venerdì 9 febbraio 2024

Le Foibe e il revisionismo neofascista

Il prof. Alessandro Barbero ci spiega cosa sono state le Foibe e l'uso distorto che ne fa la politica italiana


Alessandro Barbero, 'Storia e memoria' (da yuotube.it)

'Cosa sono le Foibe? Alla fine della guerra sui confini orientali d’Italia l’esercito partigiano jugoslavo comunista avanzando in un territorio che da molti anni era occupato dagli italiani .... fa fuggire davanti a sé la popolazione ... terrorizzata e uccide effettivamente migliaia di italiani civili gettando poi i cadaveri in queste forre del terreno che ci sono da quelle parti, appunto le Foibe. Un eccidio di molte migliaia di civili. 

I partigiani jugoslavi comunisti stavano dalla parte dei vincitori, combattevano dalla parte giusta, quindi per molto tempo di questa cosa no che non se ne parli, ma se ne parla eccome, ma a livello ufficiale. Nessuno si sognerebbe .... che bisognerebbe fare un giorno del Ricordo, perché è uno dei tanti casi in cui i vincitori che stavano dalla parte giusta hanno fatto delle porcate, cosa che succede normalmente nella realtà. 

Bambini internati nel campo di concentramento di Arbe
(Croazia) creato dalla Seconda Armata Italiana
nel luglio del 1942 (it.wikipedia.org)

Non ci sono i buoni e i cattivi come nei film americani. 
La realtà è più complicata di così ed i vincitori che stanno dalla parte giusta fanno un sacco di porcate. Buttano la bomba atomica su Hiroshima e come se non bastasse ne hanno ancora un’altra e buttano anche quella e distruggono un’altra città. ... 

Poi cosa succede che quella parte dell’Italia che per tanto tempo ha vissuto male il 25 aprile, la celebrazione della Resistenza, perché erano famiglie come la mia, dove si era schierati dall’altra parte, sempre più sentono ... che, politicamente, il pendolo si è spostato e chi la pensa così ha sempre più importanza. E ad un certo punto un governo che, non lo può dire, ma è fatto da gente che si sentiva più dalla parte dei fascisti che non dei partigiani, decide che bisogna equilibrare il 25 aprile. C’è questa grande festa che piace a quelli della sinistra e allora facciamo anche un altro giorno per ricordare invece una cosa dall’altra parte e nasce il giorno delle Foibe. 

Allora non ci sono state le Foibe? Certo che ci sono state. E' stata un’atrocità? Certo che è stata un’atrocità. Non bisogna parlarne? Certo che bisogna parlarne. …… Le Foibe sono uno di quei casi che uno deve sapere. Gli storici le hanno sempre studiate dopodiché si tratta di dire: dobbiamo mettere al centro del discorso pubblico quell’episodio lì perché è emblematico? E' da quello che si capisce cos’era davvero quell’epoca e cioè che i partigiani comunisti erano molto cattivi e che gli italiani sono stati ingiustamente perseguitati e sterminati? Oppure ... dobbiamo discutere di quella cosa lì per venderne tutti gli aspetti? 

Se discuti di quella cosa li per vederne tutti gli aspetti scopri, al di là del fatto che è successo quello sterminio, un mondo dove la gente crepava tutti i giorni, continuamente dappertutto, dove le città venivano bombardate, la gente bruciata viva dai bombardamenti, ... moriva nei lager, morivano soldati in combattimento a migliaia tutti i giorni e questo ti rimette un po', come dire, le cose in prospettiva.

