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venerdì 18 settembre 2026

'Tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo ...'

‘Non sai se è come un seme che dà fiore, o polvere che vola ad un respiro …’

di Giovanni Pulvino

Torremuzza, 20 agosto 2020 - (foto di Erina Barbera)
Tic… tac … tic … tac … si sente appena, è un ripetersi continuo, è il ticchettio della sveglia, di quella che c’era quando c’era Lei. Ora è lì a scandire il tuo tempo, quello che rimane del tuo tempo, del nostro tempo.

Sei nel silenzio della notte, ci sei tu e il tic … tac …, devi concentrarti per ascoltarlo e comunque riesci a sentirlo distintamente, ti fa compagnia, per un attimo interrompe i pensieri o li aiuta a tornare.

La lancetta dei secondi ha finito un giro ed un minuto non esiste più, ed un altro sta andando via, tic … tac ... E poi ancora un altro, ed un altro ancora, continuerà a girare fino all’ultimo, fino alla fine, e sappilo, la fine è solo per te.

Non era precisa, ma era utilissima ed era a molla. Tutte le mattine o la sera qualcuno provvedeva a ricaricarla, oggi vai al tabacchino, compri una nuova pila, ed il tic … tac … ricomincia come per magia.

E' un lento trascorrere del tempo e non puoi farci nulla. È un accumulo di pensieri, non dipendono da te, ci sono e torneranno ancora una volta. Poi più niente.

Le parole sono importanti, i silenzi sono importanti.

Tic ... tac ..

‘Tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo. Dev'esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto, dove non soffriremo e tutto sarà giusto…’

Per godere della frescura serale dopo una calda giornata di luglio stavano seduti sullo scalino di casa a chiacchierare, a scherzare, a curtigghiari. ‘Nesci nu stari intra’, diceva. Ora di quei ‘vecchietti’, no, non è corretto scrivere 'vecchietti', neanche tra virgolette, per me non lo erano, quando sei adulto non esistono più i 'vecchietti', è una categoria che appartiene alla fantasia dei bambini, solo dei bambini. 

Ora di loro non c’è più nessuno. Il loro tempo è finito. Le lancette continuano a girare, ma non per loro. Di quei momenti è rimasto questo inutile pensiero e quello di chissà chi altro. 

Anche di noi non rimarranno che un’accozzaglia di immagini e parole, e non per sempre, solo fino a quando ci sarà qualcuno in grado ricordarli, di riviverli.

Affrettarsi non serve a nulla, affannarsi a fare, a dire, non serve a nulla, è solo e sempre un’inutile corsa contro il tempo, contro la vita, nel tentativo, per molti vano, di dimenticarsi sia pure per un momento.

Tic .. tac … continua a girare la lancetta dei secondi, … tic … tac … continua a trascorrere il tempo che ti è dato e non puoi fermarlo.

Fonti: Cirano e Argentina di Francesco Guccini