VideoBar

Questi contenuti non sono ancora disponibili su connessioni criptate.

giovedì 14 gennaio 2016

Petrolchimico di Gela: Eni sotto processo per ‘inquinamento ambientale’

A chiedere la condanna dell’azienda sono le famiglie di una trentina di bambini nati malformati, che ritengono sia l’Ente di Stato ad essere responsabile delle patologie dei loro figli 

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Il petrolchimico di Gela
L’Eni è stato citato in giudizio per ‘l’inquinamento ambientale prodotto, in oltre 50 anni di attività, dal suo petrolchimico, con conseguenze pesanti sull’ecosistema e sulle persone’. Delle responsabilità dell’Ente è certa anche l’amministrazione comunale di Gela che si è costituita parte civile ed ha chiesto la creazione di un fondo risarcitorio di 80 milioni di euro.
I periti nominati dal tribunale hanno accertato il legame tra l’inquinamento industriale della raffineria e le malformazioni riscontrate nei bambini gelesi. Inoltre hanno parlato di ‘disastro ambientale permanente’ che avrebbe effetti nocivi sull’uomo.
L’avvocato delle famiglie ricorrenti, Giuseppe Fontanella, ha chiesto il sequestro dei pozzi e degli impianti ancora in esercizio a Gela.
I legali dell’Eni respingono ogni accusa e dichiarano che l’azienda ha rispettato 110 prescrizioni sulle 112 imposte dal ministero per l’ambiente. Inoltre minacciano ‘di far saltare il protocollo d’intesa firmato con il Governo e la Regione per il salvataggio della raffineria di Gela’.