martedì 8 settembre 2015

L’8 settembre del 1943 ebbe inizio il Secondo Risorgimento italiano

Quel giorno di settantadue anni fa decine di migliaia d’italiani aderirono alla lotta partigiana per la Liberazione del suolo italiano dall’occupazione nazifascista

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

“Il Governo italiano, riconosciuta l’impossibilità a continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze armate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza”. Con questo messaggio radiofonico diffuso l’otto settembre del 1943 il generale Badoglio comunicò l’armistizio dell’Italia con le forze anglo-americane.
Partigiani garibaldini in piazza San Marco a Venezia nei giorni della Liberazione
Quel giorno ebbe inizio il Secondo Risorgimento italiano, l’azione militare svolta dai movimenti politici italiani che si opposero al nazifascismo diede avvio alla Resistenza e alla lotta di Liberazione dell’Italia.
Comunisti, azionisti, monarchici, socialisti, cattolici, liberali, repubblicani, anarchici si organizzarono nel CLN, il Comitato di Liberazione Nazionale che alla fine della guerra diede vita anche ai primi governi dell’Italia liberata.
Fu guerra patriottica, ma anche insurrezione popolare spontanea, conflitto di classe e soprattutto lotta per la liberazione del suolo italiano dall’occupazione nazifascista.
L’8 settembre del 1943 è una data da ricordare perché quel giorno decine di migliaia d’italiani iniziarono a combattere ed in 100 mila persero la vita, e perché dal loro sacrificio ebbero origine la Repubblica italiana, l’Assemblea Costituente, la Costituzione, la democrazia e la libertà per tutto il popolo italiano.

lunedì 7 settembre 2015

Allerta meteo in Sicilia e Sardegna

In arrivo su Sicilia e Sardegna tempo instabile e rovesci soprattutto nelle giornate di martedì e mercoledì

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Foto meteoam.it
Una circolazione di area instabile sta interessando le isole maggiori, dove saranno possibili rovesci e temporali, particolarmente intensi nella giornata di martedì in Sicilia e sul Sud-est della Sardegna. Sul resto del Paese prevale invece il tempo soleggiato.
Nella giornata di mercoledì l’area di depressione si estenderà tra il basso Tirreno e le isole maggiori. S’intensificheranno i temporali nelle due isole maggiori e riguarderanno anche la Calabria, ma durante la notte i fenomeni si estenderanno su tutto il Sud mentre l’anticiclone Bacco continuerà a proteggere il Centro ed il Nord del Paese.
Il maltempo nelle regioni meridionali continuerà anche nella giornata di giovedì, in particolare in Puglia e Calabria ionica.
Le condizioni atmosferiche miglioreranno durante la serata e soprattutto venerdì quando la pressione tornerà ad aumentare anche al Sud, ma non sono escluse piogge residue. 
Clima settembrino per il fine settimana su tutto il Paese con la sola eccezione del Nord-Ovest dove il tempo sarà instabile.

sabato 5 settembre 2015

Confessano gli assassini di Anatolij Korol

I due assassini di Anatolij Korol, l’ucraino che ha sventato una rapina a Castello di Cisterna, hanno confessato

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Anatolij Korol
Ad uccidere il migrante ucraino Anatolij Korol sarebbero stati Marco Di Lorenzo e Gianluca Ianuale, fratellastri, figli del boss Ianuale, attualmente detenuto per associazione camorristica, droga ed omicidio. I due giovani, sottoposti a fermo come indiziati per la morte di Korol, avrebbero confessato il delitto.
Sabato scorso il migrante ucraino aveva tentato di sventare una rapina in un supermercato. Ma durante la colluttazione con i due malviventi è stato colpito a morte con due colpi di pistola. I tentativi di rianimarlo fatti dai commessi e dai clienti del punta vendita erano stati inutili.
“Siamo poveri - ha detto agli inquirenti Marco Di Lorenzo - i nostri mobili a casa sono vuoti come quelli esposti in un mobilificio. Quel signore (Anatolij) mi stringeva la gola con le mani, mi sono sentito oppresso e ho provato a colpirlo con una penna, che poi s’è spezzata”. A quel punto è intervenuto Gianluca. Gli ha preso la pistola dalle mani ed ha fatto fuoco. “Credevo di averlo colpito solo alle gambe”.
La moglie di Anatolij dopo aver saputo dell’arresto ha dichiarato: “Ringrazio le forze dell’ordine e in particolare i carabinieri di Castello di Cisterna che mi sono sempre stati vicini in questi giorni tragici”. 

