venerdì 2 novembre 2018

Luigi Di Maio, il leader ‘double face’

Passare dalle parole ai fatti è sempre difficile soprattutto in politica, ma quello che stanno facendo i 5 stelle è un vero e proprio capovolgimento degli impegni presi con gli elettori 

di Giovanni Pulvino (PulvinoGiovanni)


Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista
(foto da stylo24.it)
C’è una notevole differenza tra quanto il M5s si proponeva di fare quando era all’opposizione e su quanto invece sta realizzando stando al Governo. E’ un continuo ‘vorrei ma non posso’. In particolare le proposte fatte dal loro leader, Luigi Di Maio, sono ‘double face’, sono cioè continue marce indietro o distinguo rispetto a quanto enunciato fino al 4 marzo scorso. Ecco alcuni esempi.
Mai alleanza con la Lega. Nella trasmissione di Raiuno Porta a Porta del 19 giugno 2017 il leader del M5s, Luigi Di Maio, ha detto: ‘Io sono del Sud, di Napoli, quella gente diceva <<Vesuvio lavali col fuoco>>. Non ho mai avuto l’intenzione di aderire a un movimento che fa alleanze con la Lega nord’.
No Euro. Nel 2014 il M5s ha raccolto 299 mila firme per l’uscita dall’euro. ‘Su un eventuale referendum voterei per l’uscita’, a dirlo il 14 gennaio 2017 su La7 è stato Luigi Di Maio. Ed ancora il 23 marzo 2017: ‘Al governo faremo referendum per uscire dall’Euro’. Il 22 ottobre scorso la marcia indietro. Ecco cosa ha dichiarato il leader grillino: ‘Finchè sarò capo politico del M5S l'Italia non uscirà dall'Euro’.
Decreto dignità. La nuova normativa voluta dal M5s non modifica, ne cancella la precarietà, come invece ha sostenuto enfaticamente del leader grillino. Le poche modifiche apportate al Job Act si limitano a ridurre i tempi delle reiterazione dei contratti a termine, ma questo non determina automaticamente una riduzione della precarietà, anzi il rischio è quello di aumentare la disoccupazione.
Ilva. Sull’impianto metallurgico di Taranto il M5s aveva proposto la chiusura e, genericamente, una sua riconversione produttiva. Nelle ultime elezioni politiche il MoVimento ha ottenuto nella città pugliese il 48% dei voti al plurinominale e più del 45% all’uninominale. Dopo un lungo tira e molla è arrivato il dietrofront del  viceministro grillino. Ecco cosa ha detto il 23 agosto scorso: ‘Su Ilva è stato commesso un delitto perfetto’. Secondo Di Maio ‘la gara per l’aggiudicazione ad Acelor Mittal è illegittima, ma che non ci sono i presupposti per annullarla’. Insomma, rimane quello che aveva stabilito il governo Gentiloni.
Condono edilizio. Era il 23 agosto 2017 quando durante un comizio Luigi Di Maio disse: ‘Cercate una mia proposta di legge di condono che riguarda Ischia o qualche altra Regione: se la trovate mi iscrivo al Pd’. Sennonché, nel decreto per Genova è stata inserita una norma che non solo risana gli immobili costruiti abusivamente ad Ischia, ma il loro rifacimento potrebbe prevedere anche il finanziamento dello Stato.
La Tap (Trans Adriatic Pipeline) è un’opera privata nei cui cantieri sono impegnate diverse aziende italiane. Nel 2014 fu approvato il Trattato Italia – Albania - Grecia per la costruzione dell’ultimo tratto del gasdotto che dovrebbe portare il gas dall’Azerbaigian. Il M5s votò contro quell’intesa, anzi uno dei suoi leader più importanti, Alessandro Di Battista, il 3 aprile del 2017, in un comizio disse: ’Quest’opera la blocchiamo in due settimane’. Sabato scorso il dietrofront. Il ministro dello  Sviluppo economico Luigi Di Maio ha detto che interrompere i lavori costerebbe ‘penali per quasi 20 miliardi di euro’. Pertanto, il governo ‘pentaleghista’ ha deciso di non ostacolare la realizzazione dell’opera.
Reddito di cittadinanza. I 10 miliardi di euro previsti dal provvedimento sono in deficit, cioè sono a debito e comunque non sono sufficienti ad ‘abolire la povertà’. La norma posta in essere è, nella sostanza, un potenziamento del Rei introdotto dal precedente governo Gentiloni.   
Muos. Nonostante la promessa di smantellamento immediato delle parabole e della base, ad oggi nessuna iniziativa è stata presa dal partito di Luigi Di Maio. La Nato considera la struttura vitale per la sicurezza e la difesa nell’area del Mediterraneo. Inoltre, le autorizzazioni per i lavori di manutenzioni straordinarie sono già state date dal precedente governo Crocetta e nulla di diverso è stato deciso dal ministero della Difesa retto da Elisabetta Trenta, in quota M5s.
Tav.Siamo contrari alla Tav da sempre ed è nel contratto di governo. Credo che in questo momento nessuno del governo a Roma abbia intenzione di foraggiare quell'opera'. Questo è quanto ha ribadito il 27 ottobre scorso il segretario del M5s. Una decisione definitiva ancora non è stata presa, ma ora si parla di modifiche e variazioni, si prospetta una seconda Ilva?

Nessun commento:

Posta un commento