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| Torremuzza, 5 settembre 2023 - (foto di Barbera Erina) |
domenica 17 settembre 2023
Torremuzza: tramonti di settembre
venerdì 15 settembre 2023
Le morti sul lavoro non sono casuali
Perdere una vita per negligenza o per il mancato rispetto delle normative sulla sicurezza, o peggio per l'avidità degli imprenditori o per il bisogno di avere comunque un appalto o un subappalto, non è accettabile, mai
di Giovanni Pulvino
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| Foto da ilfattoquotidiano.it |
Il quattordici settembre un operaio è deceduto all’aeroporto ‘Marconi’ di Bologna, un altro è caduto da 10 metri di altezza ad Arzano ed è morto ed un terzo è deceduto nel capoluogo campano. Quest'ultimo è stato investito da uno dei mezzi di raccolta dei rifiuti dell’azienda municipale dove lavorava.
Il
tredici settembre tre addetti sono morti per un’esplosione verificatasi a Casalbordino, in provincia di Chieti. L’incidente è
avvenuto in una fabbrica che smaltisce e recupera polvere da sparo da
bonificare. L’azienda non è nuova a questo genere di disgrazie. Nel 2020 altri
tre operai morirono in un altro incidente. Nel 1992 un altro lavoratore perse
la vita ucciso dall’innesco di una spoletta. Nel 2009 altre due persone
rimasero gravemente ferite in un’esplosione.
No, morire per il lavoro non è casuale.
Il 12 settembre un operaio di 48 anni è morto cadendo dal tetto di un capannone nella provincia di Catanzaro. Inutili sono stati i tentativi di rianimarlo. Nelle stesse ore un altro lavoratore cinquantenne è morto a causa della caduta da un ponteggio in un cantiere a Scala Torregrotta, in provincia di Messina.
L’otto
settembre a Lamezia un operaio è stato travolto da un’auto. Aveva 25 anni. L’incidente
è avvenuto sulla strada ‘Due mari’, nei pressi dell’aeroporto.
Il lavoratore era intervenuto per regolare il traffico dopo un incidente che
aveva coinvolto due auto in un punto in cui la carreggiata era ristretta a
causa dei lavori.
A Brandizzo,
la sera tra il 30 ed il 31 agosto cinque operai della Sigifer sono stati travolti
da un treno. La loro ditta stava lavorando sulla rete ferroviarie per un
subappalto da 750 euro.
Il ventitré agosto in una carrozzeria di Modena sono rimasti ustionanti due operai, uno è morto.
L’elenco potrebbe continuare. Il numero dei deceduti cresce ogni giorno. Lo sdegno non basta più. Eppure, le leggi ci sono, ma questi eventi tragici continuano a ripetersi, perché?
Perdere una vita per negligenza o per il mancato rispetto delle normative sulla sicurezza, o peggio per l'avidità degli imprenditori o per il bisogno di avere comunque un appalto o un subappalto, non è accettabile, mai.
Quando
la mattina ci alziamo dovremmo ricordarci sempre che la vita è breve e che non
si può e non si deve morire di e per il lavoro.
giovedì 7 settembre 2023
Era rossa, piccola, era la Fiat 126 ...
Faceva pochi passi e scoppiava a ridere, e noi dietro a Lui. Una risatina stridula, contagiosa. Altri tre passi e rideva di nuovo e noi di nuovo appresso a Lui. Era ubriaco? Brillo? Fingeva? Che importava .....
In settembre non mancava mai alla processione ra Maronna che si svolge ancora oggi ad inizio settembre a Santo Stefano di Camastra. Prima ci andava a passaggi, poi usò il motorino, il Garelli. È stato l’unico mezzo di locomozione che ha guidato.
Andavamo u Paisi per prendere le lezioni per la patente con quel motorino ed un altro: il Ciao. Imparammo con una certa rapidità al punto che il nostro istruttore ridusse le ore di lezione, ovviamente ne pretese ugualmente il pagamento. Anche l’esaminatore rimase sorpreso dalla nostra abilità.
