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venerdì 10 marzo 2017

Approvato il Ddl, ma la povertà non dovrebbe esistere

‘Approvata la legge sulla #povertà. Un passo avanti per venire incontro alle famiglie in difficoltà. Impegno sociale priorità del Governo’ ha commentato su twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ma la povertà non dovrebbe esistere

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Foto da orizzonte48.blogspot.com
L’unico articolo del Ddl approvato in via definitiva dal Senato delega il Governo ad adottare entro sei mesi i relativi decreti legislativi per introdurre il reddito di inclusione, per riordinare le prestazioni assistenziali e per rafforzare gli interventi dei servizi sociali. I principi ed i criteri previsti dalla delega stabiliscono che il REI oltre ad essere unico in tutto il territorio nazionale è subordinato all’adesione ad un progetto personalizzato di inclusione. Sarà necessario anche il requisito di durata minima di residenza nel territorio nazionale. Inoltre, poiché le risorse finanziarie non saranno sufficienti per tutti i poveri, i beneficiari del provvedimento (circa 400.000) saranno individuati tenendo conto della composizione del nucleo familiare oppure deve trattarsi di donne in stato di gravidanza o di disoccupati con età superiore a 55 anni.
Foto da bin-italia.org
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha definito il provvedimento ‘un passo storico’ perché introduce una misura ‘universale’ che tiene conto del bisogno economico e non più soltanto l’appartenenza a singole categorie come disoccupati, anziani, ecc… Il REI, prosegue il ministro ‘rappresenta il pilastro fondamentale del Piano nazionale per la lotta alla povertà’. Esso si fonda ‘sul principio dell’inclusione attiva, ovvero sul vincolo di affiancare al sussidio misure di accompagnamento capaci di promuovere il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro di coloro che ne sono esclusi’.
Secondo gli ultimi dati Istat in Italia vivono in uno stato di povertà assoluta 1 milione 582 mila famiglie, vale a dire 4,6 milioni di individui, il numero più alto dal 2005 ad oggi. In una società evoluta e sviluppata dove ci sono individui miliardari che posseggono gran parte del patrimonio (secondo il rapporto pubblicato da Oxfam sarebbero appena l’1% della popolazione mondiale), la povertà non dovrebbe esistere. Invece, da sempre convivono due categorie d’individui: una che vive in condizioni di miseria ed un’altra che ‘naviga’ nel benessere e spesso nel superfluo.  
Il Ddl approvato dal Parlamento italiano è un ottimo provvedimento, ma di certo non è sufficiente ad eliminare la povertà. In futuro saranno necessari interventi ben più incisivi. L’obiettivo dovrà essere quello di garantire il diritto al lavoro ed un reddito adeguato, tale, cioè, da consentire a tutti un’esistenza dignitosa senza bisogno di ricevere assistenze o elemosine che di fatto mantengono lo status quo.