sabato 23 luglio 2022

Istat, crescono le disuguaglianze retributive e sociali

La povertà assoluta ‘è progressivamente aumentata’, nel 2021 coinvolgeva ‘oltre cinque milioni e mezzo di persone’, a sostenerlo è il Rapporto Annuale 2022 pubblicato dall’Istat

di Giovanni Pulvino

Foto di @inrivalfiume - (Twitter)

Secondo il Rapporto Annuale 2022 dell’Istat quattro milioni di lavoratori del settore privato percepiscono una retribuzione lorda annua inferiore a 12 mila euro. Si tratta soprattutto di giovani, di donne, di stranieri con basso reddito e residenti, nella maggior parte dei casi, nel Mezzogiorno. Questa situazione è la diretta conseguenza dell’introduzione negli ultimi tre decenni dei nuovi contratti a termine o part-time, cioè rapporti di lavoro brevi (anche di un giorno) e con basse retribuzioni orarie o annuali. ‘Il lavoro somministrato (390mila unità) e intermittente (214 mila unità) tra il 2012 ed il 2021 è più che raddoppiato’. Questi dipendenti sono 'occupati' mediamente per undici giornate al mese.

Anche chi lavora è povero.

La povertà assoluta, sottolinea l’Istat, ‘è progressivamente aumentata’. Nel 2021 coinvolgeva ‘oltre cinque milioni e mezzo di persone’. È diminuita tra gli anziani soli, ma è cresciuta ‘fortemente’ tra le coppie con figli o con monogenitori. A livello territoriale si trovano in questa situazione ‘un italiano su venti nel Centro-nord, mentre è più di uno su dieci nel Mezzogiorno’.

Il Reddito di cittadinanza ha migliorato le condizioni di vita di ‘un milione di individui’. Tuttavia, la situazione continua a peggiorare e l’attuale congiuntura economica e l’inflazione rischiano di aumentare le disuguaglianze.

Durante la pandemia il ricorso alla Didattica a distanza ha penalizzato le scuole e gli studenti, ‘generando ulteriori differenze tra territori e ordini scolastici’. In particolare, nel Meridione.

‘Solo il 60% delle scuole secondarie disponeva di strumenti tecnologici adeguati per la condivisione del materiale didattico'. Problematiche dovute soprattutto alla lentezza della connessione internet. Due studenti su dieci hanno avuto difficoltà a seguire le lezioni, ‘in 700 mila hanno partecipato solo saltuariamente e 156 mila non hanno ricevuto formazione’. Quasi 7 mila ragazzi con disabilità sono stati esclusi oltre che per la gravità della loro patologia, anche e soprattutto per il disagio economico delle famiglie e per la mancanza di dispositivi tecnologici adeguati. Queste criticità sono state rilevate soprattutto ‘nel Mezzogiorno, tra gli stranieri e in contesti socioeconomici particolarmente difficili’. Nondimeno, nella seconda parte del 2021 l’impegno delle scuole ha consentito di ‘dotare di dispositivi informatici gli studenti che ne erano privi’ e solo l’1% non è risuscito ad accedere regolarmente alle lezioni online.

Fonte istat.it

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