L’errore
ed i pericoli sono dietro l’angolo.
All’altezza
di una curva la macchina sbandò, la strada era bagnata, avevamo appena incrociato
un rimorchio. Il paraurti posteriore della Fiat 126 ci protesse e tutto finì
con pochi danni.
Mettemmo presto un’autoradio con le musicassette. Era un Pioneer. Allora non erano di serie. Ed erano costose. Ed erano oggetto di furto. Quando si scendeva dall’auto era consuetudine staccarla e portarsela dietro.
Vasco Rossi, Simon e Garfunkel, Joan Baez, Bob Dylan e tanti altri a tutto volume e via, ma questo non
significò che potevamo prendere l'auto per andare a divertirci. No, l'auto serviva per la
famiglia.
Spesso
di notte aprivamo il cancello in silenzio e di nascosto, si di nascosto, la
spingevamo sulla strada a motore spento per andare a Villa Margi.
Fu
tutto inutile mia nonna se ne accorse subito e ci richiamò.
A volte andavamo a piedi dal 'Farmacista' per mangiare la pizza o per
fare un ‘giro di birra’.
Quest’ultima
fu un’abitudine che durò poco. Era un modo per stare insieme.
Non
tutti erano provetti giocatori du patruni e sutta. Si distribuivano le
carte e ad ogni mano c’era un ‘patruni’ che aveva a disposizione una
bottiglia di birra Dreher o di birra Messina ed invitava a bere, nella quantità che
stabiliva Lui, uno dei giocatori che non poteva rifiutarsi e un ‘sutta’
che doveva avvallare l’indicazione. In caso contrario doveva bere ‘u padruni’,
ma poteva farlo anche di sua iniziativa e lo faceva pi accucchiari
a tutti e per dimostrare che era un gran bevitore.
Dopo
diversi giri c’era chi rimaneva asciuttu, ma c’era cu si mmirachiava.
Qualcuno
faceva finta di bere ed al momento giusto versava la birra sul vaso della
pianta che aveva accanto. Del resto, aveva scelto quel posto proprio per
quello, ma lo capimmo dopo.
Al ritorno inevitabilmente non mancava chi era brillo o ubriaco, ma non c’era pericolo, eravamo a piedi e si smaltiva quasi subito. L’aria fresca e la camminata erano un rimedio naturale molto efficace.
| Torremuzza (Sicilia) - (Foto di Antonino Ciccia) |
Faceva
pochi passi e scoppiava a ridere, e noi dietro a Lui. Una risatina stridula,
contagiosa. Altri tre passi e rideva di nuovo e noi di nuovo appresso a Lui. Era ubriaco?
Brillo? Fingeva? Che importava, era spensieratezza ed un attimo dopo era già memoria, ma questo lo comprendi dopo, quando ti rendi conto che non puoi più tornare indietro.
Sti cosi strani le faceva sempre un nostro compagno: u L.
La bici su cui siamo saliti per la prima volta era la sua, ovviamente cademmo più volte nel tratto di strada che c'è tra la Chiesa e la Torre, ma presto imparammo a stare in equilibrio. Poi disponemmo di una Graziella che utilizzò anche un nostro cugino.
Una sera, tornando da un Patruni e sutta fu Lui, sempre u L., a salire sulla montagna di pietre e brecciolino che c’era accanto alla
strada appena fuori da Villa Margi. Furono in pochi a seguirlo.
Un
pomeriggio di luglio andammo in escursione lungo la spiaggia. Non lo facevamo
spesso, quella volta eravamo in tre o quattro. Giunti dopo Maccarruni all’altezza del casello della
ferrovia vedemmo delle angurie mature. Il nostro compagno, sempre u stissu, ne prese una, ma il padrone
se ne accorse e scappammo di corsa, ovviamente il ‘ladro’ butto l’anguria che
si ridusse in pezzi.
