giovedì 3 aprile 2025

Benigni e Troisi passaggio alla dogana: "Un Fiorino!" - Non ci resta che...


I dazi di Donald Trump spiegati da Massimo Troisi e Roberto benigni nel film del 1985 'Non ci resta che piangere'.

Video da YouTube

sabato 29 marzo 2025

Salari reali, Italia ultima del G20

Aumentano le diseguaglianze, i salari reali diminuiscono, la pressione fiscale sale, la povertà aumenta, il Paese più ricco al mondo sta scatenando una guerra commerciale senza precedenti, siamo sull’orlo della Terza guerra mondiale, ma per Giorgia Meloni va tutto bene

di Giovanni Pulvino

Giorgia Meloni

Il nuovo rapporto mondiale sui salari 2024-2025 dell’Organizzazione internazionale del lavoro conferma il calo dei salari reali. L’Italia è il paese del G20 dove sono crollati di più dal 2008. Mentre in Germania sono cresciuti del 15% e in Francia del 5%, nel nostro Paese il potere d’acquisto è diminuito dell’8,7%.

Aumentano le diseguaglianze. Le donne oltre ad essere costrette spesso al part-time guadagnano meno degli uomini. I giovani italiani ricevono rispetto ai loro coetanei stranieri salari medi inferiori del 26%.

La crescita del Pil è di appena l’0,7%. Al limite della recessione se consideriamo che sono in corso gli investimenti del PNRR. Oltre 200 miliardi di euro di opere da realizzare entro il 2026.

La pressione fiscale è salita dal 41,7% (2.762,908 euro) del 2022 al 42,6% (2.965,711) del 2024. 

Il 23,1% della popolazione è, secondo i dati Istat, a rischio povertà. Il passaggio dal Reddito di cittadinanza al Reddito di inclusione ha penalizzato circa 850 mila famiglie. La perdita media annua è di circa 2.600 euro.

E non conosciamo ancora le conseguenze della guerra dei dazi scatenata dagli Stati Uniti d'America.

Le guerre commerciali, si sa, non hanno vincitori, solo sconfitti. E pensare che Matteo Salvini e Giorgia Meloni festeggiavano la vittoria di Donald Trump dicendo che non sarebbe successo nulla, anzi.

Ci sarebbe di che preoccuparsi, invece la Presidente del consiglio si vanta che sta realizzando tutti i suoi obiettivi e che il suo Governo è uno dei più longevi della storia repubblicana. Ecco forse è proprio questo il suo scopo rimanere al potere il più a lungo possibile, se poi la condizione economica di milioni di italiani peggiora, pazienza.

Fonte istat.it e oil.org

martedì 25 marzo 2025

Tesori di Sicilia: Cefalù

 di Giovanni Pulvino

Cefalù, 25 marzo 2025

San Martino, Giosue’ Carducci (1835-1907) 

La nebbia agli irti colli 
Piovigginando sale, 
E sotto il maestrale 
Urla e biancheggia il mar; 

Ma per le vie del borgo 
Dal ribollir de’ tini 
Va l’aspro odor de i vini 
L’anime a rallegrar. 

Gira su’ ceppi accesi 
Lo spiedo scoppiettando: 
Sta il cacciator fischiando 
Su l’uscio a rimirar 

Tra le rossastre nubi 
Stormi d’uccelli neri, 
Com’ esuli pensieri, 
Nel vespero migrar.



mercoledì 19 marzo 2025

Il vento della Memoria, semina Giustizia

Si svolgerà a Trapani la XXX Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

di Giovanni Pulvino

Foto da libera.it

Tra le tante vittime innocenti uccisi dalla mafia che saranno ricordate a Trapani c’è il figlio di Santino Di Matteo. Il piccolo Giuseppe fu rapito il 23 novembre del 1993, mentre si trovava al maneggio di Altofonte. Secondo le deposizioni fatte da Gaspare Spatuzza i sequestratori travestiti da carabinieri convinsero Giuseppe a seguirli con la promessa che avrebbe rivisto il padre che, per la sua collaborazione, era sotto protezione.

Agli occhi del bambino – ha dichiarato il pentito - siamo apparsi degli angeli, ma in realtà eravamo dei lupi’. 

