lunedì 10 agosto 2015

L’Article spinning di Roberto Calderoli

La nuova trovata dell’esponente della Lega Nord è un algoritmo di Google che riproduce automaticamente ed in poco tempo migliaia di copie di un emendamento 

di Giovanni Pulvino (@PulvinoGiovanni)

Roberto Calderoli
L’ultima trovata del senatore Roberto Calderoli si chiama ‘Article spinning’. L’ha dichiarato lo stesso esponente leghista al Corriere della sera facendo riferimento ad ”un programma informatico che da un testo base è capace di ricavarne migliaia di varianti”. Lo scopo è di creare milioni di emendamenti da inoltrare alle Camere per impedire o ritardare l’iter legislativo dei disegni di legge presentati dalla maggioranza e dal Governo.
In particolare l’intento del vicepresidente del Senato è quello di produrre sei milioni di proposte di correzione alla riforma costituzionale quando essa approderà in Commissione e che si aggiungeranno alle decine di migliaia già depositate.
‘Article o content spinning’ è un algoritmo creato da Google ed è ben conosciuto in rete. Il sistema serve a dare visibilità nei motori di ricerca a chi crea siti web. Il suo funzionamento è semplice. Si scrive un emendamento ricco di parole ed il programma ne riproduce altri cambiando una o più termini usando sinonimi, o aggiungendo o togliendo un vocabolo. In questo modo si ottiene la produzione di testi lievemente diversi da quello iniziale. Ovviamente la loro qualità non è eccezionale ma si raggiunge lo scopo che è quello di moltiplicare l’elaborato originario in tante altre copie simili ma non uguali.
Ed è così che il Senatore leghista, famoso per essere stato il primo firmatario della legge elettorale che lui stesso ha definito ‘Porcellum’ e per aver bruciato simbolicamente, quand’era Ministro nei governi di Silvio Berlusconi, centinaia di migliaia di leggi inutili, anche se di quella semplificazione nessuno si è accorto, ora si propone di produrre e presentare milioni di emendamenti alla legge di riforma costituzionale.
Con questa ennesima trovata l’esponente politico bergamasco, nonostante non abbia lasciato tracce particolarmente significative della sua opera amministrativa, riesce di nuovo a far parlare di sé anche se i suoi espedienti pittoreschi sono sempre inutili.