giovedì 21 luglio 2016

Il Nord paga più tasse, ma ad essere povero è il Sud

Il peso delle tasse grava soprattutto sui cittadini del Centro e del Nord Italia, ma il rapporto pubblicato dalla Cgia di Mestre evidenzia anche il notevole divario economico con il Meridione

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Foto da it.paperblog.com
Nel Sud dell’Italia si pagano meno tasse rispetto al Centro-Nord, a sostenerlo è la Cgia di Mestre. Secondo il rapporto pubblicato dell’associazione degli artigiani veneta, le entrate tributarie pro capite ammontano a un valore medio di 10.229 euro nelle regioni settentrionali, al Centro il gettito medio è di 9485 euro, mentre l’importo scende a 5.841 euro al Sud.
Per Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, il motivo è il seguente: ‘Come stabilito dall’articolo 53 della nostra Costituzione tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Appare evidente  che i territori più ricchi del Paese versano di più di quelli che lo sono meno e questo  giustifica il forte divario territoriale che emerge in questa analisi. Va altresì ricordato che laddove il reddito è più alto, il gettito fiscale è maggiore e, in linea di massima, anche la quantità e la qualità dei servizi erogati sono più elevati’.
Foto da fiscooggi.it
La regione che versa più tasse è la Lombardia (11.284), seguita dal Lazio (10.426) e dal Trentino Alto Adige (10.320). In fondo alla classifica ci sono la Campania con 5.854 euro pro capite, la Sicilia con 5.556 euro e la Calabria con 5.183. La media nazionale è di 8.572 euro per abitante.
Lo squilibrio tra il Centro-Nord ed il Sud dipende da diversi fattori, come segnala la stessa Cgia. Ecco alcuni dati. Il 45,7% della popolazione italiana (60,8 milioni) risiede al Nord, mentre al Sud è del 34,4%. Il 51 per cento degli occupati, che in tutto sono 24,3 milioni, lavora al Nord e solo il 27,3% al Sud.  La ricchezza annua totale è di 1.612 miliardi, il 55,2% è prodotta al Nord e, meno della metà, il 22,8%, al Sud.
Foto da ilgiornale.it
La parte del leone nella distribuzione del gettito la fa lo Stato con l’81,5 per cento del totale, alle Regioni va il 10,5% e agli altri Enti locali il 7,9%. La pressione fiscale è scesa al 42,8%, con una diminuzione dello 0,7%.
Nel 2016 il fisco – aggiunge Paolo Zabeo - ci concede una tregua. In attesa della riduzione dell’Ires dal 2017 e nella speranza che il Governo mantenga la promessa di abbassare l’Irpef dal 2018quest’anno le famiglie beneficiano, in particolar modo, dell’abolizione della Tasi sulla prima casa che ci fa risparmiare 3,6 miliardi di euro di tasse’.