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sabato 12 gennaio 2019

Dai ‘terroni’ calabresi una lezione di tolleranza a Matteo Salvini e Luigi Di Maio

51 migranti di etnia curda, tra cui sei donne, tre bambini ed un neonato, sono sbarcati in Calabria, mentre sulla acque del mediterraneo si concludeva l’odissea dei profughi della due Ong Sea Watch e 3 e Sea Eye, ma i calabresi hanno dimostrato uno spirito d’accoglienza sconosciuto a due vice premier

Foto da dire.it
Sono arrivati all’alba sulla costa crotonese, nella frazione di Torre di Melissa. Hanno rischiato di morire e si sono salvati grazie alla prontezza e allo spirito di solidarietà dimostrato da decine di cittadini calabresi. La barca su cui viaggiavano si è incagliata a pochi metri dalla costa e dopo essere stata abbandonata dagli scafisti si è rovesciata da un lato. I cittadini del piccolo paesino (tra loro il sindaco Gino Murgi), svegliati dalle grida, sono corsi in spiaggia a portare soccorso a quei disperati e senza esitare si sono gettarsi in mare per portali in salvo. I migranti ora si trovano nel Centro di accoglienza San’Anna di Isola Capo Rizzuto in attesa che inizi l’iter burocratico della richiesta di asilo. Ed è assai probabile che essi rimarranno nella terra che li ha salvati.
Purtroppo uno dei profughi manca all’appello ed ora risulta disperso. I presunti scafisti sono stati arrestati dai carabinieri di Cirò Marina. Subito dopo l’arrivo dell’imbarcazione due cittadini russi di 43 e 25 anni si sono recati in un vicino albergo per passare la notte, ma i proprietari del locale insospettiti delle condizioni insolite con cui si erano presentati (erano bagnati e pieni di sabbia), li hanno denunciati ai carabinieri che, subito dopo, li hanno arrestati.
E’ il primo sbarco di migranti del 2019. La rotta dai Balcani non si è mai interrotta e, seppure non faccia scalpore, continuano ad arrivare profughi dalla Turchia, dal Medio Oriente o dal Sud est asiatico. In genere sono piccole imbarcazioni a vela che riescono a sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine.
Insomma, mentre il ministro degli Interni con il consenso del leader del M5s chiude i porti e dice no ad ogni richiesta di sbarco e di soccorso, i migranti continuano ad arrivare sulle nostre coste. Ma stavolta i ‘terroni’, come il giornale lombardo Libero ha definito il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente della Camera, Roberto Fico ed il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (tutti e tre rei per essere meridionali e perché impedirebbero a Matteo Salvini di governare), hanno dato una lezione di tolleranza tipica di chi ha vissuto da sempre sulla propria pelle le stesse disgrazie e che è sconosciuta a due vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

sabato 5 gennaio 2019

I migranti della Sea Watch e ‘Ciàula scopre la Luna’

L’odissea che stanno vivendo i 49 migranti salvati dalla Ong Sea Watch rappresenta il fallimento etico e politico di un Paese e di un Continente che stanno rinnegando i loro valori e la loro civiltà

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Foto da sito Sea Watch
Curvo …. egli veniva su, su, su, dal ventre delle montagna, senza piacere, anzi pauroso della prossima liberazione. E non vedeva ancora la buca, che lassù, lassù si apriva come un occhio chiaro, d’una deliziosa chiarità d’argento. Se ne accorse solo quando fu agli ultimi scalini. Dapprima, quantunque gli paresse strano, pensò che fossero gli estremi barlumi del giorno. Ma la chiaria (luce) cresceva sempre più, come se il sole, che egli aveva pur visto tramontare, fosse rispuntato. Possibile? Restò - appena sbucato all’aperto – sbalordito. Il carico (di zolfo) gli cadde dalle spalle. Sollevò un poco le braccia; aprì le mani nere in quella chiarità d’argento. Grande, placida, come in un fresco luminoso oceano di silenzio, gli stava di faccia la Luna. Si, egli sapeva, sapeva che cos’era; ma come tante cose si sanno, a cui non si è dato mai importanza. E che poteva importare a Ciàula, che in cielo ci fosse la Luna? Ora, ora soltanto, così sbucato, di notte, dal ventre della terra, egli la scopriva. Estatico, cadde  a sedere sul suo carico, davanti alla buca. Eccola, eccola là, eccola là, la Luna …. C’era la Luna!
Ciàula (soprannominato così perché quando parlava gracchiava come una cornacchia), Caruso’ tuttofare nelle zolfatare siciliane, sempre ligio ai comandi del padrone, non aveva paura della profondità della caverna in cui lavorava durante il giorno, ma ‘del bujo vano della notte’. Quel terrore ‘gli proveniva da quella volta che il figlio di zì’ Scarda, già suo padrone, aveva avuto il ventre e il petto squarciato dallo scoppio della mina, e zì’ Scarda stesso era stato preso in un occhio’…. ‘La paura lo aveva assalito, invece, nell’uscir dalla buca nella notte nera, vana’.
L’angoscia che stanno vivendo i migranti salvati dalla Sea Watch è come quella patita da Ciàula, nella celebre novella di Luigi Pirandello. 49 profughi tra uomini, donne e bambini, dopo una pericolosa traversata del Mediterraneo, sono giunti sulle sponde della ‘terra promessa’, ma ancora non sono salvi per volontà di un ministro immemore dei tanti italiani che hanno vissuto la stessa odissea, di un Paese che ha dimenticato di essere un crocevia di culture e tolleranza e di un Continente che sta rinnegando i suoi valori e la sua civiltà.
La vicenda, presto, si concluderà e questi sventurati, che fuggono dalle guerre e dalla miseria, usciranno dal ventre di quella nave e vedranno un po’ di ‘luce’ nel loro futuro, così come Ciàula, Caruso vissuto sottoterra e nella miseria, che, nel vedere per la prima volta la Luna, ‘si mise a piangere, senza saperlo, senza volerlo, dal gran conforto, dalla grande dolcezza che sentiva, nell’averla scoperta, là, mentr’ella saliva pel cielo, la Luna, col suo ampio velo di luce, ignara dei monti, dei piani, delle valli che rischiarava, ignara di lui, che pure per lei non aveva più paura, né si sentiva stanco, nella notte ora piena del suo stupore’.

Fonte ‘Ciàula scopre la Luna’, novella di Luigi Pirandello, pubblicata per la prima volta il 29 dicembre 1912 sul Corriere della Sera