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sabato 17 agosto 2024

Quasi 3.000 miliardi di debito pubblico, ma per il governo Meloni va tutto bene

Per il governo Meloni l’economia italiana va bene, anche Berlusconi, Salvini e la stessa leader di FdI dicevano così nel 2011. Speriamo che almeno stavolta abbiano ragione, ma ogni dubbio è più che legittimo

di Giovanni Pulvino

Il rapporto debito pubblico/Pil dal 1862 ad oggi

In quasi due anni il governo di Giorgia Meloni ha incrementato il debito pubblico di circa 170 miliardi di euro. Quasi otto miliardi di euro ogni mese. Se continua così nel 2026 raggiungerà 3.500 miliardi di euro, che corrisponde ad un debito pro-capite cioè per ogni cittadino italiano di circa 60 mila euro.

Solo nel 2023 il debito è aumentato di 105 miliardi di euro. Quasi come nei due anni del Covid-19. Nel 2020 è stato di 163 miliardi e nel 2021 di 107 miliardi. La pandemia aveva bloccato l’economia e lo Stato è stato costretto a dare aiuti per sostenere le attività imprenditoriali ed i cittadini in difficoltà. Quel debito era in qualche modo ‘giustificato’.

Sorprende invece, ma non tanto, l’incremento avvenuto nei primi 22 mesi del governo Meloni. Cioè, molto di più dei precedenti governi Draghi e Conte II e quasi il doppio del Conte I.

La sostenibilità del debito pubblico italiano è di nuovo a rischio se consideriamo l’aumento dei tassi di interesse.

Fino a metà del 2022 questi erano bassi, i Bot erano vicini allo zero. Ora sono in risalita, i Btp sono quasi al 4%.

Tra il luglio del 2021 e il luglio del 2022 la spesa per interessi sui titoli di Stato è passata da 63,7 a 83,2 miliardi ed è assai probabile che questa abbia raggiunto i 100 miliardi nel 2023.

Il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti si è giustificato sostenendo che l’extra deficit è dovuto al Superbonus del 110%. Quell’incentivo è entrato in vigore il 19 maggio del 2020 con lo scopo di rinvigorire l’economia italiana depressa dagli effetti del Coronavirus. Ebbene precisare che né il governo di Mario Draghi (13 febbraio 2021), né il governo i Giorgia Meloni (22 ottobre 2022) hanno saputo fronteggiare quella che essi hanno considerato un‘emergenza’. Sono trascorsi quattro anni dall’entrata in vigore del Superbonus, se si voleva si sarebbe potuto intervenire prima, ma così non è stato. 

Per il governo Meloni l’economia italiana va bene, anche Berlusconi, Salvini e la stessa leader di FdI dicevano così nel 2011. Speriamo che almeno stavolta abbiano ragione, ma ogni dubbio è più che legittimo.

Fonte governo.it

martedì 16 marzo 2021

Le vaccinazioni non si possono fermare

Trombosi venosa cerebrale, è questa la causa dei decessi che si sono verificati negli ultimi giorni. Il timore è che siano dovuti al vaccino AstraZeneca 

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Foto da toscana-notizie.it

Nel nostro Paese gli eventi tromboembolici sono 166 al giorno, circa 60mila all’anno. Quelli dovuti alla patologia della trombosi venosa cerebrale sono compresi tra 2 a 5 casi su un milione di persone all’anno. Quindi sono piuttosto rari.

Non esistono ad oggi prove che certificano una relazione diretta tra l’inoculazione del siero del colosso farmaceutico anglo-svedese e gli eventi gravi sulla salute verificatisi nell’ultima settimana e che hanno portato alla sospensione delle somministrazioni in diversi paesi europei. Sarà l’Ema (Agenzia europea per i medicinali) a stabilire se c’è una correlazione oppure no.

Secondo il Paul Ehrlich Institute (PEI) della Germania, che corrisponde al nostro Istituto Superiore di Sanità, ci sarebbe un aumento ‘notevole’ di una forma rara di trombosi venosa cerebrale in concomitanza con la somministrazione del siero di AstraZeneca. Da qui lo stop alla somministrazione del vaccino.

Le segnalazioni di effetti collaterali gravi sono numerose. Nel nostro Paese per Pfizer sono state 1.700, per AstraZeneca sono state 79, ma le somministrazioni con quest’ultimo siero sono state minori.

In Germania sono stati segnalati 7 casi di trombosi venosa cerebrale, di cui tre deceduti, su 1,5 milioni di vaccinati. In Gran Bretagna, ci sarebbe stati 3 casi su oltre 11 milioni di persone vaccinate. Nel Regno Unito quelle dovute ad AstraZeneca in tutto sono state 39, di cui 14 per trombosi, 13 per embolia polmonare e 13 per trombocitopenia (mancanza di piastrine). Mentre per Pfizer sono state 36 di cui 8 per trombosi venosa profonda, 15 per embolia polmonare e 13 per trombocitopenia.

I vaccini come tutti i farmaci possono provocare effetti collaterali. Non esiste e non potrà mai esistere un medicinale che non produca una qualche conseguenza non voluta. Il punto allora è: siamo disposti ad accettare i rischi sia pure limitati oppure vogliamo tenerci il Covid-19 che continua a fare migliaia di vittime ogni giorno?

La risposta è ovvia. AstraZeneca, Pfizer/Biontech, o qualunque altro vaccino, non importa, le somministrazioni non si possono fermare.