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sabato 18 settembre 2021

Il Green Pass non è un obbligo vaccinale

Il Green Pass non impone un obbligo vaccinale, ma ha come scopo quello di salvaguardare la salute di coloro che si sono immunizzati o che non possono vaccinarsi

di Giovanni Pulvino

Foto da salute.gov.it

L’Italia è uno dei primi paesi europei ad aver esteso l'obbligatorietà del Green Pass. Tutti i lavoratori pubblici e privati dovranno munirsi del Certificato verde che attesta l’avvenuta somministrazione di almeno una dose del vaccino anti-Covid o di un tampone con esito negativo (validità di 72 per quelli molecolari) o di essere guariti recentemente dalla malattia.

La misura entrerà in vigore il 15 ottobre. Per i trasgressori sono previste sanzioni pecuniarie che vanno da un minimo di 600 ad un massimo di 1.500 euro. È prevista anche la sospensione dello stipendio dopo cinque giorni di assenza ingiustificata. Il lavoratore non potrà essere licenziato. Per il datore di lavoro che non effettuerà i controlli la multa va da 400 a 1.000 euro.

Il costo del tampone non sarà a carico del Servizio Sanitario Nazionale come avevano chiesto i sindacati. Fino alla fine dell’anno essi saranno gratuiti per chi non si può vaccinare, mentre per i minorenni il costo sarà di 8 euro e per i maggiorenni di 15 euro.

Il Green Pass non è un obbligo vaccinale e non lede la libertà personale. Con questo provvedimento il Governo cerca di convincere gli indecisi ad immunizzarsi. Proteggere chi già si è vaccinato o per ragione di salute non può farlo è un obbligo costituzionale.

I No vax sono ancora tanti. Gli italiani oltre i 12 anni che ancora non hanno ricevuto la prima dose del siero sono circa 9,4 milioni.

Con l’arrivo dell’autunno e del rientro a scuola si rischia una nuova ondata pandemica. 

I dati della campagna vaccinale confermano l’importanza delle somministrazioni. Oggi quasi tutti coloro che sono in terapia intensiva sono soggetti non vaccinati, ma questo non basta a convincere gli indecisi. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità tra gli immunizzati ci sono –77% di contagi, -93% di ricoverati e –96% di decessi.

Con il Green Pass il Governo intende evitare altri lockdown o l’obbligo vaccinale. Quest’ultimo, pur essendo legittimo, è di difficile applicazione. Occorre continuare con l’opera di persuasione, soprattutto per coloro che sono costretti a spostarsi. 

Nessuna imposizione quindi, ma opera di convincimento e fiducia nel popolo italiano. Questa è stata ed è la linea politica seguita durante tutta la pandemia dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e dal governo di Giuseppe Conte ed ora da quello di Mario Draghi.

Con le nuove misure il nostro Paese è ancora una volta un passo avanti rispetto ad altri paesi. E, va detto, in questa difficile fase pandemica la maggioranza degli italiani ha tenuto un comportamento rispettoso delle regole che, come si sa, sono fondamentali per la convivenza civile e per la tutela dei soggetti più deboli.

I problemi ed i rapporti umani si possono affrontare in due modi: il primo pensando sempre e solo a sé stessi, il secondo, invece, agendo nell’interesse comune. Per fortuna questo Governo e le autorità sanitarie stanno agendo solo nell’interesse collettivo, ma anche questo non sorprende.

Fonte salute.gov.it

sabato 10 ottobre 2020

Covid-19, è in arrivo la seconda ondata

Per la prima volta i nuovi casi di Covid-19 registrati in un solo giorno in Europa sono stati oltre 100 mila, ormai è chiaro, la seconda ondata della pandemia è iniziata, ed ora?

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
(Foto da @chetempochefa)

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, pochi giorni fa ha dichiarato che ‘sarà un autunno di resistenza’ ed ancora che saranno mesi da affrontare ‘con il coltello tra i denti’. Il numero dei contagiati continua a crescere. Coloro che in queste settimane hanno minimizzato sulla pericolosità del Covid-19 sono stati smentiti dai fatti ancora una volta. La situazione peggiora in Europa. In un solo giorno i nuovi casi di Coronavirus sono stati oltre 100 mila. Record in Russia e nei Paesi dell’Est e continuano a crescere in Gran Bretagna, in Francia, in Spagna ed ora anche in Germania ed Italia. Chiudono interi quartieri delle città e tornano le limitazioni alle attività di ristorazione e sportive. I Governi reintroducono l’obbligo delle mascherina all’aperto ed il divieto di assembramenti anche tra conoscenti e parenti. Ma è solo l’inizio.

