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venerdì 16 dicembre 2016

Il caos nella giunta grillina di Roma continua, ma la sindaca Virginia Raggi minimizza

Salvatore Romeo, Paola Muraro, Alessandra Manzin ed ora Raffaele Marra non sono esempi di buon governo, ma nonostante ciò la sindaca, Virginia Raggi, sdrammatizza 

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Virginia Raggi
(foto da ilcorrieredelgiorno.it)
La storia del capostaff Salvatore Romeo è emblematica per capire come sta amministrando la giunta di Roma. Entrato in Campidoglio nel 1999, Romeo è un esperto di aziende partecipate. Appena eletta Prima cittadina, la Sindaca gli affida il ruolo di Capo della sua segreteria. Lo stipendio del dirigente comunale passa così da 37mila euro a 120mila euro l’anno. Inoltre, per poter accettare il nuovo incarico Romeo deve mettersi in aspettativa. A tale proposito ecco cosa ha dichiarato Carla Raineri magistrato ed ex assessore della giunta Raggi: ‘Romeo era già dipendente del Campidoglio e non poteva essere posto in aspettativa e nel contempo assunto dal medesimo ente locale. La sindaca non si è data pace ed ha reclutato una task force per trovare soluzioni in senso favorevole’. Dopo le polemiche, seguite  alla sua nomina, Salvatore Romeo ha detto: ‘Il mio compenso verrà ridotto’, ed ancora: ’Ci sono stati degli errori nelle delibere di nomina, anche sulla mia. Ma era agosto, faceva caldo…’ 
Raffaele Marra
(foto da roma.corriere.it)
Un'altra vicenda che conferma la ‘faciloneria’ con cui sta operando la giunta grillina è quella di Alessandra Manzin, assunta lo scorso 9 dicembre negli uffici dell’assessora alla Città in movimento Linda Meleo per le sue ‘doti nel campo del diritto amministrativo. Senonchè la Manzin, oltre ad affiancare il senatore grillino Andrea Cioffi, è anche la fidanzata di Dario Adamo, assistente di Rocco Casalino (M5s) in Senato, dove è responsabile dell’area web e social media. Di stamane la notizia dell’arresto per corruzione di Raffaele Marra. Dirigente del Comune, è diventato da subito Capo di gabinetto dell’amministrazione Raggi. La polemica suila sua nomina è nata perché Marra proviene da ambienti del centrodestra alemanniano, ma era già stato in varie amministrazioni pubbliche compresa la Regione Lazio guidata da Renata Polverini.
Paola Muraro
(foto da lifestar.it)
Ed ancora: Daniele Frongia diventato vicesindaco dopo il ritiro della sua nomina a Capo di gabinetto; Carla Raineri, magistrato della Corte di Appello di Milano, diventata Capo di gabinetto, viene allontanata dopo il parere negativo dell’Anac sulle modalità della sua nomina; Marcello Minenna, economista e professore alla Bocconi, si è dimesso da assessore al bilancio per solidarietà con Carla Raineri; Raffaele De Domincis, magistarto in pensione, nominato al posto di Minenna deve abbandonare (prima ancora di insediarsi) perché indagato per abuso d’ufficio; Stefano Ferrante, ragioniere generale del Comune, si è dimesso perché ‘C’è troppa confusione, sono completamente isolato, lavoro senza un indirizzo politico’; Paola Muraro, difesa strenuamente da Virginia Raggi, si è dimessa pochi giorni fa perché ha ricevuto un avviso di garanzia per reati ambientali riferiti all’epoca in cui era consulente di Ama; Paolo Berdini assessore all’Urbanistica è in procinto di lasciare per i dissensi sulla realizzazione del nuovo stadio della Roma (a differenza del vicesindaco Frongia è per un progetto che escluda la costruzione di tre grattacieli).
I grillini non fanno altro che denunciare la mala politica che sarebbe caratterizzata da episodi di nepotismo o da scambi di favori, ma quello che sta avvenendo nella Giunta capitolina non è tanto dissimile da quello che avviene nei partiti tradizionali. Il buon governo non dipende solo dalla capacità di imporre norme etiche da parte dei partiti o dei movimenti, ma esso deriva soprattutto dall’onesta, dalla serietà e dalle capacità amministrative delle singole persone. Si rassegnino, quindi, i sostenitori grillini perché questo è un principio a cui non fa eccezione il M5s.