'… Prendi la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume, vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume ...'
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| Il vecchietto (foto di Giovanni Pulvino) |
Quando sono in cortile per godere della brezza marina pomeridiana mi viene accanto e si sdraia, resta immobile, in silenzio, ci facciamo compagnia a vicenda ed insieme aspettiamo …
È malandato, è malaticcio, è malinconico,
sempre solo, alla ricerca del fresco o del caldo, sempre in attesa di ricevere
qualcosa da mangiare, qualsiasi cosa, non è viziato, prende tutto
quello che gli dai. Il pelo è scolorito, è il pelo dei vecchi. Ti guarda
appena, ci vede appena, ma lo fa sempre. si fida, si aspetta qualcosa. È libero di andare, ma è sempre qui, è nato qui, questa è casa sua. Non ha e non cerca altri posti.
E dire che era un gattino bullizzato. Un fratellastro gli impediva di mangiare, poteva farlo solo quando gli altri avevano finito, gli toccavano gli avanzi. Ed era necessaria la presenza e la protezione di un umano che si era reso conto del bullismo che subiva.
Quando era in gruppo doveva reprimere il suo istinto e le sue pulsioni o battersi e quando lo faceva, inevitabilmente, perdeva.
Doveva stare sempre a due metri
distanza e comunque in disparte. Un gattino vittima delle sue incapacità e delle sue debolezze diremmo oggi.
… Prendi
la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume, vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume ...
Ora è il capo 'famiglia', di quella
nuova, della vecchia non ne è rimasto nessuno, e soprattutto non c’è più il
bullo. Eppure non ha l’aria del capo, probabilmente non lo è mai stato e non lo
sarà mai. È nella sua natura. E' un perdente. Si fida più degli umani che dei suoi simili. Se
gli fai un fischio ti risponde con un miagolio accennato. Lo fa sempre
ma si sente appena, si sforza, fa fatica, ma arriva sempre.
Prova ad imporre le nuove gerarchie, ma è pieno di escoriazioni, di certo dovute a qualche combattimento per segnare il territorio. Adesso aspetta. E' stanco, è disilluso, è solitario.
Non l’ho ancora scritto, ma questo è il mio
gatto preferito, è il mio vecchietto, e piangerò quando se ne andrà o lui piangerà per me quando me ne
andrò io.

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