sabato 5 settembre 2015

Minacciato di morte il giornalista Paolo Borrometi

Il giornalista ragusano, Paolo Borrometi, continua a subire intimidazioni mafiose per aver denunciato con i suoi articoli il malaffare a Scicli, il Comune del commissario Montalbano

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Paolo Borrometi ha subito il primo agguato il 16 aprile del 2014. A raccontarlo in un'intervista rilasciata al Corriere della sera è lo stesso giornalista ragusano: “Ero in campagna, da Bonnie. Il mio cane, che era molto inquieto. Penso sia per la mancata passeggiata. Mi sento afferrare da dietro il braccio destro. Saltano i tendini. Le ossa. Cado a terra. Due uomini incappucciati mi prendono a calci gridando: U capisti che t’hai a fare i fatti tuoi?”.
Borrometi non si lascia intimorire è decide di pubblicare la prima puntata dell’inchiesta sul boss di Scicli che chiedeva persino il pizzo di un euro a manifesto per la pubblicità nelle elezioni comunali. La reazione dell’organizzazione malavitosa è inquietante, alcuni sconosciuti scrivono su un muro: ‘Borrometi sei morto’. 
Nel frattempo le autorità giudiziarie hanno emesso un avviso di garanzia nei confronti del Sindaco di Scicli, deciso l’arresto del boss e disposto il commissariamento della città di Montalbano.
Trasferitosi a Roma per motivi di sicurezza il giovane giornalista siciliano continua a denunciare i fatti di mafia come quelli che riguardano il mercato ortofrutticolo di Vittoria e per le quali ha ricevuto altre minacce di morte.  
Pochi giorni fa Borrometi, che ora è anche editorialista de Il Tempo, ha ricevuto la solidarietà del presidente del Senato, Pietro Grasso, ma nonostante ciò non ha ancora un’auto blindata ed una scorta 24 ore su 24.
La cosa che più ti fa gelare il sangue, sottolinea il giornalista, è chi ti dice: “Chi te lo fa fare? Ma sogno un mattino di svegliarmi e dire: visto che valeva la pena”.