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venerdì 12 giugno 2026

Fissi un punto, tutto torna

Lo comprendi quando non arriva, non lo accetti, ma lo capisci che è solo quello. Rimane la mancanza, torna la pioggia, un freddo che non va via. Allora puoi solo aspettare

di Giovanni Pulvino

Porto di Cefalù, Sicilia - (foto di Giovanni Pulvino)

Fissi un punto, tutto torna. Non importa cosa stai guardando, tutto torna. Decidono i pensieri. Li subisci e non puoi impedirli. Vorresti andare oltre, ma non puoi. A volte guardi il palmo di una mano, provi a muovere le dita per non pensare, ma è inutile, tutto torna.

Cos’è?

È un vuoto che non puoi colmare. Sei circondato dall’affetto, ma non basta, ci vuole altro, un altro che non viene e che non verrà.

Provi a fissare un altro punto, qualunque cosa, il risultato è sempre lo stesso. Ti manca il respiro, vorresti che tutto finisse, ma non sei tu a decidere.

Ogni tentativo è inutile. Puoi solo aspettare. Senza parole, solo silenzi. C’è solo il ticchettio dell’orologio. C’è l’affanno e c’è anche un battito accelerato, ma non dicono nulla.

Eppure non sei solo. Lo vedi nei sorrisi di chi ti sta di fronte, lo vedi nelle parole di chi ti parla, lo vedi nei gesti e nelle carezze ti chi ti sta vicino, allora perché non basta?

Non importa da chi sei circondato, ma chi vuoi incontrare, chi non vuoi lasciare. Basta uno sguardo, o una parola, o un gesto, ma solo quello, non un altro, solo quello.

Perché solo quello?

Lo comprendi quando non arriva, non lo accetti, ma lo capisci che è solo quello. Rimane la mancanza, torna la pioggia, un freddo che non va via.

Allora puoi solo aspettare.

giovedì 11 agosto 2022

Brezza marina e 100 ml di succo di frutta alla pera

Un sorso basta per farti tornare indietro nel tempo, quando il poco che c’era era tutto

di Giovanni Pulvino

Torremuzza (Sicilia), 26 luglio 2022 (foto di Barbera Erina)

Nei pomeriggi di luglio non potevamo non goderci la brezza marina, il mare appena increspato dal venticello di levante si colorava di un blu intenso e, là in fondo, il cielo azzurro tracciava una linea intervallata dalle sagome quasi trasparenti delle isole Eolie, in quell’infinito di sfumature si perdevano i nostri sguardi di adolescenti ed i nostri inutili pensieri.

Stavamo così, seduti a leggere un libro o ad assaggiare dalla mini-bottiglietta il succo di frutta alla pera, a volte era una gazzosa, frizzante e dolce, a volte era altro, assaporavamo quelle bibite appena uscite dall’indistruttibile ’Indesit’, lo facevamo con lentezza, un poco per volta, per farli durare di più, per gustarli fino all’ultima goccia …

Li vendeva il fruttivendolo di Reitano, non ricordo il nome, di certo gli avevamo dato un soprannome curioso, forse era ‘u pisiedru’, ma non sono sicuro. Passava ogni settimana con il suo camioncino carico di frutta, ortaggi e verdure di ogni tipo. M. lo chiamava le tre P perché per richiamare l’attenzione delle casalinghe gridava: pummaruoro, patati, pisedri’. 

In frigorifero ce n’era sempre una confezione da sei. Erano cento ml di succo alla pera, non alla pesca, ma rigorosamente alla pera. Poco? Questo era, ma bastava. Aveva un sapore dolce ed intenso, di quelli che ti rimangono impressi nella memoria come uno sguardo, una parola non detta, un gesto involontario, un vuoto che non potrai mai colmare.

Ed ora è ancora lì, aspetta per tornare ancora una volta, come tutto come tutti, ... come la frase di una canzone, di quelle che segnano il trascorrere del tempo ...

Vorrei dirti le stesse cose .. ma come fan presto amore ad appassir le rose … e quando ti troverai in mano quei fiori appassiti al sole di un aprile ormai lontano … li rimpiangerai ma sarà la prima che incontri per strada che tu coprirai d’oro per un bacio mai dato per un amore nuovo …’  

......