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sabato 18 novembre 2023

Elly Schlein, una leader in jeans

La manifestazione indetta dal Pd è stata particolarmente importante per consolidare la leadership di Elly Schlein e per dare una prospettiva nuova alla Sinistra italiana

di Giovanni Pulvino

Elly Schlein
Nel suo intervento alla manifestazione del 17 novembre scorso la leader del Partito democratico ha ribadito l'impegno a creare un’alternativa per ‘tutti coloro che vogliono un futuro più giusto, difendere la pace e i diritti civili e sociali, la sanità pubblica, il diritto alla casa, che chiedono un salario minimo e la salvaguardia del pianeta’.

Divenuta segretaria del Pd il 26 febbraio 2023, Elly Schlein sta tentando di dare al Centrosinistra una linea politica credibile ed una prospettiva vincente.

Il compito è complicato. Il maggiore partito della Sinistra paga le politiche centriste attuate da Matteo Renzi, l’incapacità di aggregazione di Nicola Zingaretti e l’appiattimento di Enrico Letta al governo di Mario Draghi.

Fare i salvatori della patria o i presunti tali, ha penalizzato i progressisti e non è la prima volta che succede.

Il governo di Lamberto Dini nacque per evitare i disastri del pentapartito, quello di Romano Prodi per fare entrare il Paese nell’Unione monetaria, il governo di Mario Monti per impedire il fallimento dell'Italia.

Non solo.

Le divisioni interne e l’inconsistenza dei partiti di Sinistra stanno complicando il tentativo di costruire una valida alternativa alla destra destra di Giorgia Meloni, che governa, è bene ricordarlo, pur essendo minoranza nel paese.

Manifestazione Pd del 17/11/2023 (foto da facebook.com)

Cosa può e cosa deve fare Elly Schlein?

Innanzitutto, non deve lasciarsi intimidire da quelli che Vincenzo De Luca, presidente della regione Campania, chiama ‘capibastone’. Quindi deve essere sé stessa, senza se e senza ma. Deve essere cauta, ma ferma nelle sue idee e nel suo modo di essere ed agire. Non deve snaturare la sua personalità e le sue idee. Il Pd e la Sinistra italiana hanno bisogno della sua 'gioventù', della sua perspicacia, della sua intelligenza.

Rimanga una leader in jeans, rigorosa nei principi, ma gentile nei toni e nell’azione politica.

Ci vorrà tempo, ma il ‘noi’ è l’unica via da seguire per mettere un freno all’individualismo e al consumismo. 

Lottare sempre contro le diseguaglianze e le ingiustizie per non lasciare indietro nessuno deve essere il suo 'mantra'. 

La vita è breve per tutti e tutti devono viverla dignitosamente.

E, a proposito dell’invito alla festa di Atreju, si ricordi le parole di Gian Carlo Pajetta: Noi con i fascisti abbiamo finito di parlare il 25 aprile del 1945’.

lunedì 1 maggio 2023

Prima il lavoro, poi il profitto

'Finché l'uomo sfrutterà l'uomo, finché l'umanità sarà divisa in padroni e servi, non ci sarà né normalità né pace. La ragione di tutto il male del nostro tempo è qui', Pier Paolo Pasolini

di Giovanni Pulvino

Concerto del Primo Maggio 2023

Nel giorno dedicato ai lavoratori, il Governo rafforza i voucher ed i contratti a termine. Questo comporterà più lavoro precario e più profitto per le imprese. Il tutto in un Paese dove ci sono 5,6 milioni di poveri assoluti e 10 milioni di individui che vivono in povertà relativa e dove i salari non crescono dal 1990 e l’inflazione supera il 7%.

Il decreto approvato dal Cdm dovrebbe chiamarsi decreto precarietà e povertà e non decreto lavoro. Il Governo punta a incentivare i contratti a termine estendendo l’utilizzo dei voucher, la forma più becera di precarietà. Come si può costruire un futuro con un contratto che dura tre mesi?’, ha dichiarato Elly Schlein segretaria del Pd.

Anche chi lavora è povero. È tempo di ripensare al modello produttivo fondato sui contratti a termine e sui salari bassi. La redistribuzione della ricchezza deve avvenire in modo equo. E’ il tempo di tornare al cambiamento.

È indispensabile mettere al centro del processo produttivo il lavoro ed i lavoratori così come fece negli anni Sessanta Andriano Olivetti. Ecco cosa affermava: ‘Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente grande’. Nella sua ‘idea’ di impresa c’erano i lavoratori con le loro famiglie. Sicurezza, cultura e creatività erano punti essenziali dell’organizzazione produttiva. ‘La fabbrica - sosteneva l’imprenditore di Ivrea - non può guardare solo all'indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l'uomo, non l'uomo per la fabbrica, giusto? Occorre superare le divisioni fra capitale e lavoro, industria e agricoltura, produzione e cultura. A volte, quando lavoro fino a tardi vedo le luci degli operai che fanno il doppio turno, degli impiegati, degli ingegneri, e mi viene voglia di andare a porgere un saluto pieno di riconoscenza’.

Fonte fondazionenenni.blog