Poi scopri che ... i comunisti jugoslavi era così incazzati con gli italiani, perché gli italiani quei territori lì avevano occupati nel 1918 dopo aver vinto la Prima guerra mondiale ed avevano cominciato a bastonare gli abitanti slavi, a proibirgli di parlare la loro lingua, a decidere che quei paesi lì dovevano diventare italiani e dimenticarsi di essere stati slavi e cosi via. Dopo vent'anni di divieti, di bastonate e di abusi la popolazione slava locale odiava gli italiani e a quel punto come succede li odiava tutti. Non è che stava a dire quello li è buono, quello li è cattivo, quello li è fascista, quell’altro no. Odiava gli italiani e questo non vuol dire che chi prendeva le famiglie gli sparava alla nuca e li buttava nei crepacci non debba rispondere alla sua coscienza di quello che ha fatto, però vuol dire che noi sappiamo un po' di più di cosa è successo e del perché è successo. Quella è la Storia. Creare invece un giorno della memoria del Ricordo per controbilanciare l’altro (il 25 aprile) quello è l’uso della Memoria che fa la politica'. 



giovedì 8 febbraio 2024

La marcia su Roma

'Mala tempora currunt sed peiora parantur', ovvero 'corrono tempi brutti ma se ne preparano di peggiori', Marco Tullio Cicerone

di Giovanni Pulvino

La marcia su Roma dei trattori assomiglia per certi aspetti ad una farsa, ma una farsa non è. Le difficoltà economiche in cui si trovano numerose imprese del settore agricolo non sono nuove. Oggi esso rappresenta circa il 3% del Pil, eppure ha il sostegno incondizionato dei governi nazionali e dell'UE. Gli incentivi comunitari sono consistenti e costituiscono un terzo del bilancio dell'Unione. Ogni anno oltre 400 miliardi di euro sono destinati a sostenere l'attività agricola nonostante essa continui a perdere addetti e quote di mercato. 

Non solo. La produzione si fonda sull'uso intensivo delle risorse e dei diserbanti chimici. La riduzione dei tempi di lavorazione e dei costi avviene sempre più a scapito della salvaguardia dell'ambiente. Ed ogni tentativo di porvi rimedio trova l'opposizione di questa o quella categoria.

L'oggetto del contendere è insieme europeo e nazionale. La direttiva della Commissione presieduta da Ursula Von der Leyen che imponeva di ridurre l'uso dei pesticidi e quello intensivo dei terreni è già stata ritirata. L'Europa chiedeva agli agricoltori una maggiore attenzione nelle tecniche produttive per salvaguardare l'ambiente. Il Governo nazionale, quello presieduto da Giorgia Meloni e dal suo vice Matteo Salvini, è contestato perchè ha depennato l'esenzione Irpef per il terreni agricoli. 

In sintesi si chiede agli agricoltori di produrre di meno e di pagare più tasse. La reazione era inevitabile anche se non era attesa in queste proporzioni. 

Le ragioni sono diverse.

Le medesime limitazioni sulle coltivazioni non sono richieste ai prodotti importati dai paesi extra Ue. In particolare quelli provenienti dall'Ucraina finanziata pochi giorni fa con altri 50 miliardi di euro.

La contestazione è anche verso Confagricoltura e Confesercenti. Sindacati molto vicini ai partiti di governo. La rivolta, partita dal basso, rinnega gli accordi di categoria che penalizzano soprattutto la imprese di piccole dimensioni. 

Poi c'è la grande distribuzione. La distanza tra i prezzi praticati ai produttori agricoli e quelli che poi troviamo sugli scaffali dei supermercati è in alcuni casi sproporzionata e ingiustificabile. Forse il Governo dovrebbe intervenire per ridurre questa sperequazione prima di chiedere ulteriori sacrifici alle imprese agricole. 

Ed è paradossale che i partiti che hanno approvato questi provvedimenti sono gli stessi che a parole dicono di stare dalla parte degli agricoltori. E' il segno dei tempi, o come disse Cicerone: 'Mala tempora currunt sed peiora parantur', ovvero 'corrono tempi brutti ma se ne preparano di peggiori'.




venerdì 19 gennaio 2024

Prendi i soldi e scappa

Salma Al-Shehab, madre di due figli, attivista per i diritti delle donne è stata condannata a quasi trent’anni di carcere solo per aver scritto dei tweet. Tutto questo succede in Arabia Saudita, dove si sta svolgendo il minitorneo della Supercoppa italiana

di Giovanni Pulvino

Una fase della partita Napoli- Fiorentina,
a destra Salma Al-Shehab

Anche quest’anno il minitorneo della Supercoppa  italiana si svolge all’estero. La sede scelta dalla Lega è stata l’Arabia Saudita. La motivazione non è sportiva, ma economica.

