mercoledì 13 febbraio 2019

Rdc, Rei o Card sulla povertà?

Gli italiani hanno la memoria corta, la card presentata pochi giorni fa dal vicepremier Luigi Di Maio non è una novità, già nel 2008 Giulio Tremonti diede avvio ad una procedura simile  

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Giulio Tremonti e Luigi Di Maio
Luigi Di Maio come Giulio Tremonti nel 2008. La card prevista dal Reddito di cittadinanza è simile a quella proposta dall’ex ministro dell’Economia dell’ultimo governo di Silvio Berlusconi; la platea a cui si rivolge è la stessa, ma più ampia e la somma stanziata è sensibilmente maggiore, ma sempre  a deficit, cioè con un notevole incremento del debito pubblico. ‘Uno strumento nuovo, nel quale crediamo, assolutamente in linea con le raccomandazioni della Commissione europea’, sostenne allora Giulio Tremonti. ‘La prima card del Reddito di cittadinanza della storia della Repubblica italiana, la prima di circa 3 milioni di card stampate in Italia per il Reddito di cittadinanza, è la numero 1,’, ha detto il vicepremier Luigi Di Maio pochi giorno fa.
La misura del governo 'pentaleghista' si rivolge ai cittadini italiani o a chi risiede nel nostro territorio da almeno 10 anni, ha un Isee inferiore a 9.360 euro, un patrimonio immobiliare fino a 30.000 euro esclusa la prima casa, un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro, ma può arrivare fino a 20.000 euro per le famiglie con persone disabili.
L’indennità varia a seconda delle composizione del nucleo familiare. Se esso è formato da un single spetta un Rdc fino a 500 euro al mese a cui si aggiungono 280 euro come contributo per l’affitto o 150 euro come contributo sul mutuo per la prima casa. La cifra cresce fino a 630 euro nel caso di pensione di cittadinanza se il beneficiario è un over 67 (+150 euro eventuali come contributo affitto). Quindi, a fronte di un reddito di 200 euro si ha diritto a 300 euro di integrazione (+ l’eventuale contributo alloggio). A fronte di 200 euro di pensione si ha diritto a 430 euro di integrazione (+ l’eventuale contributo alloggio).
Le richieste potranno essere presentate a partire dal 6 marzo tramite gli uffici postali, i Caf o direttamente con la procedura online. A tale scopo è necessario lo Spid, cioè le credenziali per poter accedere ai siti della Pubblica Amministrazione, Inps compresa. Il reddito di cittadinanza sarà erogato il primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Le card sono delle normalissime tessere prepagate come le Poste Pay, senza nome, logo delle Poste e dotate di chips. Pagato il muto o l’affitto con bonifico, la parte restante dell'indennità dovrà essere spesa entro la fine del mese altrimenti scatta la decurtazione fino al 20% o, se la situazione si ripete, l’eliminazione del credito.
Secondo l’Istat il 57% del Rdc andrà a residenti nel sud Italia, il 48% ai single, il 19% alle famiglie straniere, un quarto alle casalinghe ed a 120mila laureati. In tutto saranno circa 2,7 milioni, circa la metà di quanto indicato nel ‘contratto di governo’. L’indennità media sarà di 5.045 euro l’anno per famiglia, vale a dire 420 euro al mese.
Il Rdc è, quindi, molto diverso da come era stato concepito. Esso riguarderà una platea limitata di soggetti indigenti a cui sarà corrisposta una indennità assai inferiore a quanto sarebbe necessario per ‘abolire la povertà’. Nella sostanza è una via di mezzo tra la Card di Giulio Tremonti e il Rei di Paolo Gentiloni. Di certo non risolverà il problema della povertà, ma accrescerà, invece, la platea dei furbi e non darà, a chi lo cerca, la dignità del lavoro, unico mezzo per superare l’indigenza e l’esclusione sociale.

Fonte istat.it

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