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sabato 2 luglio 2016

‘Italicum’, ‘Porcellum’ o ‘Legge truffa’, lo scopo è sempre lo stesso: garantire il ‘Potere’ alle élites politiche ed economiche

La classe dirigente dei Paesi occidentali di fronte alla crisi di rappresentatività dei parlamenti nazionali per mantenere il ‘Potere’ adattano a loro piacimento i sistemi elettorali 

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

1953 - Foto da ilquotidianoitaliano.com 
Era il 31 marzo del 1953 quando la cosiddetta ‘Legge truffa’ fu promulgata. In vigore per le elezioni politiche del 3 giugno di quello stesso anno non produsse nessun effetto, perché la coalizione vincente non raggiunse il 50 più uno dei voti validi, risultato che avrebbe consentito alla Democrazia cristiana ed ai suoi alleati di ottenere il 65% dei seggi della Camera dei deputati. Quella legge elettorale fu abrogata l’anno dopo, il 31 luglio del 1954. Da allora e per i successivi venticinque anni è rimasta in vigore la legge elettorale che prevedeva un sistema proporzionale ‘puro’.
Lo scopo della ‘Legge truffa’ era di garantire la 'governabilità', cioè assicurare al Paese dei Governi stabili, in quanto i suoi fautori non ritenevano possibile allargare l'Esecutivo alle forze politiche di Destra (Msi) e di Sinistra (Psi e Pci).
Roberto Calderoli (foto da il giornalettismo.com)
Negli ultimi settant’anni sono stati adottati diversi sistemi elettorali. Dal 1946 e per oltre quarant’anni è rimasto in vigore, con la sola parentesi della ‘Legge truffa’, il sistema proporzionale 'puro'. Quel sistema, sotto la spinta di ‘Tangentopoli’ e dei referendum abrogativi, è stato modificato nel 1993 con la legge Mattarella, un sistema elettorale misto. Sostituito, a sua volta, nel 2005 con la legge Calderoli, definita dallo stesso promotore una ‘porcata’, che introdusse le liste bloccate ed un premio alla coalizione vincente.
Ora l’Italicum, il nuovo sistema elettorale voluto nel 2015 da Matteo Renzi, dalla maggioranza del Partito democratico e da una parte del Centrodestra, che ha lo stesso obiettivo della ‘Legge truffa’: garantire alla lista vincente, al primo o al secondo turno, la maggioranza in Parlamento (54%) e, quindi, consentire la ‘governabilità’. La principale differenza rispetto a sessantatre anni fa è che allora ad avvantaggiarsi era la coalizione, oggi sarebbe la lista. Il problema non sono più le ali estreme del sistema politico (Destra e Sinistra), ma si vuole impedire che i piccoli partiti di qualunque orientamento ideologico possano condizionare l’attività del Governo.
Maria Elena Boschi e Matteo Renzi (foto da il giornalettismo,com)
In un mondo globalizzato l’esigenza di prendere decisioni con rapidità e senza compromessi è legittima, ma essa comporta alcuni rischi. Il pericolo maggiore è che una sola forza politica possa conquistare e mantenere il potere anche se nel Paese ha un consenso limitato. Questa è una situazione che si è già verificata per l’elezione dei Sindaci e dei Governatori. Rosario Crocetta in Sicilia, ad esempio, è stato eletto con circa il 30% dei voti che corrisponde a circa il 15% degli aventi diritto. Questo significa che l’ex sindaco di Gela è diventato presidente della Regione con il consenso di poco più di un siciliano su dieci.
Tuttavia, il potere degli amministratori degli Enti locali è bilanciato da maggioranze assembleari o consiliari poco coese. Il sistema è, in sostanza, equilibrato. L’Italicum invece è strettamente legato alla riforma costituzionale approvata di recente dal Parlamento. Le due leggi danno al Governo ed al suo leader un potere quasi assoluto sulla composizione della lista elettorale ed un potere eccessivo sul Parlamento e sul Governo, da qui i dubbi di molti politici e costituzionalisti.
I sistemi elettorali con premi di maggioranza e l’astensionismo elettorale stanno depauperando uno dei principi fondamentali delle democrazie moderne: il vincolo del mandato politico e, quindi, della rappresentanza parlamentare. Le forze politiche tradizionali non riescono più a cogliere gli inputs che vengono da una parte consistente della società. I populismi che si stanno affermando nel mondo occidentale sono espressione di questo malcontento. Da qui le modifiche ai sistemi elettorali. Lo scopo delle élites politiche ed economiche è, quindi, sempre lo stesso: conquistare o mantenere il potere anche se il consenso tra i cittadini è ormai ridotto ai minimi termini.