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sabato 22 febbraio 2025

Gli Usa sono ancora una democrazia?

La storia si sta ripetendo e non è una farsa

di Giovanni Pulvino

Zuckerberg, Musk, Trump e Bezos - (foto da instagram)

‘Nel 2024, il 10% più ricco della popolazione possedeva oltre 8 volte la ricchezza della metà più povera delle famiglie’. Quattordici anni fa il rapporto era a 6,3.

Tra i paesi dell’Unione Europea l’Italia ‘è tra i più diseguali nella distribuzione dei redditi’. Siamo anche il Paese dove le retribuzioni dei dipendenti sono diminuite negli ultimi trent’anni.

Nel mondo la ricchezza dei miliardari è cresciuta di 2.000 miliardi di dollari. Quella che deriva da eredità ‘ha superato quella attribuibile ad attività imprenditoriali’.

Non solo. Nel 2023 la ricchezza è ‘defluita dal Sud globale al Nord'. A beneficiarne è stato ‘l’1% più ricco’.

Nello stesso tempo ‘una donna su dieci vive in povertà estrema’.

Questi dati pubblicati da Oxfam Italia non sorprendono più. Siamo già oltre. I super ricchi non si accontentano del potere economico. Pretendono anche quello politico. Ciò che sta avvenendo negli Usa è emblematico. Quella degli Stati uniti è ancora una democrazia? Se si, per quanto tempo lo sarà ancora? Già oggi si parla di oligarchia.

Nell'antica Grecia questa definizione era spesso associata al governo dei ricchi, come descritto da Platone nella ‘Repubblica’ e da Aristotele nella ‘Politica’.

Quest’ultimo considerava l'oligarchia una forma corrotta di governo, in cui i pochi che detengono il potere lo esercitano a proprio vantaggio ed a scapito della comunità.

Nel corso della storia sistemi oligarchici sono stati adottati oltreché nell’antica Grecia, anche nell’Africa coloniale e nell’Italia rinascimentale. Ora stanno tornando.

Tra saluti romani, marce al Campidoglio, guerre commerciali e idiosincrasia per le regole, stiamo regredendo. Un numero ristretto di persone sta acquisendo un potere quasi assoluto, il tutto nell’indifferenza dei più.

La storia si sta ripetendo e non è una farsa.  

Fonti: oxfamitalia.it e it.wikipedia.org

mercoledì 20 novembre 2024

La democrazia dei miliardari

Un dipendente o un operaio potrà mai ambire ad essere Presidente degli Usa? La domanda è retorica e la risposta è ovvia

di Giovanni Pulvino

Donald Trump e Elon Musk

Nel 2020 i candidati Biden e Trump spesero 15,1 miliardi di dollari, rapportati all’inflazione sarebbero 18,3 miliardi. Le stime per la tornata elettorale del 2024 sarebbero di 15,9 miliardi di dollari. Una cifra enorme rispetto ad otto anni fa quando la spesa superò di poco i 6,5 miliardi di dollari che con l’adeguamento all’inflazione sarebbero circa 8,5 miliardi.

È la democrazia dei miliardari.

Un dipendente o un operaio potrà mai ambire ad essere Presidente degli Usa? La domanda è retorica e la risposta è ovvia.

Non solo.

Aumentano i soldi spesi per la propaganda e diminuiscono i cittadini che si recano ai seggi elettorali. È un fenomeno di tutte le democrazie occidentali, perché?

Metà degli aventi diritto al voto non crede più nel sistema rappresentativo o semplicemente si adegua alle decisioni di una minoranza. Tanto che vinca l’uno o l’altro non cambierà nulla, pensano.

Questo fenomeno è iniziato alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso. È coinciso con la fine della spinta propulsiva delle ideologie. È venuta meno cioè l’idea del cambiamento radicale della società.

Allora la domanda che dobbiamo porci oggi è: dovremo rassegnarci ai privilegi di pochi miliardari ed accontentarci di quel poco che il sistema distribuisce o nel futuro l’aumento delle diseguaglianze e delle ingiustizie farà rinascere uno spirito combattivo? 

Più semplicemente: è la vittoria definitiva del capitalismo o è solo una fase della storia?

I cicli sociali assomigliano ai cicli economici: così come ci sono fasi di espansione e di crisi ci sono altrettanti alti e bassi nella realizzazione di una società più giusta e comunitaria, di una società dove tutti possano vivere una vita dignitosa.

Tante conquiste sono state realizzate e tante altre si realizzeranno. Ci vorrà tanto tempo, ci vorrà tanta pazienza ma la direzione è tracciata.

La storia dell’uomo va verso un sistema economico, sociale e politico più giusto ed equo. È un cammino lento, ma è ineluttabile.