Una volta questa manifestazione si giocava in pieno agosto, cioè ad inizio stagione. Adesso invece per motivi economici si disputa in pieno inverno ed all’estero. È stata assegnata agli Usa, alla Cina, al Qatar e negli ultimi tre anni all’Arabia Saudita. In precedenza, le squadre finaliste incassavano 3,5 milioni a testa, la Lega 500mila euro. Con il nuovo accordo il montepremi è triplicato.

1,6 milioni alle semifinaliste perdenti, 5 milioni alla finalista perdente, 8 milioni alla vincitrice e 6,8 milioni alla Lega calcio.

Siamo al trionfo dello sportwashing. Dopo aver preso calciatori e allenatori come un collezionista di figurine, il regno saudita esibisce quattro squadre italiane. Il calcio italiano tace sui diritti umani e incassa’, ha commentato Luca Musumeci, presidente di Sport for Society.

La situazione in Arabia Saudita è estremamente negativa. Negli ultimi otto anni, da quando il principe della Corona bin Salman è diventato l’uomo forte del regno, ci sono state oltre 1250 impiccagioni; tutti i difensori dei diritti umani sono in carcere e vengono emesse regolarmente condanne a decenni di carcere anche solo per aver scritto un post su una piattaforma social’, ha sottolineato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

Il giornalista, scrittore e presidente del premio Sport e diritti umani (istituito da Amnesty International e Sport for Society) Riccardo Cucchi ha dichiarato: ‘Il calcio non può rinunciare ai valori, vendere la passione dei tifosi e sé stesso, in cambio di soldi. Se lo fa minaccia la sua stessa identità di sport per trasformarsi in strumento di un processo di cancellazione della realtà. Una realtà che, in Arabia Saudita, è violazione dei diritti umani, violenza e totalitarismo’.

Fonti: amnesty.it e money.it

sabato 6 gennaio 2024

Giorgia Meloni: ’C’è chi vuol dare le carte, io non sono ricattabile’

Difficile immaginare che qualcuno abbia ricattato la PdC. È plausibile invece un tentativo di condizionamento, ma questo sarebbe un sintomo di debolezza del Governo e di chi lo guida

di Giovanni Pulvino

Giorgia Meloni
Nella conferenza stampa del 4 gennaio scorso la PdC ha dichiarato: ‘C’è chi vuol dare le carte, io non sono ricattabile’. La domanda sorge spontanea: chi vuole ricattare la Presidente del Consiglio? Chi 'vuole dare le carte'? A chi e a che cosa si riferisce Giorgia Meloni?

La segretaria di Fratelli d’Italia non ha fatto nomi, non ha citato circostanze, ha solo paventato un ‘condizionamento’ a cui Lei non è disposta a sottostare.

Le spiegazioni possibili sono due.

La prima ipotesi è che c’è o c’è stato qualcuno che ha tentato, senza riuscirvi, di condizionare l’operato della Presidente del Consiglio. In questo caso sarebbe interessante sapere di chi si tratta e in che cosa consisterebbe il ricatto, ma la Premier non dice nulla, allude soltanto.

La seconda interpretazione è l’ennesimo tentativo di passare per vittima. Ci sarebbe qualcuno che vuole impedirle di governare, ma Lei non si fa intimorire e va per la sua strada. Anzi opererà per rafforzare il suo ruolo. Ed è perentoria nel suo ragionamento: qualcuno ‘pensa di spaventarci, ma io non mi spavento: preferisco cento volte andare a casa piuttosto che cedere a condizionamenti’. C’è un capovolgimento dei ruoli. O si fa come dice Lei o se ne va. La minaccia è rivolta ai suoi alleati di Governo? A Forza Italia? Alla Lega di Matteo Salvini?

