‘ ... ed io sentivo un’infelicità vicina …’
| Cefalù, 13 giugno 2026 - (foto di Giovanni Pulvino) |
‘… Amo senza peccato, amo, ma sono triste …’
Puoi abbracciare una persona e non sentire nulla, puoi non abbracciarla mai, ed è tutto. Puoi starci accanto e sentirti completamente solo, puoi non starci mai, ed è tutto.
Tutto quello che fai è inutile, tutto quello che pensi è inutile, tutto quello che scrivi è inutile.
Esserci ancora una volta e poi sentire un vuoto che ti porterai dentro e che non potrai colmare.
Stai così e pensi, non puoi impedirtelo. La tristezza ti prende ancora.
È una lunga striscia bianca, gira là in fondo, di certo continua, ma non per te, sappilo.
È una massa d’acqua, solo una massa d’acqua, irrequieta e sporca, ed un pensiero ricorrente. Stando lì non puoi non immergerti nei colori dell’infinito, non puoi non chiederti cosa c’è al di là di quella linea intervallata dalle sagome di Alicudi, Filicudi e Salina che oggi la foschia nasconde, ma sai che ci sono. E, comunque, qualunque cosa ci sia oltre l'orizzonte non è per te.
La luce artificiale ti impedisce di guardare, abbassi la testa, chiudi gli occhi, ed è allora che arrivano i pensieri, quelli dolci, quelli di cui non puoi fare a meno, quelli che ti fanno soffrire. Non c’è un ritorno, non c’è un domani, non c’è.
Fonti: Autogrill e Cirano di Francesco Guccini
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