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sabato 30 settembre 2017

Rosatellum bis ovvero prove d’inciucio tra il Pd e Fi

La nuova proposta del Pd sembra fatta su misura per consentire un accordo post elettorale tra il partito di Matteo Renzi e quello di Silvio Berlusconi 

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Silvio Berlusconi e Matteo Renzi - (foto da alganews.it)
Il Partito democratico ha presentato un disegno di legge per modificare l’attuale sistema elettorale. La proposta prevede un sistema misto, il 64% dei deputati e dei senatori sarebbe eletto con il sistema proporzionale ed  il restante 36% con il sistema uninominale. La soglia di sbarramento per le singole liste scenderebbe al 3%, mentre per le coalizione sarebbe del 10%. 
Fotot da affariitaliani.it
L’iniziativa dei democratici ha il consenso dei forzisti, della Lega e di Ap. Lo scopo è quello di evitare un impasse post elettorale che con la legge in vigore è quasi certo. Stando ai sondaggi il Pd e il M5s sono tra il 25% ed il 30% dei consensi, mentre nel Centrodestra Fi e la Lega sono intorno al 15% ciascuno e Fdi potrebbe raggiungere il 4%. Le forze di Sinistra, Mdp, Si, Campo progressista e Possibile tutte insieme potrebbero ottenere il 10% dei voti. Con questa situazione nessuna forza politica sarebbe in grado di superare la soglia del 40% necessaria per ottenere il premio di maggioranza. Inoltre, tutti i possibili accordi post elettorali non consentirebbero a nessuna forza politica o coalizione di raggiungere  la maggioranza in Parlamento, l’empasse sarebbe totale.  Inoltre, con la legge elettorale in vigore, per l’ex sindaco di Firenze sarebbe difficile tornare a Palazzo Chigi. Da qui la proposta di modifica con l’introduzione di una quota maggioritaria che consentirebbe alle colazioni di avere un maggior numero di parlamentari e di conseguenza la possibilità di formare un governo centrista con il Pd, Fi e quello che rimane degli altri 'cespugli' al centro dello schieramento politico. L’alternativa potrebbe essere solo un governo del Presidente con una maggioranza parlamentare di unità nazionale sostenuta oltre che dal Pd, anche da Fi e dalla nascente forza di Sinistra chiamata ancora una volta a rimediare ai malgoverni centristi o di destra. Il presidente del Consiglio potrebbe essere lo stesso Paolo Gentiloni o il ministro dell’Interno Marco Minniti. Lo scopo principale sarebbe quello di garantire la stabilità di governo necessaria per evitare le turbolenze finanziarie che si potrebbero scatenare sul nostro Paese come nel 2011. Tutto dipenderà dal risultato che uscirà dalle urne, in particolare da quanti consensi riuscirà ad ottenere la 'nuova' forza di Sinistra che ancora non esiste, ma che è già oggi l’ago della bilancia nel futuro panorama politico italiano.