Oppure ai cosiddetti poteri forti. Il solito Soros? L’Unione Europea? O chissà chi altro?

Difficile immaginare che qualcuno abbia ricattato la PdC. È plausibile invece un tentativo di condizionamento, ma questo sarebbe un sintomo di debolezza del Governo e di chi lo guida

Sui contenuti, dopo tre ore di conferenza stampa, ha detto poco o nulla. L’azione dell'Esecutivo sembra determinata dalla preoccupazione di mantenere i consensi elettorali.

Quello che emerge con chiarezza è la distanza tra quanto affermato in campagna elettorale e quanto la Destra sta realizzando stando alla guida del Paese. L’incoerenza tra i propositi e gli atti concreti è evidente. Ed è altrettanto palese la scarsa professionalità della classe dirigente ed il tentativo di 'rivincita' che emerge in tanti atti e propositi 'nostalgici' nonostante i tentativi di mantenere un contegno moderato ed istituzionale. 


sabato 30 dicembre 2023

Giorgia Meloni, ‘Non sono Mosè'

‘Uomo dell’anno’ titola il quotidiano Libero su una foto di Giorgia Meloni. Uomo? I tentativi della Destra di tornare al passato sono evidenti, ma spesso essi scadono nel paradosso

di Giovanni Pulvino

Prima pagina del quotidiano Libero del 
29 dicembre 2023
Quante Giorgia Meloni ci sono? Dopo un anno e mezzo di governo possiamo affermare con certezza che ne esistono almeno due. La prima è quella che non le mandava a dire e che prometteva di stravolgere la politica italiana. La seconda è quella governativa, europeista e atlantista così come lo sono stati i Presidenti del Consiglio che l’hanno preceduta.

Quando un partito o un leader accede al potere di solito diventa più moderato nei propositi e rinnega quanto aveva promesso in campagna elettorale.

Il caso di Giorgia Meloni e di FdI è emblematico.

In occasione del comizio di chiusura della campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Catania trasmesso in diretta su Rainews24 (23 maggio 2023) la PDC ha affermato: ‘Lotta all’evasione contro piccoli commercianti è pizzo di Stato’.

Per ricordare le vittime delle Fosse Ardeatine (24 marzo 2023) ha dichiarato: ’335 innocenti massacrati perché italiani’. La replica dell’Anpi: ‘Uccisi perché antifascisti’.

Sui cambiamenti climatici la risposta all’interrogazione del deputato Bonelli (22 marzo 2023) è stata paradossale: ‘Non ho prosciugato io l’Adige, non sono Mosè’.

In occasione del cinquantesimo compleanno del leader leghista (9 marzo 2023) e pochi giorni dopo la strage di Cutro Giorgia Meloni e Matteo Salvini cantarono la canzone di Marinella scritta da Fabrizio de André per ricordare la morte di una giovane fanciulla annegata in un fiume.

Durante il discorso per l’insediamento del suo Governo (25 ottobre 2022) si rivolse al deputato di Asv, Soumahoro, dandogli del tu: ‘Al collega Soumahoro mi sento di dire, tutti ci sentiamo scolari della storia, sai, altrimenti saremmo ignoranti del presente, senza futuro’.

Poi ci sono le promesse fatte e non mantenute.

Il 6 luglio 2019 ecco cosa intimava: ‘Le navi delle Organizzazioni non governative che violano i confini italiani, si, vanno affondate e vanno demolite bisogna dare un segnale chiaro di forza’.

