‘Lanciata a bomba contro l'ingiustizia … Perché non sono quando non ci sei … Lunga e dritta correva la strada … Io chiedo quando sarà … Nei campi di sterminio, dio è morto … Lo sai che non siamo più niente? ... E poi, e poi, gente viene qui e ti dice … Bologna è una vecchia signora … Un vecchio e un bambino si preser per mano ...‘
Per chi non conosce Francesco Guccini.
Per chi non sa cosa sono stati gli anni Settanta. Per chi non comprende la
generazione tradita che ha cambiato la società italiana e non solo. Per chi non
ha detto quando poteva ed ora non può più farlo. Per chi non ha cantato queste
canzoni da ragazzo e non lo ha fatto da adulto e continua a non farlo. Per
chi non ha mai imparato a strimpellare con una chitarra per poter vivere quelle
emozioni. Per chi non ha conosciuto quelle passioni e quegli ideali. Per chi
non c’era. Per chi non c’è più.
Si perché Francesco Guccini ha decritto il suo tempo ed ora basta ascoltare le sue canzoni per ritornarci e per comprenderlo. Adesso ci rendiamo conto quanto sia stata importante la sua presenza. Succede sempre così. Comprendiamo solo dopo quanto siano dentro di noi le persone che abbiamo incontrato nella nostra strada. Spesso, quasi sempre, ne acquisiamo la consapevolezza quando è troppo tardi.
Inevitabilmente rimangono dei vuoti che mai potremo colmare.
A volte siamo noi a creare queste mancanze e lo facciamo per orgoglio, per egoismo e per incapacità.
Lo so.
Vorremmo, vorremmo e poi arriva un momento in cui non possiamo più.