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domenica 16 luglio 2017

E’ proprio vero, siamo ‘il Paese delle meraviglie’

I dati statistici usciti negli ultimi giorni confermano la crescita delle disuguaglianze e delle ingiustizie e di come, contemporaneamente, gli amministratori pubblici continuino a spendere risorse finanziarie per creare enti inefficienti e spesso inutili

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Maurizio Crozza - (foto da youtube.com)
Nel mese di maggio il debito pubblico è arrivato alla cifra mostruosa di 2.278,9 miliardi di euro, in aumento di 8,2 miliardi rispetto al mese precedente. Nonostante ciò il segretario del Pd Matteo Renzi è tornato a chiedere all’Europa più flessibilità sui conti, vale a dire la possibilità di fare deficit di bilancio aggiuntivo nei prossimi cinque anni. Insomma, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Il punto dirimente è che spesso i nostri governanti impiegano risorse non disponibili. Un uomo di buon senso potrebbe pensare che esse siano utilizzate per fare investimenti o per ridurre le disuguaglianze, ma purtroppo non è così. Nella maggior parte dei casi esse finiscono per 'foraggiare' le clientele politiche o più semplicemente per garantire un ‘posto fisso’ agli esponenti della casta politico - istituzionale.
Maurizio Crozza - (foto da memegen.com)
Un’indagine condotta dall’Ires, centro studi della Cgil, ha rilevato un incremento, tra il 2000 ed il 2014, di 5.000 aziende partecipate dal settore pubblico, in tutto sono 8.893, una ogni 6.821 abitanti. Molte, secondo l’indagine, non svolgono alcuna attività (1.663) ed in tante gli amministratori sono più numerosi dei dipendenti (1.214). La Regione più piccola d’Italia, la Valle d’Aosta, ne ha una ogni 1.929 valdostani. Il numero dei dipendenti assunti spesso per chiamata diretta (cioè senza concorso pubblico) è di 783.974 unità. In tempi di spending review ci si aspetterebbe una razionalizzazione, invece aumentano gli enti inefficienti o inutili. L’ex commissario alla revisione della spesa, Carlo Cottarelli, all’inizio del 2014, aveva stimato un risparmio di 2 miliardi di euro l’anno ed una riduzione delle aziende partecipate a mille. Ma così non è stato. Il dubbio più che legittimo è che lo scopo di molti di questi enti sia solo quello di garantire un posto ai ‘trombati’ della politica ed uno stipendio sicuro agli amici degli amici.
Maurizio Crozza imita Roberto Formigoni
(foto da youtube.com)
La notizia più preoccupante è quella sulla povertà assoluta. Il dato per il 2016 comunicato dall’Istat è simile a quello dell’anno precedente. 1 milione e 619mila famiglie, cioè 4 milioni e 742mila individui fanno fatica a procurarsi i mezzi essenziali per vivere. La maggior parte di queste famiglie vivono nel Sud Italia, ma questa non è una novità. Quello che indigna è che lo Stato continui a fare debiti e sperperare risorse pubbliche per mantenere e sovvenzionare clientele e caste politiche ed istituzionali, anziché adoperarsi per dare un’opportunità a chi vive in una condizione di povertà assoluta o di esclusione sociale.