo indietro. Scodinzola ogni volta che lo vede. Una sera gli corse dietro pure quando stava in macchina. Con la testa bassa lo 'pedina', anche se di certo non comprende il perché di questi continui spostamenti.

Quando è in prossimità dell’incrocio della statale si ferma e attende per capire la direzione da prendere. E, come fanno i gatti, controlla che non ci siano auto in arrivo, solo dopo attraversa. Una sera, stanco dei continui 'andare e venire' è rimasto fermo ed ha atteso pazientemente il suo ritorno stando accovacciato al centro della strada. 

Di tanto in tanto viene a cercarlo un cagnolino, un bassotto di colore grigio ma dal passo veloce. Il ‘nanerottolo’ resta poco, poi va via, chissà perché. È solidarietà tra animali? Bisogno di relazione con un suo simile anche se di razza completamente diversa? Chissà.

Se fossimo come i cani tutto sarebbe più semplice.

Non ci sarebbero complicazioni, ma chi farebbe il padrone? Ci vorrebbe un 'bel' Capo da seguire senza se e senza ma, un comandante unico che decide per tutti. Non ci sarebbero più discussioni ‘inutili’. Basterebbe dire sempre di sì, essere fedeli nei secoli dei secoli. 

In tanti ancora oggi ambiscono ad essere comandati ed ubbidire come fa il cane dal pelo bianco. Il tempo passa ma c'è chi torna a quel pensiero, insulso e illogico, ma tant'è.

Liberarsi da ogni responsabilità, rinunciare alla propria libertà e ubbidire, è questa la loro ambizione, e, ovviamente, il riferimento non è casuale.

martedì 17 marzo 2026

#IovotoNo per difendere la Costituzione antifascista

Siamo tutti servi della legge, per poter essere liberi’, Cicerone

di Giovanni Pulvino


Disegno di Elena Visconti - Foto da fondazioneluigieinaudi.it

L’obiettivo della riforma sulla Giustizia è demolire la Costituzione antifascista. L'autore del testo è una mente ‘finissima’. Niente è casuale. Il riordino costituzionale del Csm è solo uno dei tasselli ipotizzati. Il progetto politico prevede anche: il ‘Premierato’, l’Autonomia differenziata, la riforma elettorale, il decreto sicurezza, l’elezione del nuovo Capo dello Stato, lo svuotamento dei poteri del Parlamento. 

Lo scopo è uno solo ed è sempre lo stesso: un uomo/donna solo/a al comando.

Per cambiare la forma di Governo è necessario neutralizzare in primo luogo l’azione dei magistrati ‘coraggiosi’, quelli cioè che non si piegano al potere politico. Il loro uno vincolo è la legge e questo per la Destra è inaccettabile.

Il 22 e 23 marzo prossimi non voteremo per la separazione delle carriere perché di fatto è stata introdotta dalla riforma Cartabia del 2022 e non voteremo per la suddivisione del Csm in Requirente e Inquirente, è ininfluente ai fini della celerità dei processi e della tutela degli indagati e non incide sull’indipendenza dei magistrati.

Lo scopo è un altro: condizionare l’azione penale dei Pm quando questi vengono a conoscenza di un reato commesso da un politico o da un membro del Governo.

Per fare questo sono previsti tre cambiamenti nell’attuale assetto costituzionale.

Primo: non più l’elezione democratica dei componenti del Csm ma l’estrazione a sorte. Da un unico organo indipendente esso raddoppia e nello stesso tempo ne viene introdotto uno nuovo con il solo scopo di condizionare la magistratura inquirente. I costi per le casse dello Stato aumenteranno per circa 100 milioni di euro all’anno.

Secondo: il capo dello Stato, il presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione faranno parte di diritto dei due nuovi Csm, invece vengono esclusi dall’Alta corte disciplinare, perché? Si vogliono le mani ‘libere’ quando i magistrati saranno messi sotto procedimento disciplinare?

Terzo: la composizione di questo nuovo organo costituzionale favorisce maggioranze governative e/o parlamentari sia per le modalità di composizione, sia per l’esclusione delle tre alte cariche istituzionali.

Le conseguenze sono evidenti.

I Pm che oseranno indagare un ministro o un politico di maggioranza rischiano di passare da indagatori a indagati. Il loro operato sarà cioè condizionato da un eventuale provvedimento dell’Alta corte disciplinare.

La separazione dei poteri e lo Stato di diritto stabiliti dalla Costituzione  antifascista verrebbero meno. 

Ed è bene ricordarlo, la Carta costituzionale è un Patto tra tutte le forze politiche che hanno fatto la Resistenza, questa riforma esprime invece la volontà di una minoranza. Il 5 settembre del 2022 il Centrodestra ha ottenuto il voto di un italiano su quattro e Fratelli d'Italia di un italiano su sette. 

Non solo.

Con la vittoria dei Si la strada sarebbe spianata verso quella che potremmo definire l‘Autocrazia’, vale a dire il Governo, o sarebbe meglio dire, il Comando del Capo/a.

Votare No è quindi un atto di Resistenza. Di difesa della Costituzione antifascista e dei valori della lotta partigiana.

Non restiamo passivi. Torniamo al porta a porta, non limitiamoci ai social, la posta in gioco è molto alta. Dopo non potremo dire non sapevo.

Senza esitare.

#IovotoNo