In un’intervista dichiarò la sua avversione verso i corruttori: ‘Per noi chi ruba è un traditore, perché vedete la corruzione è una tassa sui poveri, è una tassa sui più deboli, sulla povera gente, ed è il motivo per il quale noi vogliamo proporre per i reati di corruzione nell’esercizio delle funzioni pubbliche siano inseriti tra i reati di tradimento ... cioè reati per i quali nel nostro ordinamento è prevista anche la pena dell’ergastolo, così vediamo’. Quest’affermazione evidentemente non vale per la vicepresidente della Commissione di vigilanza della Rai di FdI Montaruli, condannata in via definitiva per peculato.

Ed ancora. ‘Il nostro primo provvedimento sarà 1.000 euro subito su ogni conto corrente con un click’, prometteva in campagna elettorale. Invece il governo Meloni ha cancellato il Rdc e ha introdotto una card di poche centinaia di euro all’anno e non per tutti i poveri e solo per alcuni beni di prima necessità.

Le incoerenze sono tante.

Dall'Italia ritiri immediatamente il proprio sostegno alle sanzioni contro la Russiaall’invio di armi all’Ucraina; dal ‘Blocco navale subito’, a ‘L’Italia e l’Europa hanno bisogno di immigrazione.’; dall’abolizione della Fornero all’ipotesi 103, ma solo per una parte dei lavoratori; dalla cancellazione delle accise sui carburanti, al taglio degli sgravi introdotti dal governo Draghi.

Vareremo un grande piano di prevenzione idrogeologica annunciava il 27 luglio scorso, il giorno dopo il ministro Fitto nella bozza di rimodulazione del PNRR stralcia alcuni progetti per ‘la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico’.

L’elenco è lungo ed ogni giorno se ne aggiunge uno nuovo.  

E non ci sono solo gli strafalcioni e le marce indietro, c’è anche una più grave idiosincrasia alle domande dei giornalisti. Se può evita le conferenze stampa o reagisce in modo 'scomposto' alle interrogazioni delle opposizioni, perchè?

Sfugge al confronto per mantenere i consensi elettorali? Ma stia tranquilla o come scrive Libero stia tranquillo 'l'uomo dell'anno', chi vota a Destra continuerà a farlo qualunque cosa dica o possa fare. E continuerà a farlo non perché aderisce ad un ideale, ma solo perché è intollerante verso la Sinistra, qualunque essa sia.

mercoledì 27 dicembre 2023

venerdì 22 dicembre 2023

È un Natale che non avresti voluto

In tanti conteranno le bombe … le conteranno una ad una ... nella speranza di sentirne il boato e che esso sia abbastanza distante per poterlo sentire di nuovo

di Giovanni Pulvino

Il Natale, Banksy (foto da Twitter @Gaia93712891)

Ci sono momenti in cui vorresti muoverti, ma non ci riesci.

Allora inizi a divagare in attesa di qualcosa che non c’è più.

Stai lì, seduto su una panca, a fissare i disegni decorativi delle mattonelle dei pavimenti di certe chiese .. o a cercare di capire il senso di quel quadro appeso lì chissà da quanto tempo …

Poi senti l’odore intenso dei fiori … allora ti ricordi perché sei lì, immobile, incapace di dire una parola, di fare un gesto, di alzare lo sguardo.

Tutto ti appare inutile, superfluo …

Rimani immerso in un tempo indefinito, nei pensieri che tornano .. le giravolte .. i balli leggeri … i sorrisi donati senza un motivo .. no, non ci saranno più .. è solo altra memoria a perdere …

Natale arriverà, ancora, ma non per tutti, ed altri domani si aggiungeranno e vivranno questi momenti scoloriti e indefinibili.

Sarà un Natale diverso.

Sarà un Natale che non avresti voluto.

Eppure, arriverà, come sempre.

E non sarà uguale per tutti.

In tanti conteranno le bombele conteranno una ad una ... nella speranza di sentirne il boato e che esso sia abbastanza distante per poterlo sentire di nuovo.

Altri annegheranno chissà dove e chissà perché ...

