Solo
il 5% del nostro debito pubblico è detenuto dai risparmiatori italiani, ma nonostante ciò pretendiamo
che siano gli 'altri' a fidarsi di noi
di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)
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Grafico rendimento Btp dal 2004 - (foto da websim.it) |
Il 4 marzo scorso gli
elettori hanno penalizzato le élite politiche ed istituzionali che hanno
governato il Paese negli ultimi tre decenni. E’ stata una vera e propria 'rivolta'
di quanti sono stati esclusi dai processi di modernizzazione e globalizzazione
dell’economia. La sfiducia è arrivata a
tal punto che gli elettori hanno abbandonato le forze politiche tradizionali
per affidarsi a due formazioni populiste, vale a dire due movimenti che si
dichiarano antisistema. In particolare esse accusano le istituzioni europee
perché impedirebbero l’adozione di politiche espansive, cioè a dire di continuare a fare
spesa pubblica in ‘deficit spending’, che, detto in italiano, significa fare altro
debito pubblico.
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Andamento del rapporto debito/Pil dal 1861 |
Questo significa che i primi a non avere fiducia nelle nostre istituzioni
politiche e finanziarie siamo noi italiani, ma nonostante ciò pretendiamo che
siano gli altri a fidarsi di noi. Se non fosse un fatto così drammatico ci
sarebbe da ridere, ma purtroppo non è così. Vogliamo ‘la botte piena e la moglie ubriaca’. Ed è proprio per
questo che ci danno fastidio le regole delle comunità internazionali e che, di
conseguenza, gli ‘altri’ continuano a guardarci con una certa diffidenza, ma
come dargli torto.
Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze