Mariacarmen Abascal vittima di un capitalismo invisibile e vigliaccamente nascosto
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| Mariacarmen Abascal (foto da elpais.com) |
Pochi giorni fa era stata portata via a
forza in barella.
Le immagini televisive hanno fatto il
giro del mondo. Uno spettacolo indecente e indegno in quella che continuiamo a
chiamare la civile Europa. Ma per fortuna c’è chi, nonostante tutto, reagisce.
Mariacarmen, la nonna d’Europa.
Ed è anche per Lei che è nato il cosiddetto
‘movimento delle chiavi’, sorto in Spagna per il diritto alla casa.
Il palazzo dove si trovava la sua
abitazione era stato acquistato da un fondo speculativo che subito aveva
triplicato l’importo dell’affitto che Lei, come tanti altri, non era in grado di
pagare. Poi è seguito lo sfratto. Lo sgombero in barella. La scomparsa in un
letto d’ospedale.
Tutto questo avveniva mentre le destre
spagnole bocciavano la legge proposta dal premier Pedro Sànchez e dal governo
di Sinistra che favoriva il diritto alla casa.
Destra e Sinistra non sono la stessa cosa e non solo in Spagna, si sa. C’è chi sta dalla parte degli ultimi e chi invece
sta dalla parte del più forte, di chi ha il potere economico e finanziario.
Oggi come ieri è sempre la stessa storia.
Mariacarmen è stata una vittima della
speculazione immobiliare ed edilizia. È stata una vittima della logica del
sistema. Del vero volto del capitalismo. Lì, dove conta solo il profitto e l'interesse di chi
ha il potere, di chi può. Ed oggi lo fa senza avere un volto, dietro la
facciata dei fondi finanziari. Un capitalismo invisibile e vigliaccamente nascosto.
Ma quando si tira troppo la corda si
finisce per spezzarla. Un mondo dove i ricchi sono sempre più ricchi e dove i
poveri sono sempre di più non può durare.
Crescono le diseguaglianze e le ingiustizie e poi ci si stupisce se qualcuno reagisce.
Gli studenti in Francia, il movimento
per la casa in Spagna, focolai di proteste in diversi paesi europei contro il
rialzo del prezzo delle risorse energetiche, contro il riarmo e contro il
genocidio in Palestina.
È un popolo che rialza la testa.
Grazie a tutti coloro che oggi
scendono in piazza, che non si limitano a mettere like sui social, che rischiano in prima persona, e lo fanno per tutti, lo
fanno per noi.

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