giovedì 29 ottobre 2026

‘E lo vorrei, perché non sono quando non ci sei …’

‘... Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero, parlando con me del tempo e dei giorni andati. Vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero, come se amici fossimo sempre stati ...’

di Giovanni Pulvino

Chiara Vidonis canta Vorrei di Francesco Guccini (YuoTube.com)

C’era un tempo in cui tutto era leggerezza, tutto avveniva perché doveva avvenire, non c’erano domande, non c’erano pensieri.

Il mare, il sole, la pioggia, il vento, i giochi inventati, i sorrisi, i tuffi nell’acqua limpida di luglio, le illusioni.

Bastava poco, ma bastava.va.

Una bici, la Graziella, che usavamo tutti. Un super Santos per dare due calci ad un pallone. I tanti giochi ideati con quel poco che c’era. La protezione delle zie e degli zii del borgo. Ed era tutto.

Dimenticarsi era facile.

Un pomeriggio giocammo ad essere un complesso musicale. La batteria era fatta con i fustini vuoti del detersivo della Dash. Non durò. Imitavamo e inventavamo ciò che non potevamo essere e che non potevamo avere.

Non c’erano nuvole a nascondere il sole, non c’erano vento e pioggia ad impedirti di uscire, non c’erano ostacoli, tutto era possibile.

Non lo sapevi ancora, ma non poteva durare.

La consapevolezza si acquisisce lentamente, goccia a goccia. Sarebbe stato meglio non comprendere, ma non sei tu che decidi.

Subisci soltanto. I tempi, i luoghi, chi hai di fronte, tutto condiziona i tuoi pensieri.

Cerchi, cerchi quello che non può essere, che non sarà, che non va via, che non può andare via. 

Ed è allora che comprendi l’inutilità dei gesti e delle parole.

‘... e resto solo con i pensieri miei, ed io ...’

Là in fondo oltre lo scoglio una barca di pescatori sembra prendere fuoco, è una piccola sagoma che interrompe la linea tonda del sole, brilla come se stesse per accendersi, ma è solo la conseguenza ottica del crepuscolo, disegna una striscia sulla superfice del mare anch’esso colorato di un giallo intenso che tra poco diventerà rosso acceso fino a finire, fino a scomparire al di là dell’orizzonte. Sai chi c’è nella barca, ma non temi nulla, è un tramonto settembrino, lo riconosci, sono i colori di Sicilia, sono i pensieri.

Ed allora che arriva un’altra illusione. L’ultima.

E' un sorriso immaginato. E' un abbraccio non arrivato. E' un bacio non dato. E' una carezza non voluta. E' uno sguardo nascosto. E' tutto quello che non c’è. E' il silenzio. 

Fonte Vorrei di Francesco Guccini

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