Quel signore era lo stesso a cui in un’altra occasione uno di noi tirò una pietruzza dalla Torre mentre passava con la sua macchina e che, avendo capito da dove era partito il sassolino, riparti a razzo per venirci a rimproverare. Anche quella volta scappammo a gambe levate.
Non eravamo cattivi, ma a volte qualcuno di noi esagerava, non so spiegarmi il perché.
Del resto non avevamo altro che la nostra fantasia ... il mare ... la piazzetta ...lo spiazzale della scuola elementare ... Sant’Antonino ... il Super Santos bucato e poco altro.
lunedì 28 agosto 2023
Roberto Mancini: ‘Ora è arrivato il tempo di fare la storia con l’Arabia’
Roberto Mancini, un altro super ricco che abbandona il Paese da cui ha avuto tutto: soldi, potere, fama
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| Roberto Mancini - (foto da open.it) |
Roberto
Mancini, ex calciatore ed ex Commissario tecnico ha firmato un contratto triennale
da 25 milioni di euro netti a stagione per guidare la nazionale di calcio dell’Arabia
Saudita. In quella italiana ne prendeva 4,5 milioni all’anno. Ora è il tecnico di una nazionale più pagato al mondo.
Poteva dare le dimissioni perché quella araba era un'occasione irrinunciabile, invece no, mentre aveva già deciso di lasciare gli azzurri ha recitato la parte della vittima.
Con la pantomima che ha messo in scena ha mancato di rispetto alla Federazione che, nonostante la mancata qualificazione ai mondiali del Qatar 2022, gli aveva rinnovato il contratto. Si sente una prima donna che può fare e disfare tutto a piacimento. Durante la pandemia attaccò il Governo PD/M5S perché tenevano gli stadi chiusi.
Ora, dove sono finiti il suo attaccamento ed il suo patriottismo?
Dopo aver vinto gli Europei ed aver mancato i mondiali del Qatar lascia
la Nazionale a pochi giorni da due importanti partite per le qualificazioni
agli Europei del 2024.
Chi risarcirà la Federazione?
Le
società di club ricevono milioni di euro per rinunciare ai loro calciatori ingaggiati
dai club sauditi, ma chi pagherà la Nazionale italiana? La Federazione agisca, tuteli i suoi interessi e lo faccia in ogni sede.
E Roberto Mancini prima di volare in Arabia Saudita saldi il debito di riconoscenza verso il
calcio italiano e non straparli dicendo ‘ho fatto la storia in Europa, adesso è il momento di farla qui’.
sabato 26 agosto 2023
I super ricchi sono anche i più grandi inquinatori
Più si è ricchi, più si inquina e quindi più si deve pagare di tasse per combattere i cambiamenti climatici
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| Neymar (foto da it.eseuro.com) |
Auto
di grossa cilindrata, frequenti viaggi in aereo, abitazioni grandi, elevato consumo
di beni e servizi, risparmi investiti in attività che emettono CO2 sarebbero le
principali motivazioni.
Per il trasferimento in Arabia Saudita del calciatore Neymar la società l’Al-Hilal Saudi Football Club ha inviato un Boeing 747 ed ha sostenuto un costo di 23.000 euro l’ora. Il viaggio è durato sei ore. Un jet privato avrebbe emesso 12.000 Kg di CO2, ma con un Boeing l’inquinamento è stato 20 volte tanto.
Non
solo, c’è anche un importante conseguenza di carattere sociale da considerare. A
pagare gli effetti dei cambiamenti climatici sono soprattutto i ceti meno
abbienti. Più le persone sono povere, maggiore è l’impatto dei costi energetici
sul loro reddito.
Ridurre le diseguaglianze prendendosi cura dell’ambiente non è una banalità.
È necessario un cambio di paradigma. Da un’economia lineare è necessario passare ad un’economia circolare ed ecocompatibile. Aiuto umanitario e sviluppo sostenibile devono essere i principi base delle nuove politiche economiche.
