martedì 14 luglio 2026

Gaza, il ‘violino’ dei bambini palestinesi

Tutto torna. Lo sguardo è appannato, la miseria e l’impotenza vincono, vincono sempre 

di Giovanni Pulvino

Gaza Khan Younis, 2 luglio 2026 (foto da YouTube) 

Lo sapevo già. È sempre stato così. Perché avrebbe dovuto essere diverso?

È insopportabile, è sempre insopportabile, il tempo passa ma rimane insopportabile.

Non riesco a trattenermi.

Devo fermarmi. Non voglio andare avanti.

Perché succede ancora, lo so che tutto si ripete, allora perché succede ancora?

È come scivolare in un pozzo che non ha fondo. Aggrapparsi è inutile. Continui a scivolare. La caduta non si arresta. Scivoli e scivoli. Non c’è altro. Non è un sogno. Non puoi gridare. Chiudi gli occhi. Aspetti.

Vorresti che non fosse così, ma non sei tu a decidere.

È un puntino luminoso nell’oscurità. È una luce che torna sempre. E, come Ciàula, la vedi e resti senza parole. Guardi e non comprendi. Intanto, entra nei tuoi pensieri e non puoi farci nulla. 

Ed è allora che vorresti che tutto finisse.

Lo sguardo è appannato, la miseria e l’impotenza vincono, vincono sempre.

È una 'nota stonata', è il pianto di un neonato, è il frastuono di una bomba, è il dolore che cessa per sempre.

Eppure, macerie e distruzione non impediscono ai bambini palestinesi di gioire della loro età, di correre sotto il sole cocente di luglio, di giocare tra la polvere sollevata nella strada piena di detriti e le inutili grida di contentezza.

A luglio il Mediterraneo è blu, è piatto, è gioia, è vita, ed anche a Gaza è così malgrado i progetti faraonici dei potenti della terra.

Il mare che qui prende il nome di mar di Levante è lì per i gazawi nonostante i divieti e le bombe. Incuriositi, li vedi ridere di fronte ad uno smartphone acceso. Non lo sanno, ma è il loro tempo, ed è un tempo che non tornerà più. Non deve essere sprecato. Occorre viverlo 'goccia a goccia' a dispetto di tutto e tutti.

E' il loro presente.

I volti bagnati dall’acqua salata, i sorrisi, la spensieratezza sono il dimenticarsi per un momento, solo per un momento. 

Allora vorresti fermare il tempo, ma non puoi. 

Tutto torna.

E' ‘il violino dei poveri’, è il violino dei bambini palestinesi.

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