martedì 21 luglio 2020

Ora siamo un po' più europei

‘L’Europa non è solo una questione geografica, ma la raffigurazione di una storia geniale che ha definito il mondo attuale, portando la cultura ovunque, propagando il fuoco di Prometeo e il volo di Dedalo negli altri continenti’, Pier Gariglio

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

I cosiddetti Paesi ‘frugali’, cioè Austria, Olanda, Svezia e Danimarca, alla fine hanno ceduto. L’Europa stanzierà 750 miliardi di euro per far fronte alla crisi causata dal Coronavirus. Di questi 390 miliardi sono a fondo perduto. Il 27,87%, cioè 209 miliardi, andrà al nostro Paese, 82 miliardi sono contributi, mentre i restanti 127 miliardi sono prestiti ad un tasso agevolato, quindi convenienti per il nostro Erario.
Per la prima volta l’Unione europea destina risorse che sono a carico del bilancio comunitario. È un fatto storico. Un passo decisivo verso gli Stati Uniti d’Europa. Abbiamo un mercato comune, una moneta unica, una Banca centrale europea, la libera circolazione di persone e cose, piani di aiuto per i Paesi in difficoltà, la cittadinanza europea, un Parlamento ed un Governo comune, ed ora anche debiti condivisi. Si, l’Europa c’è.
Ci sono volute guerre e violenze inaudite perpetrate per secoli da un popolo su un altro, ma ormai abbiamo compreso. La direzione intrapresa nel lontano 1957 è quella giusta. Condivisione e solidarietà, nella convinzione che le differenze arricchiscono.
Si, continuiamo ad essere italiani, francesi, tedeschi, olandesi, spagnoli, slavi, ma siamo anche e soprattutto europei. Una collettività fondata su una cultura millenaria. Dove nessuno è lasciato da solo e dove la vita di ciascuno è al centro di un progetto politico e sociale condiviso. Oggi possiamo essere fieri di questa grande comunità e di quanti hanno combattuto per raggiungere questo risultato.

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