Con i disastri dovuti al riscaldamento climatico mettere una parte della ricchezza posseduta a disposizione di azioni al servizio del clima non è una proposta da rigettare. L’idea sarebbe quella di introdurre una tassa progressiva sulla CO2. La motivazione è semplice: più si è ricchi, più si inquina e quindi più si deve pagare di tasse. L’imposizione deve colpire i benestanti, ma anche chi inquina.
Questa
proposta è stata discussa all’ultimo forum economico mondiale di Davos. Un gruppo
di 200 milionari ha chiesto di essere tassato di più ‘per il bene comune’.
E se lo dicono loro ...
domenica 20 agosto 2023
‘Paperoni’ italiani sempre più ricchi
Il quotidiano Milano Finanza redige ogni anno la classifica dei possessori di grandi ricchezze borsistiche, ecco chi sono i più ricchi
Insieme
capitalizzano oltre 56 miliardi di euro con un aumento del 14% rispetto ai
49,2 miliardi del 2022.
Un'altra
famiglia che ha beneficiato del buon andamento delle azioni è quella degli Agnelli-Elkann-Nasi. Grazie alla performance del 19,6% di Exor, cassaforte di famiglia, ha realizzato un
incremento di ricchezza di 10 miliardi di euro.
Con una consistenza borsistica passata dal 1,8 a 2,8 miliardi di euro la
famiglia Buzzi ha guadagnato nella classifica undici posti.
L’exploit migliore è stato di Andrea Iervolino che è passato dal 317esimo
all’ottavo posto.
Con gli incrementi di valore dei titoli di Mfe,
Mondadori e Banca Mediolanum gli eredi di Silvio Berlusconi hanno guadagnato
tre posizioni e sono saliti alla diciassettesima piazza con un incremento del 17,3%,
per una ricchezza aumentata di oltre 2,8 miliardi di euro.
Pandemia, guerra tra Russia e Ucraina ed inflazione non hanno scalfito i patrimoni dei soliti ‘paperoni’. Anzi le loro ricchezze continuano a crescere e le disuguaglianze ad aumentare.
Mentre il governo di
Giorgia Meloni taglia il Reddito di cittadinanza, lascia invariate le accise
sui prezzi dei carburanti e non interviene sull’inflazione che continua ad erodere i salari, i ceti medi e bassi si impoveriscono ed i ricchi diventano sempre più ricchi.
Fonte
milanofinanza.it
domenica 13 agosto 2023
Daniela Santanchè: ‘Rivendico con orgoglio di essere fascista’
Ecco un elenco di dichiarazioni e comportamenti tra il serio ed il faceto, ma tutti rigorosamente veri, degli esponenti della Destra
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| Daniela Santanchè e Giorgia Meloni |
7 agosto 2023. Anna Maria Bertini,
assessore alla Cultura del Comune di Ancona: ‘In queste cose sono
molto ebrea’.
2 agosto 2023. Marcello De Angelis ex
membro del gruppo eversivo Terza Posizione, condannato a 5 anni di reclusione (è uscito dal carcere nel 1992 dopo aver scontato tre anni), oggi è il responsabile della
comunicazione per la regione Lazio. È stato anche senatore, deputato e
direttore del Secolo d’Italia. Ecco cosa ha postato sul suo profilo Facebook a
proposito della strage di Bologna del 2 agosto 1980: “Io so per certo che
con la strage di Bologna non c’entrano nulla Fioravanti, Mambro e Ciavardini.
Non è un’opinione: io lo so con assoluta certezza. E in realtà lo sanno tutti:
giornalisti, magistrati e “cariche istituzionali .. Posso dimostrare a chiunque
abbia un’intelligenza media e un minimo di onestà intellettuale che Fioravanti,
Mambro e Ciavardini non c’entrano nulla con la strage’.
28 luglio
2023. Il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin: ‘Non so quanto
il cambiamento climatico sia dovuto all’uomo e quanto al cambiamento climatico
della Terra’.
