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sabato 1 agosto 2026

Il cubo di Rubik

Provi a completare il cubo di Rubik, ma non ci riesci

di Giovanni Pulvino

Il cubo di Rubik - (foto di Giovanni Pulvino)

Nulla cambia. Non decidiamo mai, subiamo soltanto.

Guardi verso il basso, non vedi il fondo, ma non è necessario vedere, è tutto dentro di te. E non puoi impedirti di pensarlo, è tutto dentro di te.

Non osi poggiare il piede, potrebbe esserci il vuoto. Resti in attesa. Non è paura. È stanchezza. Sai già che è tutto inutile. Allora aspetti. Non sai bene cosa, ma aspetti.

I silenzi tolgono il respiro e non sai cosa fare. Guardi avanti ed hai paura, di fronte a te non c’è che il nulla. Rimangono solo i singhiozzi di un bambino e le lacrime che non vengono.

Allora provi a leggere, ma non ci riesci. Ci sono solo assenze. I pensieri sono devastati. I movimenti rallentati. La vita un respiro affannato e non voluto. 

Ed è in quel preciso istante che comprendi che è stato un sogno senza un lieto fine e che il tuo tempo è stato un tempo sprecato. Hai provato e riprovato, ma è stato tutto inutile.

Cosa aspetta ad arrivare? Non sei un ‘convitato di pietra’, cosa aspetta ad arrivare?

Provi a completare il cubo di Rubik ancora una volta, ma non ci riesci.

I colori delle facce non combaciano mai. Insisti ruotando il cubo, ma anziché andare avanti ti sembra di tornare indietro. Fai un ragionamento, ma poi ti accorgi che è sbagliato. Torni al punto di partenza, per ricominciare di nuovo. Il disordine prevale. Non c’è una logica. È solo istinto ed egoismo. Ci vorrebbe cattiveria, almeno un po', quella che non hai, che non puoi avere e che non vuoi avere. Ad essere prepotenti bisogna essere predisposti. Non ci si diventa, ci si nasce con uno spirito malvagio. Se non ce l’hai non puoi inventartelo.

Allora rinunci e aspetti.

Sei stanco, sei sfinito, attendi in silenzio, ma è un silenzio che non viene.

domenica 8 febbraio 2026

Non ci sono parole, solo silenzi

Vorresti non comprendere, ma non puoi estraniarti, non puoi, non ne sei capace

di Giovanni Pulvino

Tirreno, Sicilia - (Foto di Giovanni Pulvino)

Il cielo è nuvoloso, minaccia pioggia, tutto è grigio, non resta che la solitudinePensi alle soleggiate giornate di luglio, al suo sorriso, ed invece sei solo con la tua malinconia. Non riesci a muoverti, sei bloccato, vorresti altro, un altro che non viene. Sei solo uno zombie tra tanti.

Perché quelle lacrime trattenute? Sono come le mie? Sono altro? Poi sembra che tutto sia passato, torna la corsa, la voglia di fare, di viaggiare non si sa bene con chi e dove, conta solo fuggire dal presente, ma è una inutile corsa verso il futuro. Perché non ora?

Non ci sono parole, solo silenzi. Non c’è un pensiero, solo illusioni. Non c’è una frase che vale la pena di scrivere. Vorresti non comprendere, ma non puoi estraniarti, non puoi, non ne sei capace. E’ una maledizione, i colori della primavera arriveranno come sempre senza consolare, saranno tutti uguali, senza consolare.

Di certo c’è altro, c’è sempre altro. Ma niente domande, non si ha il diritto di sapere e non è necessario sapere anche se lo vorresti, rimarrà un vuoto, un altro. 

Ora non puoi che tornare al punto di partenza.

Il cielo è grigio, minaccia una pioggia che non viene. Non resta che la solitudine.