Visualizzazione post con etichetta Cina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cina. Mostra tutti i post

venerdì 3 luglio 2026

Allora, sei bruco o sei farfalla?

Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla’, Lao Tze

di Giovanni Pulvino

Una pagina di 'Storie di ordinaria follia' di Charles Bukowski

È facile sentirsi una farfalla. Essere una farfalla. Essere i colori di una farfalla. Può vivere fino a 12 mesi o morire dopo pochi giorni, ma nel nostro immaginario la farfalla è felice, e chissà perché lo pensiamo. Forse sarà per il colore delle ali e per la leggerezza con cui vola o forse perché ci appare innocua e aggraziata. Eppure la sua è un’esistenza effimera. Ma cosa non lo è?

Il bruco è brutto. Ci fa senso solo a vederlo. Vive poche settimane o anche fino a due anni, ma la sua sorte è segnata e non ci intenerisce. Eppure, senza il bruco non esisterebbe la farfalla. È inconsapevolmente generoso. Dà la sua vita per un’altra. Sempre. Ci diciamo, è la natura, è una metamorfosi e non importa se muore.

La farfalla è leggiadra, non ha pensieri, non deve cercare, aspetta e sceglie il fiore su cui posarsi, poi vola via. Non crea, non dà, riceve soltanto. Non si fa domande, vive la sua breve vita intensamente ed è ammirata e riconosciuta.

Il bruco non vola, striscia. Non decide, subisce. Non è apprezzato e fa un po' ribrezzo. Fatica a sopravvivere. È solo. Esiste per dare, per dare la vita. Aspetta di morire. Sa che deve morire. Ha paura? Di certo sa che deve morire. Chissà se lo consola sapere che con il suo sacrificio darà una nuova vita. 

Sei bruco o sei farfalla?

Il bruco è altruista suo malgrado, e non può essere altro, non dipende da lui, è così. La farfalla è una regina, prende quello che gli altri hanno dovuto dargli, nel caso del bruco è tutto.

Allora, sei bruco o sei farfalla?

Non ho dubbi, non sarò mai una farfalla. Non posso essere una farfalla e non voglio esserlo.


domenica 4 gennaio 2026

Era il 1973, ed è il 2026, ed è sempre la stessa storia

Combatterò come un soldato per un Venezuela libero, contro ogni imperialismo e contro chi vuole toglierci la nostra bandiera, la cosa più sacra che abbiamo. ... Viva Chavez. Viva Maduro. Viva la rivoluzione.’, dichiarava Diego Armando Maradona

di Giovanni Pulvino

1972, discorso di Salvador Allende alle Nazioni Unite

Era l’undici settembre del 1973 quando con un colpo di Stato organizzato dalla Cia venne instaurata una dittatura militare in Cile.

Nel 1970 era stato eletto per la prima volta un socialista alla carica di presidente: Salvador Allende. Nonostante le difficoltà egli attuò la riforma agraria e un vasto piano di nazionalizzazioni. Il boicottaggio economico statunitense non gli impedì l’affermazione anche nelle elezioni del 1973.  

Il giorno del golpe, Allende non cederà, le sue ultime foto da vivo lo ritraggono con un elmetto e un mitra in mano. Il Presidente morirà negli scontri, chi dice assassinato, chi dice suicidato.

I giorni che seguiranno saranno tragici per il Cile. Nei diciassette anni di dittatura le vittime saranno almeno 32 mila.

La figura che abbatterà la democrazia cilena sarà quella di Augusto Pinochet, nominato un mese prima dallo stesso Allende come capo delle Forze armate. 

Quello che sta avvenendo in queste ore in Venezuela è una tragica ripetizione di quello che avvenne oltre 52 anni fa. La logica americana è quella del colonialismo. L’obiettivo principale è la riserva di petrolio del paese sud-americano.

Per mantenere la supremazia mondiale è necessario avere il potere economico oltreché militare e per farlo è indispensabile il controllo delle risorse energetiche. Non c’è un’altra spiegazione all’atto di violazione del diritto internazionale e della sovranità perpetrato dagli Usa ai danni del popolo venezuelano.

Negli anni Settanta c’era la scusante ideologica, oggi è solo economica. Chi in queste ore giustifica l’operato del governo americano è complice e servo, oltreché politicamente insignificante. 

Dopo questo atto di guerra chi potrà protestare se Putin arriverà a Kiev, chi potrà accusare la Cina di ledere il diritto internazionale se deciderà di invadere Taiwan o se Netanyahu attaccherà il Libano? D’ora in poi tutto è possibile, è solo la logica del più forte. E' una regressione culturale ed etica senza precedenti. 

Era il 1973 ed è il 2026 ed è sempre la stessa storia, la stessa indecenza, la stessa nefandezza. L'uomo è una delusione continua. Quando finiremo, se mai lo faremo, con l'odio e la prepotenza?

Combatterò come un soldato per un Venezuela libero, contro ogni imperialismo e contro chi vuole toglierci la nostra bandiera, la cosa più sacra che abbiamo. ... Viva Chavez. Viva Maduro. Viva la rivoluzione.’, dichiarava Diego Armando Maradona, e come dargli torto.