Il rapimento, durato 779 giorni, era finalizzato a spingere Santino Di Matteo a ritrattare le sue dichiarazioni sulla strage di Capaci e sull’uccisione di Ignazio Salvo. Il pentito non si piegò al ricatto e continuò la sua collaborazione con le autorità giudiziarie. L’11 gennaio del 1996, su ordine di Giovanni Brusca, il piccolo Di Matteo, che allora aveva appena 15 anni, fu ucciso e poi sciolto nell’acido

Il 15 settembre del 1993, giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno, don Pino Puglisi era appena sceso dalla sua Fiat Uno bianca e si stava avvicinando al portone di casa quando qualcuno lo chiamò, lui si voltò, sorrise ai suoi assassini e disse: ‘Me l’aspettavo’. Subito dopo Salvatore Grigoli, killer della mafia, gli sparò un colpo di pistola alla nuca. 

Un uomo di fede se n’è andato così, senza nessun timore verso chi, accecato dall’odio, ha sparato senza esitazione. Don Pino era un uomo mite, ed è morto per la sua testardaggine a credere che un’altra Sicilia è possibile e che l’amore e la giustizia prima o poi trionferanno.

Un Santo’ che forse i siciliani non meritano di avere.

Fonte libera.it

sabato 15 marzo 2025

Giorgia Meloni e il Fiscal drag

Il sei marzo scorso Giorgia Meloni per giustificare l’aumento della pressione fiscale ha dichiarato: La pressione fiscale aumenta perché grazie al Governo c'è più gente che lavora’, ma sarà vero?

di Giovanni Pulvino

Giorgia Meloni (foto da @LaPrimaManina)

L’aumento della pressione fiscale, cioè delle tasse, sarebbe dovuto, secondo Giorgia Meloni, all’incremento dei posti di lavoro. 

Dire che la nostra Presidente del Consiglio non ha le idee chiare è poco. Di certo non mastica nulla di Economia politica. I suoi studi all’Alberghiero non sono stati approfonditi, questo è sicuro, ma ciò non giustifica la bufala pronunciata con convinzione da chi deve guidare le sorti di uno dei paesi più industrializzati al mondo.

Probabilmente ha confuso la pressione fiscale con il cosiddetto Fiscal drag, letteralmente Drenaggio fiscale. Si tratta di quella situazione economica che si verifica quando l'incremento delle entrate fiscali è causata dall’inflazione.

Come si sa o si dovrebbe sapere le imposte sono calcolate e pagate in proposizione allo scaglione di appartenenza. Il nostro sistema tributario si fonda sulla progressività sancita dall’articolo 53 della Costituzione che prevede: ‘Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività’.

Ciascuno contribuisce alle entrate dello Stato ‘in ragione’ del suo reddito e del suo patrimonio.

Nel caso in cui si verifica una situazione di iperinflazione, come è avvenuto lo scorso anno, gli eventuali aumenti monetari dei redditi possono causare un incremento del prelievo fiscale, anche se il potere di acquisto degli stessi rimane invariato. Questo accade perché l’aumento delle retribuzioni o dei compensi può sconfinare in uno scaglione di reddito con un’aliquota fiscale più alta. La conseguenza è l’incremento dei tributi da pagare, anche se il reddito ‘sostanzialmente’ rimane invariato.

L’aumento della pressione fiscale registrato dall’Istat nel 2024 non dipende, quindi, dall’aumento degli occupati, ma dall’inflazione. Nei decenni passati ogni volta che si è verificato questo fenomeno, i governi, non tutti, hanno provveduto a restituire ai contribuenti il Fiscal drag, quella parte cioè di imposte pagate in più per effetto del fenomeno inflattivo.

L'attuale Governo non sembra intenzionato a farlo, anzi accampa giustificazioni che nulla hanno a che vedere con il buon senso e, soprattutto, con la tenuta del potere di acquisto dei redditi degli italiani.

La frase pronunciata da Giorgia Meloni è quindi una bugia o uno strafalcione, ma, in questo caso, non è il primo e non sarà l’ultimo.

domenica 9 marzo 2025

‘Se vuoi la Pace, prepara la Pace’, Enrico Berlinguer

'Se vuoi la pace prepara la guerra, dicevano certi antenati. E invece io la penso come i pacifisti di tutto il mondo di oggi: se vuoi la pace prepara la pace', Enrico Berlinguer

di Giovanni Pulvino


Enrico Berlinguer ed Arafat - Foto da enricoberlinguer.it
Le parole dette da Enrico Berlinguer nel 1983 sono attualissime.