Minacciato di morte il giornalista Paolo Borrometi

Il giornalista ragusano, Paolo Borrometi, continua a subire intimidazioni mafiose per aver denunciato con i suoi articoli il malaffare a Scicli, il Comune del commissario Montalbano

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Paolo Borrometi ha subito il primo agguato il 16 aprile del 2014. A raccontarlo in un'intervista rilasciata al Corriere della sera è lo stesso giornalista ragusano: “Ero in campagna, da Bonnie. Il mio cane, che era molto inquieto. Penso sia per la mancata passeggiata. Mi sento afferrare da dietro il braccio destro. Saltano i tendini. Le ossa. Cado a terra. Due uomini incappucciati mi prendono a calci gridando: U capisti che t’hai a fare i fatti tuoi?”.
Borrometi non si lascia intimorire è decide di pubblicare la prima puntata dell’inchiesta sul boss di Scicli che chiedeva persino il pizzo di un euro a manifesto per la pubblicità nelle elezioni comunali. La reazione dell’organizzazione malavitosa è inquietante, alcuni sconosciuti scrivono su un muro: ‘Borrometi sei morto’. 
Nel frattempo le autorità giudiziarie hanno emesso un avviso di garanzia nei confronti del Sindaco di Scicli, deciso l’arresto del boss e disposto il commissariamento della città di Montalbano.
Trasferitosi a Roma per motivi di sicurezza il giovane giornalista siciliano continua a denunciare i fatti di mafia come quelli che riguardano il mercato ortofrutticolo di Vittoria e per le quali ha ricevuto altre minacce di morte.  
Pochi giorni fa Borrometi, che ora è anche editorialista de Il Tempo, ha ricevuto la solidarietà del presidente del Senato, Pietro Grasso, ma nonostante ciò non ha ancora un’auto blindata ed una scorta 24 ore su 24.
La cosa che più ti fa gelare il sangue, sottolinea il giornalista, è chi ti dice: “Chi te lo fa fare? Ma sogno un mattino di svegliarmi e dire: visto che valeva la pena”.

venerdì 4 settembre 2015

Confindustria: mondo rischia stagnazione secolare

Il taglio delle stime sulla crescita da parte della Bce preoccupa gli industriali

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Secondo il Centro studi di Confindustria la crescita mondiale è inferiore al passato e alle attese. Le previsioni di un Pil globale al +3,2% nel 2015 e al +3,6% nel 2016 sono nettamente inferiore a quelle pre-crisi del +5,1%. Le cause sono: rallentamento demografico e minori investimenti. Questi ultimi sono passati dal 22,8% del Pil negli anni 2000-2007 al 20,6% dell’ultimo quinquennio. In Italia le cose sono andate peggio, infatti, essi sono scesi dal 21,6% al 19,9%. Sono evidenti gli effetti della crisi e dell’impatto limitato delle nuove tecnologie sulla produttività. Secondo alcuni economisti stiamo entrando in una fase di ‘stagnazione secolare’.
E’ quindi necessario sostenere la domanda soprattutto quella per investimenti, stimolare l’attività di ricerca e sviluppo, procedere con le riforme strutturali, adottare politiche industriali in particolare nel manifatturiero. 

giovedì 3 settembre 2015

Con l’abolizione della Tasi a guadagnarci saranno soprattutto i ‘ricchi’

A beneficiare dell’abolizione della Tasi saranno soprattutto i proprietari di case, ville e castelli di lusso, mentre sarà piuttosto limitato il risparmio per i cittadini dei piccoli Comuni del Sud

