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domenica 1 dicembre 2024

In Sicilia è emergenza idrica

In questi giorni qualche temporale è arrivato, ma, nonostante ciò, l’emergenza idrica in Sicilia si sta aggravando

di Giovanni Pulvino


Nella provincia di Enna e in diversi comuni del messinese l’acqua è razionata da tempo, intanto le ultime riserve si stanno esaurendo.

Ed è guerra tra i Comuni.

La diga Ancipa dovrebbe servire esclusivamente le comunità di Troina, Gagliano Castelferrato, Cerami, Nicosia e Sperlinga; invece, continua a fornire acqua anche a Caltanissetta e San Cataldo.

La situazione è così grave che i primi cittadini dell’ennese hanno staccato la condotta dell'acqua lasciando molte comunità senza risorse idriche.

Persino nel capoluogo l’acqua è razionata. A Palermo sono coinvolte circa 250.000 utenze. Questo piano è stato esteso a partire dal 2 dicembre 2024 e riguarda principalmente i distretti centro-settentrionali della città, dove è prevista una sospensione dell'erogazione idrica per 24 ore alla settimana.

È un problema strutturale. Condotte dell’acqua fatiscenti e cambiamenti climatici hanno aggravato la situazione. Ed ora è emergenza, ma era tutto prevedibile.

Il Presidente della Regione, Renato Schifani, ha annunciato interventi per l’estate, tra cui l’attivazione di dissalatori e l’individuazione di nuovi pozzi, per ridurre l’impatto di questa emergenza.

Se si esclude la parentesi di Rosario Crocetta che tra l’altro non aveva neanche una maggioranza stabile, il Centrodestra governa in Sicilia da sempre, ma non ha mai previsto interventi per affrontare e risolvere il problema idrico.

Ora il piano sembra esserci, darà i primi risultati la prossima estate, ma la Sicilia, o almeno una parte di essa, come farà ad arrivare a giungo con i pozzi e le dighe prosciugate? Saranno utilizzate le autobotti? E queste dove prendono l’acqua se l’acqua non c’è?

lunedì 29 luglio 2024

La siccità sta strangolando il Sud

Per fortuna quest'anno la siccità ha colpito alcune zone del Sud e la Sicilia in particolare e molto meno altre zone del Paese’, Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura

di Giovanni Pulvino

Proteste in Sicilia per la mancanza d'acqua

Il dieci maggio scorso per minimizzare gli effetti del cambiamento climatico il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, disse: Per fortuna quest'anno la siccità ha colpito alcune zone del Sud e la Sicilia in particolare e molto meno altre zone del Paese’. Il cognato della premier aveva ragione: la siccità sta strangolando il Meridione.

In alcune regioni non piove da mesi, la mancanza di acqua sta compromettendo la semina e la desertificazione di intere aree, ma per il Governo italiano, ed in particolare per il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, l’emergenza è la costruzione del ponte sullo Stretto.

La situazione è ‘da profondo rosso’ afferma l’ultimo bollettino dell’Osservatorio Anbi.

Secondo l‘Associazione nazionale del consorzio di gestione delle acque tra ‘tre settimane non ci sarà più acqua per l’agricoltura’. Intanto, ‘si moltiplicano razionamenti e sospensioni idriche’.

Drammatica la situazione in Sicilia. ‘Sei bacini su 29 non hanno più acqua utilizzabile, altri sei hanno disponibile meno di un milione di metri cubi e 4 meno di due milioni’.

L’Autorità di bacino regionale ha previsto che Gela ‘non potrà ricevere alcun genere d’irrigazione’.

Scarseggia anche l’acqua potabile.

Ad Enna viene erogata ‘un giorno sì e due no’. Nel Ragusano il gestore sta ‘attivando turnazioni per l’erogazione idrica’. La sorgente Fiumefreddo fornisce acqua al 70% del territorio di Messina. Secondo l’Autorità di bacino ‘il livello si è talmente abbassato da far ipotizzare che tra poco la sorgente non erogherà più acqua’.

Nei giorni scorsi dalla Calabria è arrivata a Licata una nave cisterna con 1.200 metri cubi d’acqua per dare un po’ di sollievo, ma non basterà. Gran parte delle coltivazioni sono andate perdute ed ora si teme anche per il turismo.

Situazione analoga in Puglia, Abruzzo e Sardegna.

Reti idriche fatiscenti con perdite anche del 60%, inefficiente raccolta delle acque piovane, mancanza di un adeguato piano di emergenza e sottovalutazione del problema sono, oltre al cambiamento climatico, le principali cause.

Il nuovo responsabile della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ha dichiarato: ‘Se l’acqua non c’è va trovata, ma l’emergenza idrica non si gestisce d’estate’. Chissà cosa ne pensa Nello Musumeci, governatore per cinque anni della regione Sicilia e ministro della Protezione civile e delle Politiche del mare dal 2022.

Fonte anbi.it