Il nostro Paese sembrava un’oasi felice, invece non è così. L’epidemia sta riprendendo vigore. Non solo, stavolta i focolai pandemici sono diffusi su tutto il territorio nazionale. Si ha la sensazione che tutte le precauzione prese finora non siano state sufficienti a contenere i contagi. Il ‘liberi tutti’ o quasi attuato durante la stagione estiva ha creato le condizioni per la diffusione del virus.

Senza considerare il fatto che ancora non sappiamo quali saranno gli effetti che causerà il rientro a scuola. I primi dati, al di là delle rassicurazioni della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, non sono confortanti. Non c’è istituto dove non si registra qualche caso di positività. Alcune scuole sono già in Dad. Come era facilmente prevedibile le misure di contenimento stanno limitando i contagi, ma non riescono ad impedirli.

La seconda ondata della pandemia è arrivata in anticipo rispetto alle previsioni degli esperti. Sarà un autunno piuttosto complicato anche perché sarà difficile distinguere i sintomi del Coronavirus con quelli dell’influenza stagionale. Solo i tamponi potranno accertare se la febbre sarà dovuta all’uno o all’altro virus. Gli ospedali e i laboratori di analisi reggeranno una nuova situazione di criticità? E, soprattutto, riusciremo a limitare le terapie intensive ed i decessi? Una risposta certa non può esserci, possiamo solo fare gli scongiuri o pregare, ma soprattutto continuare a adottare tutte le precauzioni che da mesi gli esperti ed i politici, tranne qualcuno, ci spiegano e ci invitato a rispettare.

lunedì 6 aprile 2020

Coronavirus: cosa sarebbe successo se avessimo avuto un Governo sovranista?

Nei momenti difficili ‘gridare’ e polemizzare non serve a nulla, al contrario occorrono pacatezza e competenza, quelle che sta dimostrando il Governo, in particolare il ministro della Salute, Roberto Speranza

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Boris Johnson, Viktor Orbàn, Donald Trump
Foto da cranbrooktownsman.com
Negli ultimi tre decenni l’elemento che ha caratterizzato i comportamenti dei nuovi leader è stato il personalismo. Chi ha ricoperto ruoli di rilievo istituzionale spesso lo ha fatto con altezzosità e prosopopea. Queste settimane caratterizzate dal diffondersi del Coronavirus dimostrano, invece, che si può fare politica e governare senza individualismi, cercando, cioè, la collaborazione e la condivisione delle scelte. Tra questi politici c’è senz’altro, il ministro della Salute, Roberto Speranza. Entrato nel Partito democratico durante la segreteria di Pier Luigi Bersani, ora segretario di Articolo uno, il giovane leader politico sta dimostrando autorevolezza e serietà. La pacatezza e la competenza istituzionale con cui sta operando ricordano i leader del passato.
I provvedimenti presi dal Governo ed in particolar dal dicastero della Salute sono stati misurati, progressivi ed ineccepibili. La validità delle decisioni, nonostante le critiche inopportune di qualche governatore di Regione, hanno evitato situazioni di panico e caos. La linea adottata dal Governo si sta dimostrando adeguata e risolutiva.
Cosa sarebbe successo se avessimo avuto un Esecutivo diverso? Quello che sta avvenendo nei Paesi guidati dai sovranisti ci danno un’idea del pericolo che abbiamo corso. In Ungheria il Parlamento ha dato al suo leader, Viktor Orban, i pieni poteri. In Usa, in Brasile e in Gran Bretagna i leader populisti sono passati dal ‘contagio di gregge’ alla chiusura delle attività produttive. Ora, tutti i Paesi vittime della pandemia stanno prendendo le stesse misure adottate dal Governo italiano.
Non sappiamo ancora quanto durerà l'epidemia, ma sin d’ora dobbiamo dire grazie al presidente del Consiglio ed ai suoi ministri. Con i provvedimenti che hanno preso hanno saputo motivare gli italiani affinché tenessero comportamenti adeguati e soprattutto hanno saputo dare sostegno a quanti, infermieri e medici, hanno messo e stanno mettendo in pericolo la loro salute per salvare la vita dei contagiati e non solo.