Altri lo vivranno senza un futuro …

Altri ancora fuggiranno da loro stessi … dal loro tempo senza sapere neanche il perché lo stanno vivendo.

Altri imprecheranno alle ingiustizie del mondo ...

Altri continueranno ad elemosinare un po' d’amore .. quello che non hanno mai ricevuto .. o che non hanno potuto dare ...

Altri ...

Cosa c’è da gioire?

Che diritto abbiano di gioire?

No, non sarà un Natale uguale per tutti ...

domenica 17 dicembre 2023

In Italia un residente su dieci è povero

In Europa si trovano ‘in una condizione di rischio povertà e/o di esclusione sociale 95 milioni di persone, il 21,8% della popolazione. In Italia sono 14 milioni 304mila, cioè il 24,4%’

di Giovanni Pulvino

Foto da Oxfam Italia

In Italia un residente su dieci è povero. Il 9,7% della popolazione vive in una condizione di povertà assoluta. 2,1 milioni di famiglie e 5,6 milioni di individui non raggiungono un ‘livello di vita dignitoso’.

Chi nasce povero molto probabilmente lo rimarrà anche da adulto’, a sostenerlo è la Caritas nel Rapporto su povertà ed esclusione sociale dal titolo 'L'anello debole'. 

In Europa si trovano ‘in una condizione di rischio povertà e/o di esclusione sociale 95 milioni di persone, il 21,8% della popolazione’. In Italia sono 14 milioni 304mila, cioè il 24,4%. I poveri assoluti sono cresciuti di 357mila unità, in tutto sono 5 milioni 674mila persone (9,7%), di questi 1 milione 270mila sono minori (13,4%).

Le famiglie povere sono 2 milioni 187mila. Al Sud e nelle isole sono rispettivamente il 13,3 e l’11,3%.

La povertà assoluta si concentra in gran parte nei nuclei familiari di soli stranieri. Pur ‘rappresentando 8,7% della popolazione residente costituiscono il 30% dei poveri assoluti’.

Ad incidere sono soprattutto l’istruzione e la mancanza di un lavoro stabile e ben retribuito.

Tra il 2021 e il 2022 ‘le condizioni delle famiglie la cui persona di riferimento ha conseguito al massimo la licenza elementare, è passata dall’11,9 al 13%’. Invece, dove il capofamiglia ha un titolo di scuola superiore l’incidenza è più contenuta (4,0%). Solo il 47% dei nuclei in povertà assoluta ha il capofamiglia occupato.

Nel 2022 i centri di ascolto della Caritas hanno supportato 255.957 persone, l’11,7% delle famiglie in povertà assoluta, cioè l’1% delle famiglie residenti.

La maggior parte degli ‘utenti’ ha un basso livello d’istruzione (66,5%) e occupazionale. Il 48% vive in una condizione di disoccupazione ed il 22,8% di ‘lavoro povero.

I problemi denunciati sono soprattutto quelli economici (78,5%), occupazionali (45,7%) e abitativi (23,1%).

Il 45% dei sussidi erogati nel 2022 dalla Caritas riguardano i ‘bisogni energetici’.

Il lavoro non sempre garantisce una vita dignitosa. In genere si tratta di ‘lavoratori in nero, in grigio, part time forzati, con contratti regolari ma tutti con salari inadeguati’.

Le ragioni del cosiddetto ‘lavoro povero’ sono, secondo la Caritas, tre: la debolezza contrattuale, la trasformazione del mercato del lavoro (precarietà terziarizzazione, ect..) e comportamenti dei datori di lavoro.

