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Blog d’informazione, cronaca ed opinioni dal profondo Sud
giovedì 3 aprile 2025
Benigni e Troisi passaggio alla dogana: "Un Fiorino!" - Non ci resta che...
sabato 29 marzo 2025
Salari reali, Italia ultima del G20
Aumentano le diseguaglianze, i salari reali diminuiscono, la pressione fiscale sale, la povertà aumenta, il Paese più ricco al mondo sta scatenando una guerra commerciale senza precedenti, siamo sull’orlo della Terza guerra mondiale, ma per Giorgia Meloni va tutto bene
Giorgia Meloni |
Aumentano le diseguaglianze. Le
donne oltre ad essere costrette spesso al part-time guadagnano meno degli
uomini. I giovani italiani ricevono rispetto ai loro coetanei stranieri salari
medi inferiori del 26%.
La crescita del Pil è di appena l’0,7%.
Al limite della recessione se consideriamo che sono in corso gli investimenti del
PNRR. Oltre 200 miliardi di euro di opere da realizzare entro il 2026.
La pressione fiscale è salita dal 41,7% (2.762,908 euro) del 2022 al 42,6% (2.965,711) del 2024.
Il 23,1% della popolazione è, secondo i dati Istat, a rischio povertà. Il passaggio dal Reddito di cittadinanza al Reddito di inclusione ha penalizzato circa 850 mila famiglie. La perdita media annua è di circa 2.600 euro.
E non conosciamo ancora le conseguenze
della guerra dei dazi scatenata dagli Stati Uniti d'America.
Le guerre commerciali, si sa, non hanno
vincitori, solo sconfitti. E pensare che Matteo Salvini e Giorgia Meloni festeggiavano la vittoria di Donald Trump dicendo che non sarebbe successo
nulla, anzi.
Ci sarebbe di che preoccuparsi, invece
la Presidente del consiglio si vanta che sta realizzando tutti i suoi obiettivi
e che il suo Governo è uno dei più longevi della storia repubblicana. Ecco forse
è proprio questo il suo scopo rimanere al potere il più a lungo possibile, se
poi la condizione economica di milioni di italiani peggiora, pazienza.
martedì 25 marzo 2025
Tesori di Sicilia: Cefalù
mercoledì 19 marzo 2025
Il vento della Memoria, semina Giustizia
Si svolgerà a Trapani la XXX Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie
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Foto da libera.it |
‘Agli occhi del bambino – ha
dichiarato il pentito - siamo apparsi degli angeli, ma in realtà eravamo dei
lupi’.
Il rapimento, durato 779 giorni, era finalizzato a spingere Santino Di Matteo a ritrattare le sue dichiarazioni sulla strage di Capaci e sull’uccisione di Ignazio Salvo. Il pentito non si piegò al ricatto e continuò la sua collaborazione con le autorità giudiziarie. L’11 gennaio del 1996, su ordine di Giovanni Brusca, il piccolo Di Matteo, che allora aveva appena 15 anni, fu ucciso e poi sciolto nell’acido.
Il 15 settembre del 1993, giorno del suo cinquantaseiesimo
compleanno, don Pino Puglisi era appena sceso dalla sua Fiat Uno
bianca e si stava avvicinando al portone di casa quando qualcuno lo
chiamò, lui si voltò, sorrise ai suoi assassini e disse: ‘Me
l’aspettavo’. Subito dopo Salvatore Grigoli, killer della mafia, gli sparò
un colpo di pistola alla nuca.
Un uomo di fede se n’è andato così, senza nessun timore verso chi, accecato
dall’odio, ha sparato senza esitazione. Don Pino era un uomo mite, ed è morto
per la sua testardaggine a credere che un’altra Sicilia è possibile
e che l’amore e la giustizia prima o poi trionferanno.
Un ‘Santo’ che forse i siciliani non meritano di avere.
Fonte libera.it
sabato 15 marzo 2025
Giorgia Meloni e il Fiscal drag
Il sei marzo scorso Giorgia Meloni per giustificare l’aumento della pressione fiscale ha dichiarato: ‘La pressione fiscale aumenta perché grazie al Governo c'è più gente che lavora’, ma sarà vero?
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Giorgia Meloni (foto da @LaPrimaManina) |
Dire che la nostra Presidente del Consiglio non ha le
idee chiare è poco. Di certo non mastica nulla di Economia politica. I suoi
studi all’Alberghiero non sono stati approfonditi, questo è sicuro, ma ciò non giustifica la bufala pronunciata con convinzione da chi deve guidare le
sorti di uno dei paesi più industrializzati al mondo.
Probabilmente
ha confuso la pressione fiscale con il cosiddetto Fiscal drag, letteralmente Drenaggio fiscale. Si tratta di quella situazione economica che si verifica
quando l'incremento delle entrate fiscali è causata dall’inflazione.
