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sabato 26 agosto 2023

I super ricchi sono anche i più grandi inquinatori

Più si è ricchi, più si inquina e quindi più si deve pagare di tasse per combattere i cambiamenti climatici

di Giovanni Pulvino


Neymar (foto da it.eseuro.com)
Secondo i dati della World Inequality Lab, entità gestita dall'E'cole d'économie di Parigi e dall'università di Berkeley, in California, le differenze nelle emissioni di CO2 delle fasce più facoltose e quelle più povere sono enormi.

L’1% dei super ricchi inquina 20 volte di più del resto della popolazione. Il 10% più benestante ha un impatto del 50% sul totale delle sostanze inquinanti emesse nell’ambiente.

Auto di grossa cilindrata, frequenti viaggi in aereo, abitazioni grandi, elevato consumo di beni e servizi, risparmi investiti in attività che emettono CO2 sarebbero le principali motivazioni.

Per il trasferimento in Arabia Saudita del calciatore Neymar la società l’Al-Hilal Saudi Football Club ha inviato un Boeing 747 ed ha sostenuto un costo di 23.000 euro l’ora. Il viaggio è durato sei ore. Un jet privato avrebbe emesso 12.000 Kg di CO2, ma con un Boeing l’inquinamento è stato 20 volte tanto.

Non solo, c’è anche un importante conseguenza di carattere sociale da considerare. A pagare gli effetti dei cambiamenti climatici sono soprattutto i ceti meno abbienti. Più le persone sono povere, maggiore è l’impatto dei costi energetici sul loro reddito.

Ridurre le diseguaglianze prendendosi cura dell’ambiente non è una banalità.

È necessario un cambio di paradigma. Da un’economia lineare è necessario passare ad un’economia circolare ed ecocompatibile. Aiuto umanitario e sviluppo sostenibile devono essere i principi base delle nuove politiche economiche.

Con i disastri dovuti al riscaldamento climatico mettere una parte della ricchezza posseduta a disposizione di azioni al servizio del clima non è una proposta da rigettare. L’idea sarebbe quella di introdurre una tassa progressiva sulla CO2. La motivazione è semplice: più si è ricchi, più si inquina e quindi più si deve pagare di tasse. L’imposizione deve colpire i benestanti, ma anche chi inquina.

Questa proposta è stata discussa all’ultimo forum economico mondiale di Davos. Un gruppo di 200 milionari ha chiesto di essere tassato di più ‘per il bene comune’.

E se lo dicono loro ...

giovedì 14 marzo 2019

15 marzo: ‘Climate strike', sciopero globale contro il riscaldamento climatico

‘Non voglio che avete speranza, voglio che agite. Voglio che sentite la paura che sento io ogni giorno. E' voglio che passiate all'azione', Greta Thunberg

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)


                                    Video da https://www.fridaysforfuture.org/

Venerdì 15 marzo è il giorno scelto per il 'climate strike', ossia la mobilitazione internazionale per chiedere ai governi interventi concreti contro il riscaldamento climatico. A scegliere la data è stata l'attivista svedese, Greta Thunberg. La giovane ha appena 16 anni, ma è già conosciuta in tutto il mondo per il suo impegno contro il cambiamento climatico. Il 20 agosto 2018 la studentessa, a cui è stata pronosticata la sindrome d’Aspergen, ha deciso, per protestare contro il suo Paese, di non andare a scuola fino alle elezioni politiche che si sono tenute il 9 settembre dello stesso anno. Il suo scopo era quello di indurre il governo svedese ‘a ridurre le emissioni di carbonio come previsto dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico’. Il suo slogan era 'Skolstrejk för klimatet', cioè ‘Sciopero della scuola per il clima’. La protesta è poi continuata ogni venerdì della settimana. 
Greta Thunberg - (foto da fridaysforfuture.org)
L’iniziativa di Greta ha attirato l’attenzione del mondo intero ed oggi manifestazioni simili si svolgono in tanti altri paesi. Il 15 marzo sono previste 109 iniziative in Italia, 76 in Francia, 141 in Germania, 81 nel Regno Unito. Manifestazioni e proteste simili si svolgeranno in 95 Paesi di tutti i continenti.
Il movimento globale per uno sviluppo sostenibile è giunto anche in Italia e coinvolge soprattutto giovani con un'età inferiore a 20 anni. Il sito web dell'associazione Fridays for future raccoglie migliaia di attivisti che chiedono azioni concrete per la salvaguardia del clima.
'Are we evil?', afferma spesso Greta Thunberg, siamo veramente così malvagi da autodistruggere il nostro futuro? E' il tempo dell'impegno, è il tempo della speranza. 'Dear adults, use your power' e 'se è impossibile trovare soluzioni all'interno di questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema'.
Fonti: fridaysforfuture.org,  wikipedia.org e rollingstone.it

domenica 3 marzo 2019

Greta Thunberg: ‘Skolstrejk för klimatet’

‘La biosfera è sacrificata perché alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi. Se è impossibile trovare soluzioni all'interno di questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema’, Greta Thunberg
di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)
Greta Thunberg - (foto da valigiablu.it)
Greta Thunberg 16 anni è un’attivista svedese per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico. Il 20 agosto 2018 la giovane studentessa, a cui è stata pronosticata la sindrome d’Aspergen, ha deciso, per protestare contro il suo Paese, di non andare a scuola fino alle elezioni politiche che si sono tenute il 9 settembre dello stesso anno. Il suo scopo era quello di indurre il governo svedese ‘a ridurre le emissioni di carbonio come previsto dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico’. Il suo slogan era 'Skolstrejk för klimatet', cioè ‘Sciopero della scuola per il clima’. La protesta è poi continuata ogni venerdì della settimana. 
‘Are we evil?’ E’ una frase che Greta pronuncia spesso. 'Siamo forse malvagi a permetterci di autodistruggere il nostro futuro?' Per questa ragione la giovane attivista è passata all’azione. Possiamo affidarci alla speranza, ‘but one thing we need more than hope is action’, ripete nei suoi discorsi. Ed è disarmante che a dirlo sia una ragazzina di 16 anni. Greta chiede solo un futuro sostenibile per lei, i suoi figli, i suoi nipoti. Un mondo in grado di superare le emergenze climatiche. E se la società non si adopera per garantirle un futuro, che senso ha andare a scuola in quei venerdì? ‘Che senso ha far parte di quel sistema scolastico che ha istruito gli scienziati che ci stanno continuando ad avvisare di questa crisi e che continuiamo ad ignorare? Are we evil? O forse solo stupidi?’
L’iniziativa di Greta ha attirato l’attenzione del mondo intero ed oggi manifestazioni simili si svolgono in tanti altri paesi. Il 14 dicembre dello scorso anno nell’ultimo giorno del vertice sui cambiamenti delle Nazioni Unite che si è svolto a Katowice ha detto: ‘Voi parlate soltanto di un'eterna crescita economica verde poiché avete troppa paura di essere impopolari. Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche quando l'unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d'emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini.... La biosfera è sacrificata perché alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi. Se è impossibile trovare soluzioni all'interno di questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema’.
Fonte wikipedia.org e rollingstone.it