Fonte caritas.it

lunedì 4 dicembre 2023

Franca Viola: ‘io non sono proprietà di nessuno’

Io non sono proprietà di nessuno, nessuno può costringermi ad  amare una persona che non rispetto, l’onore lo perde chi le fa certe cose non chi li subisce’, Franca Viola, 2 gennaio 1966

di Giovanni Pulvino

Franca Viola e Filippo Melodia, 1966
Nel 1965 Franca Viola è stata rapita, segregata e violentata dal suo ex fidanzato. Siamo ad Alcamo, in Sicilia.
Figlia di una coppia di contadini, Viola rifiutò il matrimonio riparatore e denunciò il suo stupratore. Il 30 maggio 1969 Filippo Melodia fu condannato in via definitiva a 10 anni di carcere e due di soggiorno obbligato.

Nel 1968 Viola sposò un compaesano ed amico d’infanzia. La coppia ebbe due figli e nel 1971 tornò ad Alcamo.

L’8 marzo del 2014 è stata insignita dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana da Giorgio Napolitano.

La vicenda di Franca Viola è stata dirimente.

Il 25 agosto del 1981 è entrata in vigore la legge 442 che ha abrogato gli artt. 544, 587 e 592 del Codice penale. Sì, perché il reato di stupro non esisteva e gli autori di questo tipo di violenze potevano evitare il carcere con il cosiddetto matrimonio riparatore.

Il cammino verso la parità di genere è ancora lungo, ma un grande passo in avanti è stato fatto grazie al coraggio di una giovane siciliana e della sua famiglia di umili contadini.

A volte i grandi cambiamenti avvengono per la caparbietà di pochi che con le loro azioni scuotono le coscienze di molti ed inducono i potenti ad agire nell’interesse di tutti, donne comprese.


Fonte wikipedia.org

sabato 2 dicembre 2023

Alexa e il nonno

Dalla tv in bianco e nero, ai telecomandi intelligenti, ai conversatori digitali, il tempo passa e poi passa ancora ed è sempre memoria a perdere

di Giovanni Pulvino

Alexa

I nuovi dispositivi di intelligenza artificiale non solo ci danno tutte le indicazioni che ci servono, ma in più chiacchierano con noi come se fossimo dei buoni amici. Facciamo domande e loro rispondono. Chiediamo informazioni e loro subito ci danno l’indicazione giusta, almeno si spera che sia quella giusta.

Non hanno dubbi e se non capiscono la domanda cortesemente te lo fanno notare o comunque ti danno una risposta di carattere generale ma idonea a confutare una tua possibile obiezione che è meglio non fare.

Se sei in macchina spesso ti affidi ai loro suggerimenti.

In autostrada ti può capitare di superare i limiti di velocità, (chi non lo ha fatto almeno una volta alzi la mano) ma ora non puoi farlo più, ora c’è chi ti ricorda di non farlo. Prima era solo un bip ora c’è Alexa.

Alexa: 'rallentare, hai superato i limiti di velocità'

Conducente: 'eh?'

Alexa: 'non ho capito, specificare più chiaramente'

Conducente: 'Alexa zitta'

Alexa: 'rallentare, hai superato i limiti di velocità'

Conducente: 'Alexa ma si scimunita? Non capisci niente di guida ...  non vedi che sto facendo un sorpasso?'

La voce di Alexa è suadente ma perentoria e rifiuta ogni tentativo di spiegazione: ‘così mi offendi, perché sei così rude? rallentare, hai superato i limiti di velocità’

A quel punto le opzioni che hai sono due: imprecare e mandare Alexa a quel paese oppure rallentare e rinunciare al sorpasso. La seconda ipotesi è quella giusta ma, si sa, siamo italiani, le regole valgono solo per gli altri. 

Poi ci sono le auto anti-sonno, se sei alla guida di una Peugeot 208 e dimentichi di azionare la freccia per rientrare in corsia dopo un sorpasso stai pur certo che con uno scossone l’auto ti riporta indietro sulla corsia di sorpasso, ma non capisci il perché fino a quando non hai provato almeno due volte. Solo allora ti ricordi dei dispositivi elettronici della tua auto ed azioni la freccia.

