mercoledì 24 febbraio 2021

La vittoria di Pirro di Matteo Renzi

Matteo Renzi non potrà più condizionare l’operato del Governo e se dovesse pronunciare ‘Draghi stai sereno’, siamo sicuri che stavolta non produrrebbe nessun effetto

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Matteo Renzi e Mario Draghi

535 sì, 56 voti contrari di cui 16 del M5s e 5 astenuti, questi i numeri con i quali la Camera dei deputati ha dato la fiducia al nuovo governo di Mario Draghi. Al Senato i voti favorevoli sono stati 262, 34 i no di cui 15 del M5s e 8 assenti. Un consenso parlamentare ‘bulgaro’ si sarebbe detto negli anni Settanta. Gli unici che hanno deciso di ‘rimanere’ all’opposizione sono stati gli esponenti di Fratelli d’Italia, i dissidenti del M5s e Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana.

È una ‘Maggioranza Ursula’, ampia, cioè, come quella che ha ottenuto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Fare la sintesi sarà complicato. Mediare su tutto sarà impossibile, ad un certo punto il nuovo presidente del Consiglio dovrà decidere quali interessi tutelare.

Il suo compito principale sarà quello di pianificare l’utilizzo dei finanziamenti del Recovery Plan. Incidere sulle modalità del loro utilizzo è, probabilmente, il vero motivo del sostengo di gran parte della Destra al nuovo Governo e della caduta di quello precedente, il Conte 2. Un'altra ragione è che si è voluto impedire lo scioglimento anticipato della legislatura. La riforma costituzionale approvata pochi mesi fa ha ridotto il numero di deputati e di senatori, pertanto molti di essi non sarebbero stati rieletti.

Mario Draghi ha il vantaggio di essere un tecnico. Le sue decisioni non saranno condizionate da esigenze elettorali. È un uomo delle istituzioni. Da presidente della Bce è stato capace di mettere d'accordo chi propugnava politiche monetarie restrittive e chi, invece, era favorevole a quelle espansive. È stato colui che ha avallato le politiche di rigore attuate nel 2011 e nello stesso tempo ha dato avvio al Quantitative Easing, cioè alle politiche monetarie espansive dell’Unione Europea. Oggi è apprezzato da quasi tutte le cancellerie internazionali.

Riservato e riflessivo, saprà mettere d’accordo Brunetta e la Gelmini con Speranza e Orlando? E Zingaretti, Di Maio e Salvini? Vedremo. Unica certezza è che l’altro Matteo, quello di Italia Viva, non potrà più condizionare l’operato del Governo. L’ex sindaco di Firenze resterà ai margini e se dovesse pronunciare ‘Draghi stai sereno’, siamo sicuri che stavolta non produrrebbe nessun effetto.

1 commento:

  1. Mi dispiace ma Matteo Renzi, al contrario di quanto si possa pensare superficialmente, conta eccome in questo governo, che tra l'altro lui stesso ha voluto e non è affatto stupido!

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