Tre anni di guerra nel cuore dell’Europa. L’occupazione di Gaza e l’uccisione di migliaia di civili palestinesi. Decine di conflitti che seminano morte in tutto il mondo. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che propone di incrementare la spesa militare dei paesi UE per circa 800 miliardi di euro. E lo fa senza il consenso del Parlamento Europeo.

La storia non ha insegnato niente, l'uomo continua a ripetere gli stessi errori.

L’intolleranza crea conflitti e ostilità e l’odio, si sa, genera altro odio.

'Se vuoi la Pace prepara la guerra, dicevano certi antenati’. Ma è così? Armarsi è un deterrente efficace? O, prima o poi, 'invoglierà' qualche potente al conflitto?

La Russia non ha mai smesso di armarsi, lo stesso ha fatto la Nato ed i paesi che ad essa aderiscono, l’Ucraina di Zelensky non fa altro che chiedere nuovi armamenti, Israele è un paese sempre in stato di belligeranza, eppure tutto questo non è servito ad impedire guerre ed occupazioni.

Le armi vengono costruite per essere utilizzate.

Enrico Berlinguer aveva ragione. Dobbiamo preparare la Pace per avere la Pace e non armarci per impedire la guerra.

Negli USA, dove circolano più armi che persone, non sono diminuiti i reati, anzi. Avere più armi non impedisce i conflitti.

L’Europa ha una lunga tradizione pacifista, i guerrafondai facciamoli fare ad altri.

'Ogni guerra ha una costante: il 90% delle vittime sono civili, persone che non hanno mai imbracciato un fucile. Che non sanno neanche perché gli arriva in testa una bomba. Le guerre vengono dichiarate dai ricchi e potenti, che poi ci mandano a morire i figli dei poveri', Gino Strada.

sabato 1 marzo 2025

Ucraina: agli americani ed ai russi le terre rare, all’UE i cocci

La fine della guerra tra Russia e Ucraina sembra vicina, ma a quale prezzo per gli europei?

di Giovanni Pulvino

Volodymyr Zelensky e Donald Trump
Finalmente si è capito quale fosse lo scopo di Putin quando ha iniziato l’invasione dell’Ucraina: depredarne le risorse naturali.

Stesso obiettivo per Donald Trump. Se Zelensky, minaccia il nuovo presidente USA, non ci consentirà di sfruttare le cosiddette terre rare non gli consentiremo più di utilizzare Starlink, cioè il sistema di satelliti che ha permesso agli ucraini di non capitolare di fronte all’avanzata dell’esercito russo.

Un ricatto? Il senso è: o accettate le nostre condizioni per la pace o potete fare da soli.

La logica è economica.

Agli americani lo sfruttamento delle risorse, ai russi i territori conquistati, agli ucraini la pace, il mantenimento degli attuali confini e l’ingresso nell’UE. E la ricostruzione? Agli europei, ovviamente.

Non solo. In futuro, i paesi del Vecchio continente dovranno scordarsi degli aiuti militari a stelle e strisce, dovranno fare da soli, almeno queste sembrano le intenzioni di Donald Trump.

Nei prossimi decenni i paesi europei dovranno tagliare il welfare e spendere di più in armamenti. 

Tutto a vantaggio dell’industria militare americana, of course.

Ma, poi, per difendersi da chi? È veramente necessario o è solo un bluff per ribadire l’egemonia politica ed economica degli Usa?

L’Europa, che per tre anni ha sostenuto senza se e senza ma la guerra in Ucraina, saprà reagire al nuovo scenario politico mondiale? Saprà essere unita? Saprà difendere i suoi valori ed i sui principi fondati, tra l'altro, sul capitalismo?

I dubbi sono più che legittimi.

martedì 25 febbraio 2025

Tesori di Sicilia: veliero sulle coste di Castel di Tusa

 di Giovanni Pulvino

Piccolo veliero sulle coste di Castel di Tusa, 25 febbraio 2025 

Sarà il veliero del capitano Uncino? 

Sarà il suo fantasma? 

Si starà preparando all’arrembaggio di Castel di Tusa? 