Come
si sa o si dovrebbe sapere le imposte sono calcolate e pagate in proposizione
allo scaglione di appartenenza. Il nostro sistema tributario si fonda sulla
progressività sancita dall’articolo 53 della Costituzione che prevede: ‘Tutti
sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità
contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività’.
Ciascuno
contribuisce alle entrate dello Stato ‘in ragione’ del suo reddito e del
suo patrimonio.
Nel
caso in cui si verifica una situazione di iperinflazione, come è avvenuto lo
scorso anno, gli eventuali aumenti monetari dei redditi possono causare un incremento
del prelievo fiscale, anche se il potere di acquisto degli stessi rimane
invariato. Questo accade perché l’aumento delle retribuzioni o dei compensi può
sconfinare in uno scaglione di reddito con un’aliquota fiscale più alta. La
conseguenza è l’incremento dei tributi da pagare, anche se il reddito
‘sostanzialmente’ rimane invariato.
L’aumento della pressione fiscale registrato dall’Istat nel 2024 non dipende, quindi, dall’aumento degli occupati, ma dall’inflazione. Nei decenni passati ogni volta che si è verificato questo fenomeno, i governi, non tutti, hanno provveduto a restituire ai contribuenti il Fiscal drag, quella parte cioè di imposte pagate in più per effetto del fenomeno inflattivo.
L'attuale Governo non sembra intenzionato a farlo, anzi accampa giustificazioni che nulla hanno a che vedere con il buon senso e, soprattutto, con la tenuta del potere di acquisto dei redditi degli italiani.
La frase pronunciata da Giorgia Meloni è quindi una bugia o uno strafalcione, ma, in questo caso, non
è il primo e non sarà l’ultimo.
domenica 9 marzo 2025
‘Se vuoi la Pace, prepara la Pace’, Enrico Berlinguer
'Se vuoi la pace prepara la guerra, dicevano certi antenati. E invece io la penso come i pacifisti di tutto il mondo di oggi: se vuoi la pace prepara la pace', Enrico Berlinguer
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Enrico Berlinguer ed Arafat - Foto da enricoberlinguer.it |
Tre
anni di guerra nel cuore dell’Europa. L’occupazione di Gaza e l’uccisione di
migliaia di civili palestinesi. Decine di conflitti che seminano morte in tutto
il mondo. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che propone di incrementare la spesa militare dei paesi UE per circa 800 miliardi di euro. E lo fa senza il consenso del Parlamento Europeo.
La
storia non ha insegnato niente, l'uomo continua a ripetere gli stessi
errori.
L’intolleranza crea conflitti e ostilità e l’odio, si sa, genera altro odio.
'Se
vuoi la Pace prepara la guerra, dicevano certi antenati’. Ma è
così? Armarsi è un deterrente efficace? O, prima o poi, 'invoglierà' qualche
potente al conflitto?
La
Russia non ha mai smesso di armarsi, lo stesso ha fatto la Nato ed i paesi che
ad essa aderiscono, l’Ucraina di Zelensky non fa altro che chiedere nuovi
armamenti, Israele è un paese sempre in stato di belligeranza, eppure tutto
questo non è servito ad impedire guerre ed occupazioni.
Le armi vengono costruite per essere utilizzate.
Enrico Berlinguer
aveva ragione. Dobbiamo preparare la Pace per avere la Pace e non armarci per
impedire la guerra.
Negli
USA, dove circolano più armi che persone, non sono diminuiti i reati, anzi. Avere più armi non impedisce i conflitti.
L’Europa
ha una lunga tradizione pacifista, i guerrafondai facciamoli fare ad altri.
sabato 1 marzo 2025
Ucraina: agli americani ed ai russi le terre rare, all’UE i cocci
La fine della guerra tra Russia e Ucraina sembra vicina, ma a quale prezzo per gli europei?
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Volodymyr Zelensky e Donald Trump |
Stesso obiettivo per Donald Trump. Se Zelensky, minaccia il nuovo presidente USA, non ci consentirà di sfruttare le cosiddette terre rare non gli consentiremo più di utilizzare Starlink, cioè il sistema di satelliti che ha permesso agli ucraini di non capitolare di fronte all’avanzata dell’esercito russo.
Un ricatto? Il senso è: o
accettate le nostre condizioni per la pace o potete fare da soli.
Agli americani lo sfruttamento delle risorse,
ai russi i territori conquistati, agli ucraini la pace, il mantenimento degli
attuali confini e l’ingresso nell’UE. E la ricostruzione? Agli europei, ovviamente.
Non solo. In futuro, i paesi del Vecchio
continente dovranno scordarsi degli aiuti militari a stelle e strisce, dovranno
fare da soli, almeno queste sembrano le intenzioni di Donald Trump.
Nei prossimi decenni i paesi europei dovranno tagliare il welfare e spendere di più in armamenti.
Tutto a vantaggio dell’industria
militare americana, of course.