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Matteo Renzi
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato per il 16 di dicembre il ‘funerale’ per la Tasi e l’Imu sull’abitazione principale. Inoltre, di fronte ai dubbi sollevati dall’Ue sull’opportunità di abolire la tassazione sugli immobili, ha rivendicato con orgoglio il diritto del Governo italiano a decidere quali imposte  introdurre o mantenere per garantire i vincoli di bilancio decisi in sede comunitaria.
I continui cambiamenti sulla regolamentazione della tassazione sugli immobili, avvenuti negli ultimi anni nel nostro Paese, sono grotteschi. Prima è stata introdotta l’Ise, subito sostituita con l’Ici, a sua volta abolita e reintrodotta per essere poi rimpiazzata con l’Imu, anch’essa soppressa e poi camuffata con varie sigle, l’ultima è stata la Tasi. Ora il governo di Matteo Renzi vuole cancellarla definitivamente, ma ancora non è chiaro con quali risorse sarà sostituita. Secondo Paolo Zabeo della Cgia di Mestre ‘verranno a mancare 4,6 miliardi di euro di gettito che, per il momento, non sappiamo ancora come saranno reperiti’.
Inoltre, l’utilità economica di cui potranno usufruire i cittadini non è uguale per tutti. Secondo l’ufficio studi della Cgia di Mestre le famiglie che beneficeranno dell’abolizione della tassazione sulla prima casa sono 19 milioni. Per i proprietari delle abitazioni con categoria A2 il risparmio sarà mediamente di 227 euro, mentre per i possessori di una villa o di un’abitazione signorile il guadagno sarà di 1.830 euro. I proprietari di castelli risparmieranno addirittura 2.280 euro.
Ovviamente nei piccoli comuni del Sud, dove il valore degli immobili è più basso, anche lo sgravio delle imposte sull’abitazione principale sarà minore. Oltre a ciò, è bene ricordarlo, le imposte patrimoniali non sono progressive e quindi non tengono conto del reddito percepito dal contribuente. Devono cioè essere corrisposte a prescindere dalla capacità contributiva del soggetto passivo.

Con il governo di Matteo Renzi il debito pubblico cresce di 6,58 miliardi di euro al mese

Secondo il Centro studi di ImpresaLavoro durante il governo di Enrico Letta il debito pubblico cresceva di 3,14 di euro al mese, la metà di quanto sta avvenendo con quello di Matteo Renzi

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Enrico Letta e Matteo Renzi
Da quando Matteo Renzi è presidente del Consiglio il debito pubblico è aumentato in termini assoluti di 98,76 miliardi di euro, è passato dai 2.119 miliardi di euro del marzo 2014 ai 2.218 miliardi di euro del maggio 2015. L’aumento mensile è stato di 6,58 miliardi di euro al mese. A rivelarlo è una ricerca condotta dal Centro studi di ImpresaLavoro.
Durante i dieci mesi del Governo precedente, quello di Enrico Letta, l’incremento del debito pubblico è stato di 31,38 miliardi di euro, è passato cioè da 2.075 miliardi di euro del maggio 2013 ai 2.106 miliardi di euro del febbraio 2014. L’incremento mensile è stato di 3,14 miliardi di euro.
Insomma, la crescita del debito pubblico durante i primi quindici mesi del governo di Matteo Renzi è stata doppia rispetto a quella registrata con quello di Enrico Letta.
Il presidente del Consiglio ha annunciato pochi giorni fa al meeting di Comunione e Liberazione il taglio delle tasse. In particolare ha promesso l’abolizione dell’Imu e della Tasi sulla prima casa e successivamente un intervento sull’Ires e sull’Irpef. La riduzione della pressione fiscale è di certo un fatto positivo, ma essa sarà finanziata in gran parte con la flessibilità sui vincoli di bilancio fissati dall’Unione Europea. In altre parole essa non avverrà con il taglio della spesa e degli sprechi della Pubblica amministrazione, ma con un incremento del deficit e di conseguenza con un ulteriore aumento del debito pubblico.


mercoledì 2 settembre 2015

Polizia ceca 'marchia' i profughi

Il numero scritto su un braccio identifica i treni e i vagoni in arrivo

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Foto da ansa.it
La polizia ceca sta 'marchiando' i migranti in arrivo a Breclav, cittadina al confine con l’Austria, con un numero scritto a pennarello sul braccio che indica il treno in arrivo ed il vagone. La notizia è sul sito Britske listy ed è confermata dal quotidiano Mlada fronta Dnes.
Le stesse cifre sono poi riportate sui biglietti del treno che la polizia sequestra. Una bambina addormentata sulle spalle della madre porta sull’avambraccio la scritta C5.
Intanto non si arresta il flusso di migranti che stanno entrando dal confine con la Serbia. La polizia ungherese ha intercettato, finora, 153.561 persone entrate illegalmente. Ed è stato inutile erigere un muro ed aumentare il numero di poliziotti di guardia alla frontiera.
Le autorità ungheresi, per evitare l’assalto ai treni, hanno chiuso la stazione di Budapest Keleti. Lo scopo è impedire ai profughi di proseguire verso la Germania o l’Austria. Centinaia di persone, molte delle quali munite di biglietto, stanno manifestando sulla piazza Baross antistante allo scalo ferroviario.
“I migranti che giornalmente arrivano in Serbia sono 3 mila”. A dirlo è Anne-Birgitte Krum-Hansen, capo di Unhcr. Ed ancora: “Il flusso proseguirà probabilmente sui livelli attuali, ed è possibile che aumenti ulteriormente”.

