sabato 12 settembre 2020

‘Chi è causa del suo mal pianga sé stesso’

Credo ch’un spirto del mio sangue pianga la colpa che là giù cotanto costa’, Dante Alighieri, tratto dal canto XXIX dell’Inferno

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

                                         Matteo Salvini in coro con i suoi fan (video da youtube.com)

Chissà se Matteo Salvini ha mai letto Dante Alighieri, ma di certo conosce il proverbio: ‘Chi è causa del suo mal, pianga sé stesso’. Il senso è quello ‘di ammonire colui che ha prodotto la causa del suo danno: costui dovrà prendersela esclusivamente con sé stesso, e non addossare la responsabilità ad altri’.

Il leader padano è stato contestato a Torre del Greco e non è la prima volta che accade. Un migliaio di cittadini durante un comizio lo hanno sommerso di fischi, invettive ed hanno intonato il coro di ‘Bella ciao’. Il segretario della Lega viene 'fischiato' regolarmente nei comizi che tiene nel Sud del Paese. La motivazione non è solo contingente, cioè legata alla campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative.

Il rancore di molti campani è nelle parole pronunciate più volte dallo stesso Salvini. In Rete ci sono diversi video ed interviste in cui il politico padano ‘insulta’ i cittadini del Sud, in particolare i napoletani. In uno di questi, siamo nel 2009, come un qualsiasi capo ultrà di una qualunque squadra di calcio del Nord Italia, invita i suoi fan a cantare: ‘Senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani o colerosi, terremotati voi con il sapone non vi siete mai lavati, sanno di m…’.

Ora, vuole i voti dei meridionali. Da secessionista a sovranista, il passaggio è stato relativamente facile. Ma in tanti non hanno dimenticato. L’incoerenza non sempre paga. Che ci sia qualcuno a contestare nei suoi comizi è inevitabile. Del resto, la sua carriera politica è fatta di denigrazione dell’altro, del Sud, dei migranti, dell’Europa e così via.

Aver trasformato la Lega Nord in Lega per Salvini, non è sufficiente. Fino al 2014 l’ex ministro degli Interni è stato secessionista ed antimeridionalista, ora, da quando è diventato il segretario della Lega, è nazionalista e populistaEssere contemporaneamente padano, sardo, siciliano, campano e così via, per Matteo Salvini è indifferente. Nello stesso tempo, però, non ha rinnegato il suo percorso politico leghista e non dimentica mai di esibire la spilletta di Albert de Giussan, supposto eroe indipendentista del Lombardo-Veneto. 

È una tecnica propagandistica che si rivolge, in particolare, ai cittadini del Sud, a quelli a cui non interessa questo o quel partito politico, ma solo ciò che possono ricavarne. Questi meridionali in un certo senso sono coerenti, per loro conta solo il tornaconto personale. Pertanto, essi hanno convenienza ad essere leghisti, come ieri erano fascisti, democristiani e forzisti. Non sono solo ‘tafazzisti’ per predisposizione caratteriale, sono anche e soprattutto furbi o almeno così credono di essere.  

Fonti it.wikipedia.org e youtube.com


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