Chissà.

sabato 22 febbraio 2025

Gli Usa sono ancora una democrazia?

La storia si sta ripetendo e non è una farsa

di Giovanni Pulvino

Zuckerberg, Musk, Trump e Bezos - (foto da instagram)

‘Nel 2024, il 10% più ricco della popolazione possedeva oltre 8 volte la ricchezza della metà più povera delle famiglie’. Quattordici anni fa il rapporto era a 6,3.

Tra i paesi dell’Unione Europea l’Italia ‘è tra i più diseguali nella distribuzione dei redditi’. Siamo anche il Paese dove le retribuzioni dei dipendenti sono diminuite negli ultimi trent’anni.

Nel mondo la ricchezza dei miliardari è cresciuta di 2.000 miliardi di dollari. Quella che deriva da eredità ‘ha superato quella attribuibile ad attività imprenditoriali’.

Non solo. Nel 2023 la ricchezza è ‘defluita dal Sud globale al Nord'. A beneficiarne è stato ‘l’1% più ricco’.

Nello stesso tempo ‘una donna su dieci vive in povertà estrema’.

Questi dati pubblicati da Oxfam Italia non sorprendono più. Siamo già oltre. I super ricchi non si accontentano del potere economico. Pretendono anche quello politico. Ciò che sta avvenendo negli Usa è emblematico. Quella degli Stati uniti è ancora una democrazia? Se si, per quanto tempo lo sarà ancora? Già oggi si parla di oligarchia.

Nell'antica Grecia questa definizione era spesso associata al governo dei ricchi, come descritto da Platone nella ‘Repubblica’ e da Aristotele nella ‘Politica’.

Quest’ultimo considerava l'oligarchia una forma corrotta di governo, in cui i pochi che detengono il potere lo esercitano a proprio vantaggio ed a scapito della comunità.

Nel corso della storia sistemi oligarchici sono stati adottati oltreché nell’antica Grecia, anche nell’Africa coloniale e nell’Italia rinascimentale. Ora stanno tornando.

Tra saluti romani, marce al Campidoglio, guerre commerciali e idiosincrasia per le regole, stiamo regredendo. Un numero ristretto di persone sta acquisendo un potere quasi assoluto, il tutto nell’indifferenza dei più.

La storia si sta ripetendo e non è una farsa.  

Fonti: oxfamitalia.it e it.wikipedia.org

martedì 18 febbraio 2025

Le foglie cadono sempre dagli alberi

Le foglie cadono dagli alberi ed il sole sorgerà di nuovo, ma domani sarà sempre un’altra cosa

di Giovanni Pulvino

Torremuzza, 19 febbraio 2025 (foto di Pulvino Calogero) 

Bastano le note di una canzone per tornare indietro nel tempo anche se è inutile farlo.

Per un momento ti ritrovi seduto sul muretto della piazzetta o in riva al mare a strimpellare con le corde male accordate di una chitarra, sempre la stessa a dire il vero, e stai lì a ripercorrere un tempo che non tornerà.

A volte il senso di ciò che è stato si ripete anche se sei in luogo ed in un tempo diverso.

Ed è allora che ritornano lo stesso vuoto e lo stesso bisogno di riconoscimento.

Lo vedi negli occhi spauriti di chi non sa dire, di chi non sa osare ed aspetta, inevitabilmente ed inutilmente aspetta.

E se lo farà, se si deciderà a farlo sarà lo stesso, potrà solo dimenticarsi per un po', solo per un pò. 

Testardamente e inevitabilmente continui a cercare un sorriso o uno sguardo che possano consolarti, o a sperare in una parola o in un gesto che possano illuderti, ma è solo un momento, ed è subito mancanza. 

Resterà una nota anch’essa persa nello scorrere lento ed inutile della vita altrui che non ti appartiene, che non ti può appartenere.

Il mare azzurro là in fondo incontra il cielo ogni sera e non serve a nulla sapere che oltre l'orizzonte tutto continua, tutto si ripete.

Dove sei, dove si posano oggi i tuoi sguardi, quali strade calpesti, quali cuori consoli? Quali carezze ispiri, quali silenzi doni, quali gioie consenti? Quali ...

Intanto, il tempo dato passa.

Le foglie cadono dagli alberi ed il sole sorgerà di nuovo, ma domani sarà sempre un’altra cosa.