26 luglio 2023. Il compagno di Giorgia
Meloni, Andrea Giambruno, durante la sua trasmissione su Retequattro richiama il
ministro del Turismo tedesco dicendo: ‘se non ti sta bene stai a casa tua...c'è
la foresta nera stai lì’.
25 luglio 2023. Matteo Salvini attacca Don
Ciotti (prete antimafia sotto scorta da anni): ‘Un signore in tonaca dice
parole ignoranti, volgari’.
23 luglio 2023. Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, cambia opinione sul blocco navale per impedire l'ingresso dei migranti: ‘L’Italia
e l’Europa hanno bisogno di immigrazione. È doveroso aiutare anche
chi scappa dalla fame e da catastrofi naturali’.
21 luglio 2023. Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e per le Politiche del mare, ha dichiarato: ‘Il reddito minimo è assistenzialismo’.
20 luglio 2023. Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha detto: ‘Revoca della patente per chi abbandona animali in strada’.
12 luglio 2023. Il ministro per le Pari opportunità e la Famiglia, Eugenia Maria Roccella, ha dichiarato:
‘Un figlio non sia l’alternativa a uno spritz’.
6 luglio 2023. Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura, giurato al
premio Strega in un'intervista televisiva ha detto: ‘Ho ascoltato le storie che sono espresse in questi libri che
sono finalisti questa sera sono tutte storie che ti prendono che ti fanno
riflettere ecco proverò a leggerli … si li ho letti perché ho votato
però voglio approfondire questi volumi’.
3 luglio 2023. Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale ha dichiarato: ‘un salario minimo fissato per legge danneggia i lavoratori che guadagnano meno’.
28 giugno 2023. Luca Ciriani, senatore di FdI e ministro per i rapporti con il Parlamento ha spiegato: ‘Meloni non fa interviste per evitare l'incalzare inopportuno delle domande dei giornalisti, alle quali non può rispondere in quanto loro sono in sovrannumero’.
27 giugno 2023. Flavio Briatore, in un'intervista televisiva ha detto: ‘Tra 20 anni non ci troveremo più falegnami e muratori perché questi
preferiscono mandare i loro figli a scuola e all'università’.
3 giugno 2023. In un manifesto propagandistico di FdI Giorgia Meloni afferma: ‘Non possiamo far innamorare gli altri di noi se non amiamo per primi noi stessi e se non riscopriamo ciò che ci lega e ci rende una comunità di destino’.
18 ottobre 2022. La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha dichiarato in un comizio: ‘Rivendico con orgoglio di essere fascista, se fascista vuol dire cacciare a pedate nel sedere i clandestini e gli irregolari’.
sabato 12 agosto 2023
Tesori di Sicilia: Torremuzza
giovedì 10 agosto 2023
È un tempo che non ci appartiene
Tentiamo di dare un senso al tempo che trascorre, e lo facciamo sempre, ma è tutto inutile, non possiamo decidere ne come ne cosa, lo subiamo soltanto, senza poter fare nulla
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| Torremuzza (Sicilia), 4 agosto 2023 (foto di Pippo Russo) |
I giorni trascorrono lenti, ma non hanno più lo stesso colore. È un tempo che non ci appartiene. Siamo degli estranei. Manca la leggerezza. Manca quel fare o quel non fare senza chiederti il perché. Manca il decidere al momento senza programmare, senza pensare.
I luoghi sono gli stessi, ma
noi siamo fuori dal tempo, siamo altro.
È solo un accumulo di memoria a perdere.
Un giorno di luglio di tanti
anni fa mio padre ci porto a Maccarruni. Nella parte alta della strada
statale c’era u stazuni, lì imparammo a fare i tivuli. Quell’attività
ci abituò al sacrificio e ci fece capire che potevamo fare tutto o quasi con un
po' d’impegno e buona volontà, che a dire il vero non è mai mancata.