Ma, poi, per difendersi da chi? È
veramente necessario o è solo un bluff per ribadire l’egemonia politica ed economica degli Usa?
L’Europa, che per tre anni ha sostenuto senza se e senza ma la guerra in Ucraina, saprà reagire al nuovo scenario politico mondiale? Saprà essere unita? Saprà difendere i suoi valori ed i sui principi fondati, tra l'altro, sul capitalismo?
I dubbi sono più che legittimi.
martedì 25 febbraio 2025
Tesori di Sicilia: veliero sulle coste di Castel di Tusa
Piccolo veliero sulle coste di Castel di Tusa, 25 febbraio 2025
Sarà il veliero del capitano Uncino?
Sarà il suo fantasma?
Si starà preparando all’arrembaggio di Castel di Tusa?
Chissà.
sabato 22 febbraio 2025
Gli Usa sono ancora una democrazia?
La storia si sta ripetendo e non è una farsa
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Zuckerberg, Musk, Trump e Bezos - (foto da instagram) |
Tra i paesi dell’Unione Europea
l’Italia ‘è tra i più diseguali nella distribuzione dei redditi’. Siamo anche
il Paese dove le retribuzioni dei dipendenti sono diminuite negli ultimi
trent’anni.
Nel mondo la ricchezza dei miliardari è cresciuta di 2.000 miliardi di dollari. Quella che deriva da eredità ‘ha
superato quella attribuibile ad attività imprenditoriali’.
Non solo. Nel 2023 la ricchezza è ‘defluita
dal Sud globale al Nord'. A beneficiarne è stato ‘l’1% più ricco’.
Nello stesso tempo ‘una donna su dieci
vive in povertà estrema’.
Questi dati pubblicati da Oxfam Italia
non sorprendono più. Siamo già oltre. I super ricchi non si accontentano del
potere economico. Pretendono anche quello politico. Ciò che sta avvenendo negli
Usa è emblematico. Quella degli Stati uniti è ancora una democrazia? Se si, per
quanto tempo lo sarà ancora? Già oggi si parla di oligarchia.
Nell'antica Grecia questa definizione
era spesso associata al governo dei ricchi, come descritto da Platone nella ‘Repubblica’
e da Aristotele nella ‘Politica’.
Quest’ultimo considerava l'oligarchia
una forma corrotta di governo, in cui i pochi che detengono il potere lo
esercitano a proprio vantaggio ed a scapito della comunità.
Nel corso della storia sistemi
oligarchici sono stati adottati oltreché nell’antica Grecia, anche nell’Africa
coloniale e nell’Italia rinascimentale. Ora stanno tornando.
Tra saluti romani, marce al Campidoglio,
guerre commerciali e idiosincrasia per le regole, stiamo regredendo. Un numero ristretto di persone sta
acquisendo un potere quasi assoluto, il tutto nell’indifferenza dei più.
La storia
si sta ripetendo e non è una farsa.
Fonti: oxfamitalia.it e
it.wikipedia.org
martedì 18 febbraio 2025
Le foglie cadono sempre dagli alberi
Le foglie cadono dagli alberi ed il sole sorgerà di nuovo, ma domani sarà sempre un’altra cosa
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Torremuzza, 19 febbraio 2025 (foto di Pulvino Calogero) |
Bastano le note di una canzone per tornare indietro nel tempo
anche se è inutile farlo.
Per un momento ti ritrovi seduto sul
muretto della piazzetta o in riva al mare a strimpellare con le corde male
accordate di una chitarra, sempre la stessa a dire il vero, e stai lì a
ripercorrere un tempo che non tornerà.
A volte il senso di ciò che è stato si
ripete anche se sei in luogo ed in un tempo diverso.
Ed è allora che ritornano lo stesso
vuoto e lo stesso bisogno di riconoscimento.
Lo vedi negli occhi spauriti di chi non
sa dire, di chi non sa osare ed aspetta, inevitabilmente ed inutilmente
aspetta.
E se lo farà, se si deciderà a farlo
sarà lo stesso, potrà solo dimenticarsi per un po', solo per un pò.
Testardamente e inevitabilmente
continui a cercare un sorriso o uno sguardo che possano consolarti, o a sperare
in una parola o in un gesto che possano illuderti, ma è solo
un momento, ed è subito mancanza.
Resterà una nota anch’essa persa nello
scorrere lento ed inutile della vita altrui che non ti appartiene, che non ti
può appartenere.
Il mare azzurro là in fondo incontra il
cielo ogni sera e non serve a nulla sapere che oltre l'orizzonte tutto
continua, tutto si ripete.
Dove sei, dove si posano oggi i tuoi
sguardi, quali strade calpesti, quali cuori consoli? Quali carezze
ispiri, quali silenzi doni, quali gioie consenti? Quali ...
Intanto, il tempo dato passa.
Le foglie cadono dagli alberi ed il
sole sorgerà di nuovo, ma domani sarà sempre un’altra cosa.