Poi ci sono gli alunni furbi, quelli con gli auricolari nascosti che chissà come riescono ad usare i cellulari e magari a dialogare con Alexa o con Siri mentre fanno il compito di italiano o di Economia aziendale.

Alunno (sottovoce): 'Alexa … anno … si scrive con l’acca o senza?' 

Alexa (sottovoce): 'anno si scrive senza acca se indichi il periodo, con l’acca se intendi scrivere un verbo'

Alunno: 'si, ma come si scrive?'

Alexa impreca: 'maliritta ignoranza …  ho già risposto fai un’altra domanda'

Alunno: 'dimmi una frase celebre di Dante Alighieri'

Alexa: ‘fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza’

Alunno: che hai detto Alexa? ripeti'

Alexa: ‘fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza’

Alunno: 'Alexa sei più ignorante di me, si dice conoscenza'

Alexa: ‘è proprio vero u lignu stortu non si pò addrizzare, …. e con questo passo e chiudo’

Alunno: ‘e chi se ne frega .. c’è Siri’

Alunno: ‘Siri spiegami il sistema elettorale maggiorato

Siri: ‘maggiorato? forse intendevi dire maggioritario?’

Alunno: ‘si maggiorato o maggioritario uguale è’

Alunno: 'Siri che significa inflazione strascicante?'

Siri: ‘strascicante? forse volevi dire strisciante?’

Alunno: ‘Siri sai calcolare l’Iva?’

Siri: ‘certo, devi compilare una fattura?’

Alunno: ‘si, mi devo esercitare, domani ho compito di Economia aziendale’

Siri: ‘se ti colleghi con il sito dell’Agenzia delle Entrate puoi compilare la fattura in formato elettronico, non hai bisogno di fare calcoli, ci pensa il sistema dell’AE’

Alunno: ‘Siri, ma si scimunita come Alexa? Non sono un commercialista, non ancora, prima mi devo diplomare, … e domani devo fare il compito e la prof. non mi permette di usare il sito con la Fatturazione elettronica’

Siri: 'Ah sì? vabbè, allora studia …’

Alunno: 'e se studiavo pensi che avevo bisogno di te? Su Siri non fare come i prof. fammi questa fattura e non ne parliamo più’

Siri: ‘fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza’

Ma non ci sono solo i ragazzi alle prese con Alexa, ci sono anche gli adulti. I nonni, ad esempio, hanno pretese assurde come se Alexa potesse fare tutto.

Nonno: ‘Alessia mi po’ lavari i piatti’

Sì, perché il nonno Alexa la chiama Alessia … all’italiana va…

Alexa: 'il mio nome è Alexa'

Nonno: 'si si Alexsia, ma mi po lavari i piatti'

Alexa: ‘Mi spiace non poterti accontentare sono un’intelligenza artificiale’

Nonno: 'Alexsia metti una canzoncina per neonati'

Alexa: 'se non hai un account non ti posso scegliere un brano, però questo ti potrebbe piacere: musica di Bach … accontentati …'

Nonno (con tono alto della voce): 'Alessia stop …'

Alexa: 'forse è meglio che ti dai una calmata sei un po’ nervosetto …'

Nonno: 'Alessia ascolta ed esegui … spegniti .. spegniti … se non lo fai ti disconnetto … Alessia … Spegniti …' ma Alexa confonde il tuo comando ... e spegne la luce o la riaccende …

Com’erano belli i tempi in cui il televisore era in bianco e nero ed aveva solo due canali …

P.S. cioè … Post Scriptum …. che vuol dire  … post …scritta .. scritto … insomma ci siamo capiti .. ricordo ai professori ed in particolare alla prof.ssa L. … che esiste una Chat che i ragazzi usano per fare i compiti … occhio … a ChatGPT e simili

Alunno: 'prof. possiamo usare i cellulari o il tablet per fare il compito?'

Docente furbo, ma non la professoressa L. ……: 'no ragazzi anch’io conosco chat GPT … ed il compito lo dovete fare sul foglio di carta …'