Quel mattino, invece, imboccammo un viottolo in terra battuta che portava nella parte bassa. Passammo sotto il ponte della ferrovia e giungemmo in riva al mare. Ovviamente non c’era nessuno. Fu lì che imparammo a nuotare o qualcosa di simile. Riuscivamo a stare a galla muovendo avanti e indietro mani e piedi. Fu l’inizio, poi, nelle settimane successive prendemmo coraggio.
Una volta rischiai di annegare.
Un giorno di luglio mia zia M. ci porto al mare. Anche se si toccava andai sott’acqua, ma non riuscivo più a riemergere. Tentai più volte ma non ci riuscivo. Un po' come succede nei sogni, provi a muoverti, ma non ci riesci. Stavo bevendo acqua salata, fu mia zia a tirarmi fuori. Lei era l’unica delle tre sorelle che ci portava al mare. Le altre due non hanno mai conosciuto il piacere di ‘fare il bagno’.
Che tristezza.
Di solito le nostre mamme andavano
in spiaggia nel tardo pomeriggio o di prima mattina quando non c’era nessuno e
lo facevano solo per bagnarsi i piedi, ma sempre con i vestiti addosso. Allora
era così ed era considerato ‘normale’.
Il pudore ed il rispetto per la propria dignità prevalevano sui desideri.
Donne che hanno vissuto a ‘pochi’ metri dal mare; eppure, non sapevano nuotare e non hanno mai fatto un bagno. Come deve essere stato difficile per loro rinunciare ad uno dei pochi piaceri a cui potevano accedere gratuitamente. Il mare era lì, ma non potevano, non potevano. Non so perché, ma mi sento responsabile di tutte le privazioni che hanno dovuto sopportare per crescere i figli e per tenere unite le loro famiglie.
Nuotare è naturale, ma occorre
non aver paura dell’acqua, non bisogna temere di andare a fondo anche se il
rispetto del mare non deve venire meno, mai.
Nei mesi estivi scendere in spiaggia e fare subito un tuffo era una prassi quotidiana per noi torremuzzari, un po' meno pi nzusari. Per non sentire il freddo del primo impatto entravamo in acqua quasi di corsa o lo facevamo lentamente facendo un passo dopo l’altro fin dove si toccava e infine ci immergevamo. Ed era allora che entravi in simbiosi con l’acqua, era un leggero ondeggiare senza pensieri, senza timore.
Eri a pochi metri dalla riva, ma da lì potevi osservare tutta la borgata. La spiaggia, la ferrovia, la strada, lo
stabilimento di sansa e la campagna oltre le case. A volte passava un treno e
pensavi all’invidia che dovevano provare coloro che erano costretti a viaggiare
in quelle bellissime giornate di luglio. I rumori e le voci giungevano quasi
incomprensibili e non potevi non chiederti se sotto i ponti o là in alto sulla
Torre ci fosse qualcuno che sbirciava. Il rintocco cadenzato delle campane ci indicava
che era già mezzogiorno e che era ora di uscire dall’acqua, ma dovevi fare
attenzione per evitare di perdere l’equilibrio sulle pietre lippose.
E com’era bello prendere il
sole stando seduti sul brecciolino a pochi centimetri dall’acqua, quel tanto
che bastava per evitare le onde più lunghe oppure tenendo i piedi immersi
sulla battigia. Ed è in quei momenti che rimani stordito dall’immensità del mare e dal continuo ed incomprensibile movimento delle onde. L’acqua a volte
sembra ritirarsi, altre ti arriva vicino e sei costretto a fare un balzo
all’indietro o a bagnarti di nuovo senza volere.
Nelle giornate di maestrale solo
i più temerari provavano a fare un tuffo, ma com’era bello farsi avvolgere
dal vento e dalle goccioline di acqua salata. E com’era bello rimanere frastornati
dal fragore delle onde che inevitabilmente si infrangevano sulla sabbia e sulle
pietre emerse momentaneamente per il risucchio e che ti costringevano a tirarti
indietro quando un cavallone più alto portava l’acqua a sfiorarti. Oppure ti
lasciavi bagnare i piedi dalla schiuma d’acqua e sale che ti veniva incontro
minacciosa, ma non avevamo paura sapevamo che era innocua.
