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martedì 2 aprile 2019

Dopo 42 anni torna il Giro di Sicilia

L’ultima edizione del Giro di Sicilia si è svolta nel lontano 1977. Dopo 42 anni torna una delle più antiche corse a tappe del ciclismo italiano. La prima edizione risale al 1907, due anni prima dell'inizio del Giro d’Italia

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Il percorso del Giro di Sicilia 2019 - (Foto da oasport.it)
Il Giro di Sicilia 2019 è il frutto di un accordo tra la Regione e RCS Sport. La Sicilia ospiterà, inoltre, tre tappe del Giro d’Italia 2020 e la partenza della Corsa Rosa nel 2021. Sarà un ritorno in grande stile. Le tappe previste sono quattro. Ecco il percorso. 
Mercoledì 3 aprile la prima tappa: Catania – Milazzo.  Un percorso quasi interamente pianeggiante con passaggio da Taormina e da Messina, poi gran premio della montagna al Colle San Rizzo, km 109,4, infine l’avvicinamento e l’arrivo a Milazzo. 
Foto da strettoweb.it
Giovedì la seconda tappa: Capo d’Orlando – Palermo. E’ la più lunga. Il percorso di 236 km si snoderà lungo il litorale tirrenico dell’isola, ma al bivio per Castelbuono la strada comincerà a salire verso Geraci Siculo, fino al gran premio della montagna posto al km 108, poi la corsa proseguirà tra le valli delle Madonie con passaggio a Petralia Soprana, 'Il Borgo dei borghi 2019'.                                 
Foto da strettoweb.it

Successivamente i corridori, dopo aver attraversato Castellana Sicula, Cerda e Caltavuturo, affronteranno la discesa verso Termini Imerese, dove il gruppo percorrerà la parte pianeggiante della tappa fino a Palermo. 
Foto da strettoweb.it
La terza tappa partirà da Caltanissetta ed arriverà, dopo 188 km, a Ragusa. Un percorso complicato, fatto di salite e discese. La strada diventerà pianeggiante nel tratto verso Vittoria e fino a Comiso. Nel finale i corridori dovranno affrontare la salita di Serra di Burgio, l’ascesa prevede tratti di strada con pendenze del 10%. Poi la discesa con arrivo nel centro di Ragusa. 
Foto da strettoweb.it
La corsa si concluderà sabato 6 aprile con arrivo sull’Etna. La tappa di 119 km è divisa in due parti. Dopo la partenza da Giardini Naxos i corridori dovranno affrontare la prima salita di Mungibello fino ai 1000 metri di Maletto, dove è posto al km 54 il primo gran premio della montagna della tappa. Poi nella seconda parte il gruppo affronterà la discesa verso Belpasso ed infine la salita finale di 20 km sempre verso la cima dell’Etna, in un spettrale e spettacolare ambiente lunare e con un dislivello che nei primi otto chilometri raggiunge il 12%. L’arrivo è previsto al Rifugio Sapienza che si trova a 1.892 metri sul livello del mare.

Fonte oasport.it

giovedì 7 febbraio 2019

venerdì 14 dicembre 2018

Parco delle Madonie, ‘U Pagghiaru’ di Piano dei Cervi

Lungo il cammino di Piano dei Cervi, nel cuore delle Madonie, è possibile visitare ‘U Pagghiaru’, modesto ricovero utilizzato dai contadini e dai pastori ed ancora oggi da escursionisti ed amanti della natura

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)


Foto di Salvina Farinella
Il lavoro dei contadini e dei pastori inizia all’alba e termina al tramonto, vale a dire da ‘suli a suli’. Fino a pochi decenni fa per recarsi sul posto di lavoro spesso essi dovevano percorrere diversi chilometri, pertanto erano costretti a mettersi in cammino prima dell’alba e rientrare con il buio. 
Per evitare quei lunghi tragitti i madoniti si sono ingegnati. Nelle valli e nei boschi delle Madonie furono edificati i ‘pagghiari’, modesti ricoveri per la notte eretti con una struttura semplice. Quattro mura in pietra coperti con del pagliericcio. Essi erano utilizzati per brevi soggiorni dai contadini e dai pastori. Oggi sono adoperati dagli escursionisti che visitano il Parco e le valli delle Madonie.
Queste costruzioni ricordano le capanne costruite dai nostri antenati del paleolitico. A Piano dei Cervi è possibile vedere come esse venivano costruite. La memoria qui, tra questi monti, è ancora rievocabile, è ancora presente.
Ecco come descrive questo luogo incantato Matilde Caruso in palermoprime.it: ‘Nel cuore del Parco delle Madonie si nasconde, da una fitta vegetazione boschiva, Piano Cervi, un ambiente selvaggio, incontaminato, la foresta dell’ Abies Nebrodensis, abete in via d’estinzione e presente solo nelle Madonie. Di notte un tappeto di lucciole illumina la vegetazione, le volpi bussano alla porta della tenda degli escursionisti per rubare qualcosa da magiare e i cinghiali – suino nero siciliano – vagano per i boschi in cerca di ghiande prelibate. I cervi, animali che diedero origine al toponimo, si sono estinti, ma per fortuna il loro posto è stato occupato dai daini, che sono stati reintrodotti nella foresta negli anni ’80.  Per provare ad avvistare i daini è consigliato seguire il tragitto che va da  Portella Colla – vicino Piano Battaglia –  verso Piano dei Cervi’.

