Provi a completare il cubo di Rubik, ma non ci riesci
| Il cubo di Rubik - (foto di Giovanni Pulvino) |
Nulla cambia. Non decidiamo mai, subiamo soltanto.
Guardi
verso il basso, non vedi il fondo, ma non è necessario vedere, è tutto dentro
di te. E non puoi impedirti di pensarlo, è tutto dentro di te.
Non osi
poggiare il piede, potrebbe esserci il vuoto. Resti in attesa. Non è paura. È
stanchezza. Sai già che è tutto inutile. Allora aspetti. Non sai bene cosa, ma
aspetti.
I silenzi tolgono il respiro e non sai cosa fare. Guardi
avanti ed hai paura, di fronte a te non c’è che il nulla. Rimangono solo i singhiozzi di un
bambino e le lacrime che non vengono.
Allora provi a leggere, ma non ci riesci. Ci sono solo assenze. I pensieri sono devastati. I movimenti rallentati. La vita un respiro affannato e non voluto.
Ed è in quel preciso istante che comprendi che è stato un sogno senza un lieto fine e che il tuo tempo è stato un tempo sprecato. Hai provato e riprovato, ma è stato tutto inutile.
Cosa
aspetta ad arrivare? Non sei un ‘convitato di pietra’, cosa aspetta ad
arrivare?
Provi a completare il cubo di Rubik ancora una volta, ma non ci riesci.
I colori
delle facce non combaciano mai. Insisti ruotando il cubo, ma
anziché andare avanti ti sembra di tornare indietro. Fai un ragionamento, ma
poi ti accorgi che è sbagliato. Torni al punto di partenza, per ricominciare di nuovo. Il disordine prevale. Non c’è una logica. È solo istinto ed egoismo. Ci
vorrebbe cattiveria, almeno un po', quella che non hai, che non puoi avere e
che non vuoi avere. Ad essere prepotenti bisogna essere predisposti. Non ci si
diventa, ci si nasce con uno spirito malvagio. Se non ce l’hai non puoi
inventartelo.
Sei
stanco, sei sfinito, attendi in silenzio, ma è un silenzio che non viene.