E com’è stato bello quel giorno d’inverno fare una lezione guardando il litorale. Chissà se S. e L. lo ricordano. Il mare era agitato, lo vedevamo bene dalle finestre della nostra
classe. La professoressa M. mi stava interrogando, ma si accorse delle mie
difficoltà e volle aiutarmi chiedendomi come mi piaceva il mare. Risposi che è
bello quando è agitato o quando è completamente piatto, che non mi piacevano le
vie di mezzo. L’insegnante apprezzò la mia risposta e di certo mi valutò più
del dovuto anche per quell’osservazione.
Chissà perché questi pensieri e
non altri ricompaiono sempre. È il mare che li fa tornare? Sono le giornate
di luglio? Ma che importa, di certo non possiamo tornare indietro e non possiamo cancellare il passato.
Siamo prigionieri.
Tentiamo di dare un senso al tempo che trascorre, e lo facciamo sempre, ma è tutto inutile, non possiamo decidere ne come ne cosa, lo subiamo soltanto, senza poter fare nulla.
E' un tempo che non ci appartiene.
domenica 6 agosto 2023
Reddito di ‘giornalanza’
La maggior parte dei giornali propugna il liberismo, ma nessuno di essi rinuncia agli ‘aiuti’ di Stato
Il capitalismo,
come ci spiegano gli economisti classici, si fonda sulla libera concorrenza e
non prevede l’intervento pubblico. Ma così non è, almeno per gran parte della
nostra editoria.
Si propugna il liberismo, ma nessuno rinuncia agli
‘aiuti’ di Stato.
In
modo diretto o indiretto ne usufruiscono tutti.
La
giustificazione è sempre la stessa: il pluralismo nell’informazione è il sale
della democrazia. Questo è vero, ma solo quando i giornali fanno bene il loro
mestiere.
Invece, spesso
essi sono strumenti di propaganda politica o di partito. Una pratica legittima purché
non avvenga con i finanziamenti pubblici, che per definizione sono di tutti. Si invoca la libertà di espressione, ma a spese della collettività. Un
po' come avviene con l’istruzione privata. L’articolo 33 della Costituzione
stabilisce: ‘Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti
di educazione, senza oneri per lo Stato’. Ma come sappiamo così non
è. E non lo è neanche per i giornali.
Sul
sito del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del
Consiglio dei ministri c’è l’elenco completo dei quotidiani che usufruiscono
dei finanziamenti diretti. I contributi assegnati nel 2021 sono stati 30
milioni di euro, di questi 2,5 milioni sono andati a pubblicazione diffuse
all’estero. Le testate beneficiarie sono state 180.
6,2
milioni di euro sono andati al Dolomiten, quotidiano di lingua tedesca. Seguono
Famiglia cristiana con 6 milioni di euro e Avvenire con 5,6 milioni di euro, 4
milioni a testa sono stati erogati a Italia oggi e alla Gazzetta del Sud. A
Libero quasi 3,9 milioni e 3,3 al Manifesto. Il Foglio quasi 1,9 milioni di
euro. E così via.
18
milioni di euro su 30 sono andati ai primi tre, chissà perché? Altro che liberismo
e libera iniziativa, questi giornali chiuderebbero senza gli aiuti di Stato. E
dire che la linea editoriale della maggior parte di essi è antistatalista, ma
come si vede è un principio con deroga che avvantaggia gli stessi propugnatori.
Poi
ci sono gli aiuti indiretti.
Tutti
i quotidiani, anche quelli a maggiore diffusione, usufruisco di agevolazione
per l’acquisto della carta per la stampa. In nome del pluralismo lo Stato tiene
in piedi decine di giornali anche se vendono poche copie e si limitano alla propaganda politica, perché?
Fonte
senato.it