sabato 17 novembre 2018

Petralia Soprana, il ‘balcone delle Madonie’

Tra i paesi che partecipano su Raitre all’edizione 2018 della gara il Borgo dei borghi’ c’è anche Petralia Soprana, il ‘balcone delle Madonie’

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Video da youtube.com

Petralia Soprana è il più alto comune delle Madonie ed è incluso nel circuito dei borghi più belli d’Italia. Non esistono documenti storici certi, ma è assai probabile che l'antica Petra dopo essere stata fondata dai siculi sia passata sotto l’influenza greca, cartaginese e infine romana. La città fu, infatti, consegnata nel 254 a.C. ai consoli romani Aulo Attilio e Gneo Cornelio. Inserita tra ‘le civitates decumanae’ fu sottoposta al tributo annuo della decima in natura. Il borgo divenne così uno dei principali fornitori di grano di Roma.
Durante il Medioevo Petralia fu occupata dai bizantini, dagli islamici e dai normanni. Nel 1062 Ruggero di Altavilla vi edificò i castelli ed i bastioni che il borgo conserva ancora oggi. La distinzione tra Petra ‘inferior’ (Petralia Sottana) e Petra ‘superior’ (Petralia Soprana) appare per la prima volta nel 1258. La cittadina fece parte del patrimonio dei conti di Ventimiglia di Geraci Siculo e, successivamente, appartenne alla contea di Collesano, dei Cardona, dei Moncada e degli Alavrez di Toledo.
Numerosi monumenti ed opere architettoniche arricchiscono la cittadina, tra queste la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (XIV secolo), quella di Santa Maria di Loreto (1750), quella del Santissimo Salvatore e di Santa Maria di Gesù (1611). In piazza del Popolo è stato eretto un monumento di Antonio Ugo dedicato ai caduti di tutte le guerre.
La festa principale del Paese è quella dei Santi Pietro e Paolo che si svolge ogni anno alla fine di giugno. La processione religiosa è accompagnata dal suono dei tamburi suonati dal gruppo ‘tamburiani e strinnardiri supranisi’. Altro avvenimento caratteristico è quello della settimana Santa con il cosiddetto ‘U ‘ncuntru’ che si svolge la domenica di Pasqua. A Ferragosto viene rievocato il matrimonio baronale che consiste nel riproporre il matrimonio di due nobili del Settecento. Dolce tipico è lo sfoglio, anche se è accesa la disputa sulla sua origine con gli altri paesi delle Madonie, primo tra tutti Polizzi Generosa.
Il Borgo è detto il ‘balcone delle Madonie’. Dal Paese, infatti, la vista delle valli interne della Sicilia è mozzafiato. Un panorama campestre che muta con il passare delle stagioni. Una miriade di colori si alternano, dal verde delle valli in primavera, al giallo del grano dopo la mietitura, al marrone scuro della terra appena arata, al rosso dei tulipani di Blufi, al bianco della neve nel periodo invernale. Solo i supranesi possono godere della sagoma di Mugibello’ che si erge verso oriente ad oltre cento chilometri di distanza come protettore e padrone dell’isola della zagara e dei limoni.
Un luogo incantato, su cui per secoli hanno faticato da ‘suli a suli’ generazioni di contadini che solo di recente sono riusciti ad emanciparsi da una condizione di povertà imposta dai latifondisti e dai gabelloti. Ed è su queste valli che nel 1948 è stato assassinato dalla Mafia Epifanio Li Puma, supranese che ha avuto il solo torto di aver lottato per dare un’esistenza dignitosa alla sua famiglia e alla sua ‘Madre terra’: Petralia Soprana.


Fonti: yuotube.com, wikipedia.org e drepanon.org