martedì 1 settembre 2015

#Romasonoio: Alessandro Gassmann mantiene la promessa e pulisce le strade

Nel mese di luglio Alessandro Gassmann aveva invitato i romani a darsi da fare, oggi ha mantenuto la parola pulendo il vialetto davanti alla sua abitazione

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Foto dal profilo Twitter di Alessandro Gassmann
‘#romasonoio un’ora e dieci di lavoro e il vicoletto quasi brilla. Settimana prox attacco la scritta in terra!’ ha twittato Alessandro Gassmann ed ancora: ‘Allora guano escluso, le cicche sono state le nemiche N1… non si scollano dal sampietrino’. E dopo aver finito di pulire: ‘ora che ho fatto il mio lavoretto, farò in modo che resti così! Occhio che sono grosso!!!’
Il 26 luglio scorso l’attore aveva lanciato l’hashtag #Romasonoio ed aveva incitato i romani a darsi da fare con il tweet: ‘Roma sono io. Armiamoci di scopa, raccoglitore e busta per la monnezza e ripuliamo ognuno il proprio angoletto della città. Roma è nostra io da settembre, appena in città, proporrò al mio condominio di dividerci i compiti, e scendo in strada, voglio vederla pulita. Diffondete questa iniziativa, fatelo anche voi, basta lamentarsi, basta insulti, FACCIAMO!”. Oggi la promessa è stata mantenuta.
Infine ha lanciato un’esortazione all’amministrazione capitolina: ’Ora aspettiamo i nuovi 300 spazzini annunciati dal Comune’.

Istat: disoccupazione in calo e Pil in crescita, ma solo al Nord

I dati sull’andamento del mercato del lavoro comunicati dall’Istat evidenziano una diminuzione della disoccupazione, ma anche un aumento del divario tra il Nord ed il Sud del Paese

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni) 

Nel secondo trimestre del 2015 cresce il numero di occupati. L’aumento riguarda sia gli stranieri con un +50mila unità sia gli italiani con un +130mila unità. Crescono di 139mila unità gli occupati a tempo pieno, ma anche di quelli a tempo parziale registrano una crescita dell’1%. Queste sono le stime provvisorie sull’andamento del mercato del lavoro nel secondo trimestre 2015 comunicate dall’Istat.    
Dopo tre anni e cinque mesi di crescita, il tasso di disoccupazione a luglio è sceso al 12,1%, con una diminuzione dello 0,9% su base annua e dello 0,5% su quella mensile. Valori che non si vedevano da due anni. Più accentuato il calo della disoccupazione tra i giovani compresi nella fascia di età tra i 15 e 24 anni. La diminuzione è stata di 2,6 punti percentuali su base annua e di 2,5 punti su quella mensile. Si riduce anche il numero degli inattivi dell’1,9%, soprattutto tra i 55-64enni.
Si amplia il divario tra le diverse aree territoriali del Paese: al Sud il tasso di disoccupazione rimane al 20,2%, al centro sale al 10,7%, con un incremento dello 0,1%, mentre al Nord scende al 7,9%, con una diminuzione dello 0,3%.
L’Istat vede al rialzo anche le stime sulla crescita del Pil con un +0,3% sul secondo trimestre e +0,7 su base annua. E’ l’aumento più alto degli ultimi quattro anni.
Soddisfazione ha espresso il presidente del Consiglio, Matteo Renzi: ”Segnali positivi vengono dal turismo, dalla produzione industriale, dall’Expo, che è stato uno straordinario successo e anche dai dati Istat, particolarmente significativi: più 44mila occupati e meno 143mila disoccupati. E’ l’idea che il Paese si rimette in moto: ognuno può avere le proprie idee politiche, ovviamente, ma oggi è fondamentale che tutti insieme diano uno mano affinché l’Italia torni a crescere”.